Corso di Iconografia a Milano aprile-maggio 2020

Posted on 4 Dicembre 2019 By

Un corso di iconografia si terrà a Milano con il tema “Incoronazione della Vergine”, diretto dal Maestro Giovanni Mezzalira.

Il corso si propone a tre livelli:

Principianti: Pantocrator
Progredienti: Madre di Dio di Vladimir / Pantocrator
Avanzati: Incoronazione della Vergine

nei periodi 23 – 26 aprile e 01 – 03 maggio 2020

Per informazioni e prenotazioni i dettagli sono contenuti nella locandina scaricabile dai seguenti files:

Locandina parte interna    Locandina parte esterna

l'immagine sacra nella Chiesascuola di iconografia


18 ottobre 2019 – Festa di s. Luca

Posted on 21 Ottobre 2019 By

La Festa di s. Luca segna l’inizio dei Corsi della nostra Scuola si Iconografia che a Lui si ispira.

Come ogni anno, dopo l’incontro iniziale, abbiamo partecipato alla s. Messa celebrata dal Vescovo di Padova Mons. Claudio Cipolla presso la tomba di s. Luca che si trova nella Basilica di s. Giustina a Padova (v. foto).

 

In mattinata TV2000 aveva trasmesso un servizio su s. Luca e l’Abbazia di s. Giustina, all’interno del quale era pure presente un piccolo spazio dedicato alla nostra Scuola, che alleghiamo.

Che s. Luca ci aiuti ad accogliere degnamente la sua eredità, a benedire il nostro lavoro, per la gloria, la gioia e la bellezza della Santa Chiesa.

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Corsi di Iconografia della Scuola San Luca per il 2019-2020

Posted on 3 Settembre 2019 By

SCUOLA DIOCESANA DI ICONOGRAFIA “S. LUCA”
In collaborazione con l’Ufficio per la Liturgia 
e l’Ufficio per l’Ecumenismo 
della Diocesi di Padova

Sono aperte le iscrizioni ai

CORSI DI ICONOGRAFIA 2019-2020

I corsi si svolgeranno con cadenza media quindicinale,
presso l’Istituto Don Bosco, via San Camillo de’ Lellis 4, Padova.

  • principianti: Il Volto di Cristo
  • progredienti: Madre di Dio della Tenerezza, Madre di Dio di Kazan
  • avanzati: I quattro evangelisti, Noli me tangere, Madre di Dio di Kikkos


Venerdì 18 ottobre 2018 ore 16,45: Presentazione corsi e saluto da parte di un rappresentante della Diocesi nell’Abbazia di Santa Giustina a Padova, ingresso Via Ferrari 2A.
Seguirà la S. Messa presso la Tomba di S. Luca.

Per informazioni e iscrizioni contattare i corrispondenti maestri:
Giovanni Mezzalira giovanni.mezzalira @ gmail.com  0444 660982
Enrico Bertaboni enber @ libero.it   329 0215626
Annarosa Ambrosi annarosa.ambrosi @ gmail.com  334 3221072

(l’indirizzo mail è scritto in modalità antispam, eliminare gli spazi per l’utilizzo)

Informazioni per i principianti: Giovanni Mezzalira

Documenti per approfondimento delle informazioni:

Preleva qui la brochure con le informazioni dettagliate e con il calendario dei corsi

Locandina per l’affissione interna presso parrocchie e istituzioni interessate

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Corso di Iconografia a Milano in ottobre 2019

Posted on 19 Agosto 2019 By

Il corso consente, anche a coloro che si accostano come prima esperienza, di realizzare una icona.

Vengono proposti tre livelli: Principianti, Progrediti e Avanzati

I corsi, guidati dal maestro GIOVANNI MEZZALIRA, si svolgeranno a Milano nel mese di ottobre 2019.

È possibile iscriversi attraverso i contatti indicati nella locandina allegata:

Locandina parte prima

Locandina parte seconda

 

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Corsi di Iconografia presso il convento di Sant’Agostino a San Gimignano

Posted on 18 Agosto 2019 By

Il corso propone l’esperienza del lavoro sulle icone secondo il metodo e la tradizione ad esse propri, approfondendone la teologia ed il linguaggio artistico.

Il corso, guidato dal maestro GIOVANNI MEZZALIRA,  inizierà il 4 settembre 2019 alle ore 14,30 e terminerà con il pranzo del 10 settembre.

È possibile iscriversi entro il 5 agosto 2019. Per questo contattare
Anna Martini o
sr. Roberta.

Vedi i riferimenti e tutte le altre informazioni nella locandina allegata.


Il tema del corso base è il Volto di Cristo.
Il tema del secondo corso è l’icona della Madre di Dio.
Il Tema del corso intermedio è l’icona del Cristo tra le potenze.
Il tema del corso avanzato è l’icona della Trinità.

Scarica la locandina del corso

Per coloro che lo desiderano sarà possibile partecipare a momenti di preghiera con i padri agostiniani.

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Vestita di Sole – 15 agosto – festa dell’Assunta

Posted on 14 Agosto 2019 By

Il linguaggio universale che avvia alla preghiera.

 

Dormizione della Madre di Dio, fine XII sec., Mosca, Galleria Tretiakov

La Madre di Gesù è il soggetto prevalente delle icone, quelle antiche e quelle moderne realizzate in base a un linguaggio che a Padova è stato riportato in auge dalla scuola San Luca.
“La Madonna compare con frequenza sia nelle piccole icone di devozione individuale e familiare, sia nelle grandi icone delle feste, per il suo ruolo eminente nella storia della salvezza. La sua presenza si esprime in un numero preciso di tipologie che sono attribuite a San Luca e che attingono a significati universali”.
Il linguaggio iconografico, che viene insegnato nei corsi, tradizionalmente avviati il 18 ottobre, festa di San Luca, non vuole rappresentare momenti di vita o esprimere il sentimento dell’artista, ma piuttosto dare forma all’archetipo individuale e collettivo del sacro.

“Vediamo per esempio la “Dormitio Virginis” con cui la tradizione orientale raffigura l’Assunzione. Vi si leggono tre livelli: quello inferiore con il catafalco e gli apostoli, quello centrale con il Cristo glorioso che prende in mano l’anima di Maria e quello superiore in cui la Madonna viene accolta nella gloria della nuova Gerusalemme, sposa dell’Agnello. La Madonna è il simbolo della Chiesa che alla fine dei tempi si ricongiunge al suo sposo”.
Non a caso questa icona veniva posta sulla porta di uscita della chiesa, quasi a suggello della storia di salvezza. L’anno liturgico che comincia con la Natività di Maria finisce con l’Assunzione, l’ascesa al cielo della Madre di Dio che rappresenta tutti noi nella Chiesa.
“Il linguaggio iconico non è astruso e astratto, ma universale e immediato, non ha bisogno di spiegazioni. L’atteggiamento, lo sguardo e il colore esprimono contenuti che qualsiasi fedele può trovare e davanti a cui viene spontanea la preghiera”.
Da una intervista ad Annarosa Ambrosi pubblicata su “La Difesa del Popolo”.

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La Trasfigurazione

Posted on 6 Agosto 2019 By

Icona della Trasfigurazione - G.Mezzalira

Icona della Trasfigurazione – G.Mezzalira

Una improvvisa icona di tutta la realtà
Il segreto rivelato ai tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni sul Tabor è il segreto che ogni iconografo deve comunicare con l’arte sacra. Nella luce della fede in Gesù Cristo la realtà subisce una metamorfosi: il credente percepisce quella vocazione alla luce che già sin d’ora comincia a compenetrare il creato.
Spesso si conosce l’arte sacra dell’icona soltanto per averne letto qualcosa nei libri e tra le frasi ricorrenti sull’argomento c’è quella che afferma che la prima icona che l’iconografo dipinge è quella della Trasfigurazione. Si potrebbe dire, per analogia, che l’apprendista musicista – dopo gli anni di conservatorio – presenta come saggio di diploma un pezzo musicale corrispondente come difficoltà all’eseguire un’icona della Trasfigurazione.
Eppure è proprio vero che la Trasfigurazione è l’icona per eccellenza: il sigillo che conferma questo sacro linguaggio.
Il segreto racchiuso in questo episodio evangelico apparentemente anomalo è in realtà la regola dell’arte sacra, il suo canone di riferimento: inizialmente segreto, poi rivelato a tutti.

Il monte elevato - Visione della Montagna di Daniele - Salterio di Chludov

Visione della Montagna di Daniele – Salterio di Chludov

Il monte elevato
Il modo di dipingere un’icona è analogo al costruire una cittadella sopra un monte.
Infatti è sulla cima del monte che il cielo si abbassa sulla terra che si innalza. L’arte sacra è questa dinamica di abbassamento e di innalzamento. Non solo Mosè ed Elia (Oreb-Sinai) sono personaggi della sacra montagna, ma ognuno di noi e ogni icona deve diventare monte come è detto nel Salmo 86, 2-3: «Il Signore fondò la sua città sui monti che santificò con la sua presenza» e «Ogni uomo potrà proclamare: Madre mia è Sion, tutti là siamo nati».
La pittura sacra rappresenta i suoi santi e i suoi personaggi come protesi verso l’alto, o essi stessi come solidi monti. Si può dire che essere terra che si innalza diventa un canone pittorico.
Una volta eravate tenebre… adesso siete luce» (Ef2, 13)
Lo sforzo del pittore è in analogia con la dinamica dell’iniziazione cristiana espressa dalla Lettera agli Efesini: trarre la luce dalla materia opaca.
In Fil 3, 12 san Paolo dice: «Il quale trasformerà il corpo dell’umiltà nostra per essere conforme al corpo di gloria suo».
Infatti nella pittura delle icone, partendo dall’umile polvere colorata dei pigmenti, si sale verso la luce con successivi schiarimenti, una sorta di iniziazione cristiana nell’arte sacra.

 

Caddero sui loro volti con grande timoreCaddero sui loro volti con grande timore
L’icona della Trasfigurazione rappresenta tre personaggi slanciati verso l’alto e tre personaggi che si accasciano scomposti verso il basso con un contrasto sorprendente, soprattutto nelle icone russe dove questo fatto è accentuato in modo apparentemente esagerato.
L’Uomo-Dio che tocca il Cielo e l’uomo-terreno accasciato al suolo costituiscono i due estremi di una dinamica di percorso di ascesi. L’icona parte dall’uomo terreno per conformarlo al Cristo, Uomo-Dio: dallo scomposto punto più in basso all’elevata e solenne fiamma slanciata verso il cielo.

 

Le vesti bianche come la luceLe vesti bianche come la luce
Rispetto allo spirito, il corpo è come un vestito che si indossa. Dio è Luce increata e il corpo assunto dal Verbo, secondo Adamo, proviene dalla creazione (dalla santissima Vergine) per essere innestato in questa Luce divina: nel corpo di Cristo e nella sua veste bianca come la luce è adombrato il grande mistero dell’Immacolata, una terra vergine che ha dato un corpo al Verbo di Dio e c’è il mistero della divinizzazione dell’uomo: la sua partecipazione alla luce increata.

«È bello stare qui»
La beatitudine del Paradiso è il carattere che la virtù della speranza ci fa pregustare. L’arte dell’icona è tutta improntata su questa nota positiva. È un’arte che ha uno sguardo positivo, consolatorio sulla realtà a modo di viatico sacramentale nella battaglia della vita. Ogni icona conserva questa nota gioiosa del Tabor nei suoi colori luminosi, nell’oro, nella nitidezza delle forme, nelle trasparenze degli strati di colore, nell’evidenziare le cose come appena venute alla luce come in una apparizione, come in una teofania.

La nube luminosa

La nube luminosa
L’iconografo conosce bene questo simbolo che rappresenta solitamente come una successione di cerchi concentrici, alcuni luminosi, altri di un blu profondo, arricchiti di raggi e stelle d’oro. La buona pittura riesce a conferire anche al colore scuro una trasparenza come un cielo nelle notti d’oriente o come un’acqua profonda. È quel simbolo che avvolge il Cristo che scende agli inferi, che viene a prendere l’anima di Maria nella Dormizione, oppure quando è seduto nel suo trono di Gloria.
La nube è il segno rivelatore di una presenza, quella dello Spirito Santo nel suo duplice ruolo di adombrare e illuminare, rinfrescare e scaldare, accogliere e irraggiare doni.
Il suo colore è il blu profondo o il bianco, l’oro o il rosso incandescente: i colori della pienezza della beatitudine di un luogo d’arrivo, di un traguardo nuziale e forse la parola nube nasconde questo segreto.
Giovanni Mezzalira

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Viaggio Iconografi a Cipro e Istanbul 20-28 maggio 2019

Posted on 16 Giugno 2019 By

Veramente straordinario questo bel viaggio a Cipro e Istanbul, organizzato per visitare i tesori dell’antica iconografia, in questi luoghi in cui l’arte cristiana ha raggiunto livelli di compiuta bellezza.


Evangelizzata da Paolo e Barnaba, l’isola di Cipro accolse il cristianesimo primitivo e ne conserva le tracce custodendo la tomba di s. Barnaba nell’antico monastero di Salamis, e quella di s. Lazzaro nella Cattedrale di Larnaca.

Abbiamo visitato questi antichi siti, insieme alla basilica paleocristiana di Angeloktisti, che custodisce il mosaico absidale di Maria con Angeli del VI secolo.


Dopo l’interessante tappa al museo bizantino di Nicosia e alla Cattedrale di s. Giovanni, ci siamo inerpicati sui monti Trodos, alla ricerca dei completi e ben conservati cicli di affreschi nelle chiese delle Panaghia tuo Arakou, di Asinou, Podithou e Kakopetria (un giorno), Kalopanayotis, Motullas, Pedoulas e il vasto complesso monastico di Kikkos (il giorno successivo).

Panaghia Phorviotissa, Monti Trodos, Cipro
Panaghia Phorviotissa, Monti Trodos, Cipro


Siamo quindi scesi a Pafos, visitando le rovine di antichi insediamenti cristiani e il monastero di San Neofito.


Il nostro viaggio è proseguito quindi a Istanbul, sconfinata metropoli, crocevia di grandi civiltà, di cui quella bizantina conserva poche tracce, sommerse dalla vincitrice potenza islamica.

Istanbul, S. Sofia
Istanbul, S. Sofia
Istanbul, S. Sofia
Istanbul, S. Sofia

Grande emozione nella basilica di s. Sofia con struggenti presenze di ben più ampi mosaici, e nella chiesa di s. Salvatore in Chora, con il ciclo della vita di Maria nei mosaici del nartece, che per stile architettonico ci ha ricordato quello della basilica di s. Marco a Venezia.

Istanbul, S. Salvatore in Chora, nartece.
Istanbul, S. Salvatore in Chora, nartece.
Istanbul, S. Salvatore in Chora, nartece.
Istanbul, S. Salvatore in Chora, nartece.


Intensa e significativa la visita alla piccola comunità armeno-cattolica, con il cui parroco abbiamo condiviso un momento di preghiera e uno scambio di esperienze inerenti la storia e la spiritualità.


Resterà il ricordo e qualche immagine di un viaggio inconsueto, sulle splendide tracce di antiche presenze cristiane che sopravvivono anche a costo di quotidiano martirio, ma con la luce e la certezza della fede e nella consapevolezza di essere il sale della terra.

Annarosa A.

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Corso estivo d’iconografia 2019 a Villa Immacolata Torreglia (PD)

Posted on 3 Maggio 2019 By


Principianti:
Il corso propone l’esperienza della pittura completa di un’icona, attraverso tutte le sue tappe, evidenziandone la tecnica, l’estetica e la teologia in essa racchiuse. Non pretende di formare da subito degli iconografi (per questo si richiedono anni di apprendistato) ma vuol fornire delle concrete chiavi di accesso all’arte sacra. Il corso è una piccola esperienza che può avere risonanza e illuminare ambiti più vasti come l’intera nostra vita, la preghiera, la liturgia, i rapporti interpersonali…

Le tappe di esecuzione dell’icona riguardano:
✦ la tavola di legno e la sua preparazione con gesso;
✦ la stilizzazione del disegno: “alfabeto” della scrittura iconografica;
✦ la doratura;
✦ la tempera all’uovo;
✦ i colori e i pigmenti naturali;
✦ la tecnica delle lumeggiature;
✦ le iscrizioni;
✦ la verniciatura finale

Allievi che abbiano già avuto esperienza nella pittura delle icone:
Dall’anno scorso i maestri hanno proposto, a chi lo desidera, di entrare dentro all’esperienza della scrittura dell’icona per il servizio della preghiera personale e comunitaria. Ogni icona, più che essere fatta per la propria casa, dovrebbe avere il ministero di far pregare. E’ stato iniziato un lavoro di gruppo per decorare l’abside della chiesa di Villa Immacolata che raffigura la Madonna in trono con il Bimbo sulle ginocchia, circondata da Angeli e dai santi padovani: Elisabetta Vendramini, Sant’Antonio, S.Luca, San Prosdocimo, San Gregorio Barbarigo, Santa Giustina, San Daniele, San Leopoldo.

Trovi qui il depliant con tutte le indicazioni, e i numeri di telefono per ulteriori informazioni.

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Lettura dell’icona: la discesa agli inferi

Posted on 22 Aprile 2019 By

Lettura dell’icona: la discesa agli inferi

«Il Cristo è risorto dai morti, con la sua morte calpestando la morte e ai morti nei sepolcri donando la vita. Risorgendo dalla tomba, come aveva predetto, Gesù ci ha donato la vita eterna e la grande misericordia!». (Canone di G. Damasceno – Ode I)

Il Cristo risorto

«Per riempire tutte le cose della tua gloria sei disceso nelle profondità della terra». (Ode I)

 

 

 

 

Le porte dell’Ade

«Si aprirono a te con timore le porte della morte, o Signore; e i custodi dell’Ade, vedendoti, sbigottirono. Infatti, infrante le porte di bronzo e spezzate le sbarre di ferro, tu ci hai tratto fuori dalle tenebre e dall’ombra di morte, rompendo i nostri legami!». (Vespri)

La Discesa agli Inferi è proprio la Festa delle feste e la Chiesa ne afferma l’importanza in un articolo del Credo, il Simbolo apostolico.

Purtroppo la nostra tradizione occidentale ha abbandonato questo tema e le immagini di Cristo che apre le porte di una grotta e fa uscire una fiumana di persone arrivano fino al medioevo col Beato Angelico.

Per indicare la realtà dei nostri progenitori esclusi dal contatto con Dio dopo il peccato originale, il simbolo è due porte ben sbarrate con chiavistelli, chiavi, catene; ebbene, non solo vengono aperte dal Cristo, ma sono addirittura scardinate con un’esplosione di chiodi, cardini, catenelle, eccetera.

Non si tratta di una fessura da cui ci si infila a fatica, ma della Grazia che ci viene concessa con abbondanza nell’opera salvifica del Cristo, come un fiume in piena.

La figura centrale della nostra icona che è questo Cristo luminoso e glorioso scende nell’Ade vittorioso sulla morte, è un vincitore, è un risorto.

Cristo che scende agli Inferi è il Cristo del nostro quotidiano che ci viene a visitare nella nostra vita, nella nostra condizione di stare nella tenebra, nella nostra esistenza umana, nella nostra condizione di incapacità di amare, di vedere la luce.

Adamo

«Sei disceso sulla terra per salvare Adamo, o Signore, e, non avendolo trovato sulla terra, sei andato a cercarlo fino nell’Ade». (Enkomia – I stanza)

Nell’icona della Discesa agli Inferi Adamo – spesso avvolto in un mantellone che lo rende maestoso, pieno e anche quasi pesante – è sempre inginocchiato e il Cristo che lo prende per mano dà proprio l’impressione di tirarlo su.

Eva

«Dal tuo fianco trafitto dalla lancia, o Salvatore, tu distilli la vita su Eva, la madre della vita, che mi esiliò dalla vita, e con lei vivifichi anche me». (Enkomia – I stanza)

L’altra figura che accompagna la Discesa agli Inferi è quella di Eva; qualche volta Adamo ed Eva sono dalla stessa parte, però nella maggior parte delle icone si è imposta questa composizione simmetrica: Cristo al centro, Adamo ed Eva ai lati.

Eva è molto diversa da Adamo e mentre Adamo sembra quasi pesante Eva non lo è affatto.

Del colore rosso del manto di Eva è facile comprendere il simbolo: Eva vuol dire madre dei viventi e quindi il rosso è il colore dell’energia che dà la vita, l’amore, la passione, la maternità.

Davide, Salomone, il Precursore, Abele, Mosè, i profeti…

 

«I prigionieri trattenuti nei ceppi dell’Ade videro la tua incommensurabile misericordia e con passo esultante si affrettarono, o Cristo verso la luce, applaudendo alla Pasqua eterna!». (Ode V)

 

Subito dopo vediamo comparire fra i personaggi gli Unti, che attendevano questo momento della salvezza che Cristo risorto ha instaurato nell’Universo.

Giovanni Battista, il suo precursore, che anche nell’Ade svolge come il compito di annunciatore: infatti ha sempre la mano protesa ad indicarlo.

Altri due personaggi che ritroviamo sempre incoronati sono Davide e suo figlio Salomone.

A questi si aggiungono altri che non hanno una ricorrenza fissa: più frequentemente c’è Abele, poi Mosè, poi Noè e dei profeti.

I profeti sono riconoscibili da uno strano berretto, chiamato berretto frigio, piccolino rosso con una fascia bianca che lo lega, e possono essere Daniele, Michea, ma essendo personaggi secondari nella rappresentazione, non hanno una necessità di identificazione.

Mosè è invece riconoscibile perché regge le tavole della Legge, Noè tiene una piccola barca in mano, Abele ha un bastone da pastore e spesso è vestito di pelliccia.

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