Andiamo a Betlemme con i Magi e i Pastori

Posted on 24 dicembre 2017 By

Natività di Gesù

Affresco - Monte Athos

Affresco – Monte Athos

Nell’icona della Natività sono raffigurati soltanto due gruppi di persone che s’appressano ad adorare il Bimbo-Messia:

i pastori, generalmente rappresentati sul lato destro della grotta, e i magi sul lato sinistro.

I primi vi giungono chiamati dagli angeli e i secondi dalla stella.

I pastori sono vestiti spesso con buffe pellicce, cappelli e abiti strani; suonano flauti, intagliano bastoni e sono intenti a curare il gregge. Accorrono alla grotta perché gli angeli li chiamano e per indicare che stanno avendo una visione hanno una mano alzata (come vediamo nelle immagini proposte) oppure un dito sopra l’occhio. Sono raffigurati con un aspetto un po’ goffo e spesso con una statura diversa dagli altri personaggi.

Miniatura - Monte Athos

Miniatura – Monte Athos

I tre magi, sempre raffigurati con le caratteristiche di un giovane imberbe, un uomo
maturo e un vegliardo, arrivano da sinistra su tre cavalli oppure adorano il Bambino davanti alla grotta offrendo i loro doni presentati in preziosi cofanetti. Portano tutti un copricapo a turbante o alla moda persiana, il cosiddetto cappello frigio.

Quando sono rappresentati a cavallo, ancora in viaggio, si indicano vicendevolmente la stella che nell’icona occupa un vistoso posto al centro, sopra la grotta, collegata con un grande raggio che discende dal cielo e penetra fin dentro la grotta.

Sappiamo che i magi erano dei sapienti, ma (altro…)

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O divina Sapienza

Posted on 15 dicembre 2017 By

O divina Sapienza
sorriso di Dio all’alba della creazione
splendore e bellezza delle sue opere
lampo di gioia negli occhi delle stelle
timore del Signore nei figli di Adamo,
donaci un cuore docile
per comprendere e accogliere le tue leggi di vita!

 

 

O divina Sapienza
icona della bontà di Dio nel volto delle creature
sposa amata dal Signore dell’universo
e madre di tutti i beni.
Madre di Dio.
Raffina col fuoco il nostro cuore e la nostra mente
rendici degni di accoglierti e di servirti! 

O divina Sapienza
nuvola d’incenso profumato
davanti alla tenda del nostro Dio
albero maestoso che cresce
presso la fonte della vita,
guarisci le nostre malattie
e rendici degni di lodarti a voce spiegata!

O divina Sapienza
che inviti alla mistica cena
delle tue nozze con l’Agnello
vergini sagge e stolte,
liberaci dalle ottuse tenebre dell’ignoranza
tieni accesa la fiamma
che dà luce al nostro cammino!

O divina Sapienza
amica degli uomini giusti
apparsa sulla terra nella pienezza dei tempi
che entri nelle anime dei santi
e formi amici di Dio e profeti,
vieni, abita in noi,
e fa’ che condividiamo il tuo pane con i nostri fratelli!

O divina Sapienza
elargita a quanti sono in comunione di vita con Dio
tu che risiedi in loro
come nella città diletta
governata con bontà e giustizia,
ammaestraci in ciò che ti è gradito
e fa’ fiorire la pace!

O divina Sapienza
che parli dal legno della Croce
e con potenza salvi i destinati al naufragio
rinnova il cuore di ogni uomo
tergi ogni lacrima dai nostri occhi
perché tutti possiamo cantare:
“Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”.

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O Sapientia!

Posted on 3 dicembre 2017 By

Emmanuele, San Marco - Venezia, particolare

Emmanuele, San Marco – Venezia, particolare

O Sapientia,
quae ex ore Altissimi prodisti,
attingens a fine usque ad finem,
fortiter suaviter disponensque omnia:
veni ad docendum nos viam prudentiae.

O Adonai,
et dux domus Israël,
qui Moysi in igne flammae rubi apparuisti,
et ei in Sina legem dedisti:
veni ad redimendum nos in brachio extento.

O Radix Jesse,
qui stas in signum populorum,
super quem continebunt reges os suum,
quem gentes deprecabuntur:
veni ad liberandum nos,
jam noli tardare.

O Clavis David,
et sceptrum domus Israël,
qui aperis, et nemo claudit,
claudis, et nemo aperit:
veni, et educ vinctum
de domo carceris,
sedentem in tenebris,
et umbra mortis.

O Oriens,
splendor lucis aeternae,
et sol justitiae:
veni, et illumina
sedentes in tenebris,
et umbra mortis.

O Rex Gentium,
et desideratus earum,
lapisque angularis,
qui facis utraque unum:
veni, et salva hominem,
quem de limo formasti.

O Emmanuel,
Rex et legifer noster,
expectatio gentium,
et Salvator earum:
VENI AD SALVANDUM NOS, DOMINE DEUS NOSTER!

(Antifone maggiori dell’Avvento, Liturgia latina delle Ore)

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21 Novembre – Presentazione al Tempio della Madre di Dio

Posted on 20 novembre 2017 By

Angeli e uomini,Presentazione al tempio
Insieme onoriamo l’ingresso della Vergine Maria nel Tempio!
Quell’Arca che nessuno osa toccare
È lo stesso Suo corpo immacolato,
Il tessuto materiale del Dio invisibile!

Angeli, santi genitori, vergini compagne
Danzate con noi uomini
Perchè si realizza il sogno del saggio Salomone:
Veramente Dio viene ad abitare tra noi
La nube della Sua gloria abita la nostra terra!

O Madre di Dio, che fanciulla sei corsa con gioia
Verso il Santo dei Santi, verso la Fonte della vita
Guida anche noi nella strada buona della vita
Custodisci e proteggi la vita dei tuoi fedeli
E canteremo con gioia il nome Tuo e del Tuo santo Bambino!

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Attività e corsi della Abbazia di Maguzzano

Posted on 2 novembre 2017 By

Alleghiamo il calendario dei corsi e delle attività della Scuola di iconografia dell’Abbazia di Maguzzano.

iconografia Abbazia Maguzzano programma 2018

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Reportage del viaggio in Italia degli iconografi 2017

Posted on 2 novembre 2017 By

L’ultimo viaggio degli iconografi organizzato congiuntamente dalla Scuola di Iconografia San Luca di Padova e dalla Scuola di Iconografia dell’Abbazia di Maguzzano si è svolto nello scorso maggio 2017.

Vi offriamo la possibilità di visionarne la cronaca in una interessante pubblicazione della Scuola di Maguzzano.

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conferenza – Un gigante della teologia ortodossa: Vladimir Solov’ëv

Posted on 23 ottobre 2017 By

Vladimir S. Solovëv

Vladimir S. Solovëv

Mercoledì 25 ottobre 2017 ore 18.15 – 19.30  a Padova,

presso la Sala del Redentore in Corso Vittorio Emanuele 174  (vicino al Prato della Valle – Fermata Tram “Santa Croce”,  Parrocchia Santa Croce, vicino al Santuario di Padre Leopoldo)

si terrà un incontro dal tema:

 

Un gigante della teologia ortodossa: Vladimir Solov’ëv

Relatrice: Annarosa Ambrosi, Iconografa, Padova

L’incontro è promosso dalla Diocesi di Padova, Ufficio per l’Ecumenismo e il dialogo nell’ambito del ciclo: LA RIFORMA  E LE RIFORME  NELLA CHIESA  – Istanze, libri, testimoni, laboratori

preleva il programma dettagliato

 

 

 

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Padre Nilo Cadonna

Posted on 4 settembre 2017 By

Padre Nilo (Ezio) Cadonna è figura di spicco nel faticoso cammino del dialogo tra la chiesa cattolica e le chiese ortodosse orientali.

Fin dalla sua ordinazione sacerdotale, avvenuta a Trento nel 1947, manifestò un profondo interesse per il mondo slavo concretizzatosi con gli studi all’Istituto Orientale e al collegio “Russicum” di Roma e quindi con il lavoro di assistenza ai profughi dall’Est europeo nel campo di raccolta di Trieste.

Fondò poi il Centro “Russia Cristiana” di Bergamo, assieme a P. Romano Scalfi, dando vita all’omonima rivista, l’unica a documentare con sistematicità la repressione religiosa attuata dal regime sovietico.

Nel 1976 fondò a Roma il Centro Russia Ecumenica, assieme a P. Sergio Mercanzin, e successivamente, a Padova, il Centro ecumenico italo-russo “V. Solov’ev”.

Rientrato a Trento, nel 1987, diede vita in quella città al centro di iconografia “Andreij Rublev”, al coro liturgico orientale “Nikodim” e ad un’intensa rete di contatti con le gerarchie e con le parroccchie della chiesa ortodossa russa, stabilendo gemellaggi, forme di aiuto solidale e incontri ecumenici.

Padre Nilo è morto il 4 settembre 1997 ma la sua opera continua a Bergamo, a Roma, a Padova e a Trento grazie all’attività dei centri da lui fondati.

(R. Fellin)

Su Padre Nilo Cadonna:

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Corsi della Scuola di Iconografia per l’anno 2017-2018

Posted on 3 settembre 2017 By


SCUOLA DIOCESANA DI ICONOGRAFIA “S. LUCA”
In collaborazione con l’Ufficio per la Liturgia 
e l’Ufficio per l’Ecumenismo 
della Diocesi di Padova

 

Sono aperte le iscrizioni ai

CORSI DI ICONOGRAFIA 2017-2018

 

 

  • corso per principianti
    Docente: maestro Enrico Bertaboni
    Soggetto: il Volto di Cristo

 

  • corsi per progredienti:
    Docente: maestro Giovanni Mezzalira
    Soggetto: Madre di Dio del Segno

    Docente: maestro Enrico Bertaboni
    Soggetto: Madre di Dio Odighitria

    Docente: maestra Annarosa Ambrosi
    Soggetto: L’Annunciazione

 

  • corsi per avanzati
    Docente: maestro Giovanni Mezzalira
    Soggetti: Crocifissione, Madre di Dio della Misericordia

    Docente: maestro Enrico Bertaboni
    Soggetto: La Pietà

 

I corsi si svolgeranno con cadenza media quindicinale,
a partire dal 25 ottobre 2017
presso l’Istituto Don Bosco, via San Camillo de’ Lellis 4, Padova.

Tutti i partecipanti sono invitati all’incontro di mercoledì 18 ottobre alle ore 16,30 presso l’Aula Magna dell’Abbazia di S. Giustina (ingresso da Via Ferrari 2A) per la presentazione del programma e per un saluto da parte di un rappresentante della Diocesi. Seguirà la S. Messa solenne presso la tomba di S. Luca.

 

Per informazioni e iscrizioni contattare i corrispondenti maestri:
Giovanni Mezzalira giovanni.mezzalira @ gmail.com  0444 660982
Enrico Bertaboni enber @ libero.it   329 0215626
Annarosa Ambrosi annarosa.ambrosi @ gmail.com  334 3221072
(l’indirizzo mail è scritto in modalità antispam, eliminare gli spazi per l’utilizzo)

 

Documenti per approfondimento delle informazioni:

Preleva qui la brochure con le informazioni dettagliate e con il calendario dei corsi

Locandina per l’affissione interna presso parrocchie e istituzioni interessate

 

 

 

cultural'immagine sacra nella Chiesascuola di iconografia


La Trasfigurazione

Posted on 6 agosto 2017 By

Icona della Trasfigurazione - G.Mezzalira

Icona della Trasfigurazione – G.Mezzalira

Una improvvisa icona di tutta la realtà
Il segreto rivelato ai tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni sul Tabor è il segreto che ogni iconografo deve comunicare con l’arte sacra. Nella luce della fede in Gesù Cristo la realtà subisce una metamorfosi: il credente percepisce quella vocazione alla luce che già sin d’ora comincia a compenetrare il creato.
Spesso si conosce l’arte sacra dell’icona soltanto per averne letto qualcosa nei libri e tra le frasi ricorrenti sull’argomento c’è quella che afferma che la prima icona che l’iconografo dipinge è quella della Trasfigurazione. Si potrebbe dire, per analogia, che l’apprendista musicista – dopo gli anni di conservatorio – presenta come saggio di diploma un pezzo musicale corrispondente come difficoltà all’eseguire un’icona della Trasfigurazione.
Eppure è proprio vero che la Trasfigurazione è l’icona per eccellenza: il sigillo che conferma questo sacro linguaggio.
Il segreto racchiuso in questo episodio evangelico apparentemente anomalo è in realtà la regola dell’arte sacra, il suo canone di riferimento: inizialmente segreto, poi rivelato a tutti.
Il monte elevato - Visione della Montagna di Daniele - Salterio di Chludov

Visione della Montagna di Daniele – Salterio di Chludov

Il monte elevato
Il modo di dipingere un’icona è analogo al costruire una cittadella sopra un monte.
Infatti è sulla cima del monte che il cielo si abbassa sulla terra che si innalza. L’arte sacra è questa dinamica di abbassamento e di innalzamento. Non solo Mosè ed Elia (Oreb-Sinai) sono personaggi della sacra montagna, ma ognuno di noi e ogni icona deve diventare monte come è detto nel Salmo 86, 2-3: «Il Signore fondò la sua città sui monti che santificò con la sua presenza» e «Ogni uomo potrà proclamare: Madre mia è Sion, tutti là siamo nati».
La pittura sacra rappresenta i suoi santi e i suoi personaggi come protesi verso l’alto, o essi stessi come solidi monti. Si può dire che essere terra che si innalza diventa un canone pittorico.
Una volta eravate tenebre… adesso siete luce» (Ef2, 13)
Lo sforzo del pittore è in analogia con la dinamica dell’iniziazione cristiana espressa dalla Lettera agli Efesini: trarre la luce dalla materia opaca.
In Fil 3, 12 san Paolo dice: «Il quale trasformerà il corpo dell’umiltà nostra per essere conforme al corpo di gloria suo».
Infatti nella pittura delle icone, partendo dall’umile polvere colorata dei pigmenti, si sale verso la luce con successivi schiarimenti, una sorta di iniziazione cristiana nell’arte sacra.

 

Caddero sui loro volti con grande timoreCaddero sui loro volti con grande timore
L’icona della Trasfigurazione rappresenta tre personaggi slanciati verso l’alto e tre personaggi che si accasciano scomposti verso il basso con un contrasto sorprendente, soprattutto nelle icone russe dove questo fatto è accentuato in modo apparentemente esagerato.
L’Uomo-Dio che tocca il Cielo e l’uomo-terreno accasciato al suolo costituiscono i due estremi di una dinamica di percorso di ascesi. L’icona parte dall’uomo terreno per conformarlo al Cristo, Uomo-Dio: dallo scomposto punto più in basso all’elevata e solenne fiamma slanciata verso il cielo.

 

Le vesti bianche come la luceLe vesti bianche come la luce
Rispetto allo spirito, il corpo è come un vestito che si indossa. Dio è Luce increata e il corpo assunto dal Verbo, secondo Adamo, proviene dalla creazione (dalla santissima Vergine) per essere innestato in questa Luce divina: nel corpo di Cristo e nella sua veste bianca come la luce è adombrato il grande mistero dell’Immacolata, una terra vergine che ha dato un corpo al Verbo di Dio e c’è il mistero della divinizzazione dell’uomo: la sua partecipazione alla luce increata.

«È bello stare qui»
La beatitudine del Paradiso è il carattere che la virtù della speranza ci fa pregustare. L’arte dell’icona è tutta improntata su questa nota positiva. È un’arte che ha uno sguardo positivo, consolatorio sulla realtà a modo di viatico sacramentale nella battaglia della vita. Ogni icona conserva questa nota gioiosa del Tabor nei suoi colori luminosi, nell’oro, nella nitidezza delle forme, nelle trasparenze degli strati di colore, nell’evidenziare le cose come appena venute alla luce come in una apparizione, come in una teofania.

La nube luminosa

La nube luminosa
L’iconografo conosce bene questo simbolo che rappresenta solitamente come una successione di cerchi concentrici, alcuni luminosi, altri di un blu profondo, arricchiti di raggi e stelle d’oro. La buona pittura riesce a conferire anche al colore scuro una trasparenza come un cielo nelle notti d’oriente o come un’acqua profonda. È quel simbolo che avvolge il Cristo che scende agli inferi, che viene a prendere l’anima di Maria nella Dormizione, oppure quando è seduto nel suo trono di Gloria.
La nube è il segno rivelatore di una presenza, quella dello Spirito Santo nel suo duplice ruolo di adombrare e illuminare, rinfrescare e scaldare, accogliere e irraggiare doni.
Il suo colore è il blu profondo o il bianco, l’oro o il rosso incandescente: i colori della pienezza della beatitudine di un luogo d’arrivo, di un traguardo nuziale e forse la parola nube nasconde questo segreto.
Giovanni Mezzalira

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