La Trasfigurazione

Icona della Trasfigurazione - G.Mezzalira

Icona della Trasfigurazione – G.Mezzalira

Una improvvisa icona di tutta la realtà
Il segreto rivelato ai tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni sul Tabor è il segreto che ogni iconografo deve comunicare con l’arte sacra. Nella luce della fede in Gesù Cristo la realtà subisce una metamorfosi: il credente percepisce quella vocazione alla luce che già sin d’ora comincia a compenetrare il creato.
Spesso si conosce l’arte sacra dell’icona soltanto per averne letto qualcosa nei libri e tra le frasi ricorrenti sull’argomento c’è quella che afferma che la prima icona che l’iconografo dipinge è quella della Trasfigurazione. Si potrebbe dire, per analogia, che l’apprendista musicista – dopo gli anni di conservatorio – presenta come saggio di diploma un pezzo musicale corrispondente come difficoltà all’eseguire un’icona della Trasfigurazione.
Eppure è proprio vero che la Trasfigurazione è l’icona per eccellenza: il sigillo che conferma questo sacro linguaggio.
Il segreto racchiuso in questo episodio evangelico apparentemente anomalo è in realtà la regola dell’arte sacra, il suo canone di riferimento: inizialmente segreto, poi rivelato a tutti.
Il monte elevato - Visione della Montagna di Daniele - Salterio di Chludov

Visione della Montagna di Daniele – Salterio di Chludov

Il monte elevato
Il modo di dipingere un’icona è analogo al costruire una cittadella sopra un monte.
Infatti è sulla cima del monte che il cielo si abbassa sulla terra che si innalza. L’arte sacra è questa dinamica di abbassamento e di innalzamento. Non solo Mosè ed Elia (Oreb-Sinai) sono personaggi della sacra montagna, ma ognuno di noi e ogni icona deve diventare monte come è detto nel Salmo 86, 2-3: «Il Signore fondò la sua città sui monti che santificò con la sua presenza» e «Ogni uomo potrà proclamare: Madre mia è Sion, tutti là siamo nati».
La pittura sacra rappresenta i suoi santi e i suoi personaggi come protesi verso l’alto, o essi stessi come solidi monti. Si può dire che essere terra che si innalza diventa un canone pittorico.
Una volta eravate tenebre… adesso siete luce» (Ef2, 13)
Lo sforzo del pittore è in analogia con la dinamica dell’iniziazione cristiana espressa dalla Lettera agli Efesini: trarre la luce dalla materia opaca.
In Fil 3, 12 san Paolo dice: «Il quale trasformerà il corpo dell’umiltà nostra per essere conforme al corpo di gloria suo».
Infatti nella pittura delle icone, partendo dall’umile polvere colorata dei pigmenti, si sale verso la luce con successivi schiarimenti, una sorta di iniziazione cristiana nell’arte sacra.

 

Caddero sui loro volti con grande timoreCaddero sui loro volti con grande timore
L’icona della Trasfigurazione rappresenta tre personaggi slanciati verso l’alto e tre personaggi che si accasciano scomposti verso il basso con un contrasto sorprendente, soprattutto nelle icone russe dove questo fatto è accentuato in modo apparentemente esagerato.
L’Uomo-Dio che tocca il Cielo e l’uomo-terreno accasciato al suolo costituiscono i due estremi di una dinamica di percorso di ascesi. L’icona parte dall’uomo terreno per conformarlo al Cristo, Uomo-Dio: dallo scomposto punto più in basso all’elevata e solenne fiamma slanciata verso il cielo.

 

Le vesti bianche come la luceLe vesti bianche come la luce
Rispetto allo spirito, il corpo è come un vestito che si indossa. Dio è Luce increata e il corpo assunto dal Verbo, secondo Adamo, proviene dalla creazione (dalla santissima Vergine) per essere innestato in questa Luce divina: nel corpo di Cristo e nella sua veste bianca come la luce è adombrato il grande mistero dell’Immacolata, una terra vergine che ha dato un corpo al Verbo di Dio e c’è il mistero della divinizzazione dell’uomo: la sua partecipazione alla luce increata.

«È bello stare qui»
La beatitudine del Paradiso è il carattere che la virtù della speranza ci fa pregustare. L’arte dell’icona è tutta improntata su questa nota positiva. È un’arte che ha uno sguardo positivo, consolatorio sulla realtà a modo di viatico sacramentale nella battaglia della vita. Ogni icona conserva questa nota gioiosa del Tabor nei suoi colori luminosi, nell’oro, nella nitidezza delle forme, nelle trasparenze degli strati di colore, nell’evidenziare le cose come appena venute alla luce come in una apparizione, come in una teofania.

La nube luminosa

La nube luminosa
L’iconografo conosce bene questo simbolo che rappresenta solitamente come una successione di cerchi concentrici, alcuni luminosi, altri di un blu profondo, arricchiti di raggi e stelle d’oro. La buona pittura riesce a conferire anche al colore scuro una trasparenza come un cielo nelle notti d’oriente o come un’acqua profonda. È quel simbolo che avvolge il Cristo che scende agli inferi, che viene a prendere l’anima di Maria nella Dormizione, oppure quando è seduto nel suo trono di Gloria.
La nube è il segno rivelatore di una presenza, quella dello Spirito Santo nel suo duplice ruolo di adombrare e illuminare, rinfrescare e scaldare, accogliere e irraggiare doni.
Il suo colore è il blu profondo o il bianco, l’oro o il rosso incandescente: i colori della pienezza della beatitudine di un luogo d’arrivo, di un traguardo nuziale e forse la parola nube nasconde questo segreto.
Giovanni Mezzalira

Riflessioni sulla teologia, sull’estetica e sull’ermeneutica dell’Icona

Queste riflessioni nascono da un continuo confronto e passaggio dall’esecuzione dell’icona alla riflessione su di essa, e dalla riflessione sull’icona a quella sulla Sacra Scrittura, guidata, quanto al metodo, dalle indicazioni offerte dai  primi teologi e pensatori cristiani, i Padri della Chiesa,  confortata dal fatto che questo metodo è tuttora vivo nelle chiese cristiane d’Oriente.
La mia esperienza è inoltre di confronto con il modo di vivere l’icona da parte della Chiesa d’Oriente, in particolare quella ortodossa russa, che in questo momento sembra vivere un particolare momento di giovinezza spirituale.
 
 

Ritengo che la Verità contenuta nella Scrittura sia la stessa che viene “scritta” nell’icona, secondo l’espressione di Teodoro studita (VII-IX secolo), ripresa dalla Lettera dell’attuale Pontefice in occasione del XII centenario del Concilio di Nicea, che dice: “Ciò che da una parte è espresso dall’inchiostro e dalla carta, dall’altra, nell’icona, è espresso dai diversi colori e da altri materiali”(Duodecimum saeculum § 10). Penso che ciò sia valido non solo in riferimento alla forza didattica o illustrativa dell’icona, come se si trattasse di una semplificazione per gli illetterati (biblia pauperum), ma con la stessa carica semantica, con la molteplice ricchezza di significati di cui è dotata la Scrittura, con la differenza che, mentre la Parola è percepita col senso dell’udito, l’immagine è percepita dal senso della vista. Continua a leggere

L’immagine della fede

Le icone sono un ponte tra il divino e la dimensione umana

«Come la lettura dei libri materiali permette di far comprendere la parola vivente del Signore, così l’ostensione di un’icona dipinta permette, a quelli che la contemplano, di accostarsi ai misteri della salvezza mediante la vista. Ciò che da una parte è espresso dall’inchiostro e dalla carta, dall’altra, nell’icona, è espresso dai diversi colori e da altri materiali», sottolineava Giovanni Paolo II nella lettera apostolica in occasione del XII centenario del concilio di Nicea.

Madonna della Tenerezza, 2009, particolare

Il mondo dell’icona è il mondo umano trasfigurato, o quello divino reso visibile: uno sguardo sintetico su entrambi questi punti di vista è dato dalla prospettiva escatologica, una “sfida” che l’icona accetta di mostrare. Una “sfida” che Annarosa Ambrosi, iconografa, ha intrapreso da tempo.«Sono interessata alla ricerca della verità – racconta –.  In ogni icona che realizzo cerco di capire come il contenuto di verità, che si cerca di enucleare dalla dottrina dei Padri e dalla tradizione della Chiesa, sia efficace nel trasmettere la fede anche ai giorni nostri». Docente di storia e filosofa, e di ebraico biblico, dalla fine degli anni Settanta ha coltivato e approfondito la conoscenza della cultura religiosa russa, dedicandosi successivamente alla realizzazione delle icone. Continua a leggere

I nuovi corsi di Iconografia per il 2013-2014

Vedi i corsi per il 2014-2015

SCUOLA DIOCESANA DI ICONOGRAFIA “S. LUCA”

iconografia

L’ARTE SACRA DELL’ICONA
A SERVIZIO DELLA CHIESA

In collaborazione con l’Ufficio Liturgia
della Diocesi di Padova

“Gli occhi nostri,
gli occhi della nostra anima,
hanno bisogno, hanno necessità
di essere preparati per guardare
quel volto meraviglioso di Gesù.”
Papa Francesco
(omelia del 26 aprile 2013 a Casa s. Marta).

 

il simbolismo delle strutture

 

Dal 1983 la Scuola di Iconografia opera in Diocesi per la riscoperta dell’Icona e del suo ruolo a servizio della Chiesa.

Propone un percorso teorico e pratico che porta all’apprendimento del linguaggio e della tecnica pittorica necessari alla realizzazione concreta di un’icona.

 

 

 

Corsi della Scuola di Iconografia “San Luca” per l’anno 2013-2014

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L’arte dell’icona, esposizione con sezione didattica

Mostra di MantovaL’arte dell’icona
Esposizione di icone contemporanee della scuola d’iconografia
dell’Abbazia di Maguzzano, Lonato (BS)
Con sezione didattica
13 -23 Giugno 2013
Mantova, Museo della città, Palazzo San Sebastiano

Vedi i dettagli

Corso Estivo di Iconografia


CORSO d’ICONOGRAFIA

da lunedì 17 a mercoledì 26 giugno 2013

a Villa Immacolata – Torreglia (PD)

Il corso

Cristo Pantocrator, immagine di repertorio (i soggetti specifici per il corso saranno assegnati direttamente ai partecipanti)

Cristo Pantocrator, immagine di repertorio (i soggetti specifici per il corso saranno assegnati direttamente ai partecipanti)

Il corso propone l’esperienza della pittura completa di un’icona, attraverso tutte le sue tappe,  evidenziandone la tecnica, l’estetica e la teologia in essa racchiuse.

Non pretende di formare da subito degli iconografi (per questo si richiedono anni di apprendistato) : vuol fornire delle concrete chiavi di accesso all’arte sacra in vista di trarne benefici a diversi livelli:

  • l’approfondimento del senso del mistero dell’Incarnazione, grazie alla quale il nostro Creatore ha assunto un volto visibile e raffigurabile ;
  • la scoperta della dignità di questo lavoro di raffigurazione del volto di Dio che supera l’esperienza artistica  soggettiva e diventa servizio ecclesiale ;
  • accorgersi come il mondo materiale del creato può concorrere efficacemente a questa raffigurazione quasi ne fosse misteriosamente predisposto.

Il corso è una piccola esperienza che può avere risonanza e illuminare ambiti più vasti come l’intera nostra vita, la preghiera, la liturgia, i rapporti interpersonali…

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I nuovi corsi di iconografia 2012-2013

Vedi i corsi per il 2014-2015

 

Ecco la programmazione dei

CORSI DELLA SCUOLA DI ICONOGRAFIA “SAN LUCA” in Padova per l’anno 2012-2013   (preleva il file da stampare)

I corsi si svolgeranno il mercoledì e il giovedì, con cadenza quindicinale, dalle ore 15.00 alle ore 18.30, a partire da ottobre, presso

l’Istituto Teologico Sant’Antonio Dottore, a Padova in Via S. Massimo 25

(raggiungibile con gli autobus cittadini, fermata “ospedale civile”, nei giorni feriali con i numeri 5, 6 o 24; nei giorni festivi con i numeri 41 o 43. Dalla fermata dell’autobus ci vogliono circa 5 minuti, a piedi. Possibilità di parcheggio interno, con entrata in via S. Eufemia 13 bis)  come segue: Continua a leggere

Maria speranza per l’umanità: mostra iconografica

“Maria, speranza per l’umanità” è il soggetto  della mostra iconografica in programma a Bassano del Grappa, nell’ambito  del prossimo Festival Biblico.
Appuntamento  giunto all’ottava edizione  che dal 18 al 27 maggio prossimi propone  il grande  tema della Speranza.

Corso estivo 2012 – Villa Immacolata


CORSO d’ICONOGRAFIA

da lunedì 18 a mercoledì 27 giugno 2012

a Villa Immacolata a Torreglia (PD)

Il corso

Il corso propone l’esperienza della pittura completa di un’icona, attraverso tutte le sue tappe,  evidenziandone la tecnica, l’estetica e la teologia in essa racchiuse.

Non pretende di formare da subito degli iconografi (per questo si richiedono anni di apprendistato) : vuol fornire delle concrete chiavi di accesso all’arte sacra in vista di trarne benefici a diversi livelli :

¨    l’approfondimento del senso del mistero dell’Incarnazione, grazie alla quale il nostro Creatore ha assunto un volto visibile e raffigurabile ;

¨    la scoperta della dignità di questo lavoro di raffigurazione del volto di Dio che supera l’esperienza artistica  soggettiva e diventa servizio ecclesiale ;

¨    accorgersi come il mondo materiale del creato può concorrere efficacemente a questa raffigurazione quasi ne fosse misteriosamente predisposto.

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mostra “Stupore del sacro”

CENTRO PARROCCHIALE SAN SEBASTIANO VIA ROMA 41 – VIGONZA (PD)

La mostra “Stupore del Sacro”,  che si svolge presso il Centro Parrocchiale San Sebastiano a Vigonza (PD) in via Roma 41, presenta le Icone delle Grandi Feste nella tradizione liturgica.

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