Inizio attività annuali della Scuola di iconografia San Luca

Posted on 12 Ottobre 2020 By

Quest’anno il 18 ottobre, Festa di s. Luca, che dà inizio anche alle nostre attività annuali, cade di domenica.
La s. Messa presieduta dal Vescovo presso la Tomba di s. Luca nella Basilica di s. Giustina (PD) verrà celebrata alle ore 10,30.
Non ci sarà il consueto incontro di conoscenza e presentazione prima della Liturgia, ma gli iscritti ai corsi potranno incontrare i docenti subito dopo la s. Messa, sul sagrato (lato facciata della Basilica), nel rispetto delle norme sul distanziamento.
Le lezioni inizieranno poi dalla settimana successiva, secondo il calendario programmato.

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Corsi della Scuola di Iconografia “San Luca” per l’anno 2020-2021

Posted on 4 Settembre 2020 By

Riprendono i corsi annuali della Scuola di Iconografia s. Luca, pur se con alcuni cambiamenti, dovuti alle note esigenze sanitarie, che hanno imposto una variazione di sede.

I corsi si terranno presso il Centro Parrocchiale Don Bosco – Via Pelosa 63 – Caselle di Selvazzano, raggiungibile con autobus n. 10, oppure in auto dalla tangenziale uscita 4 direzione Vicenza per chi proviene da Padova.  L’ambiente è accogliente e luminoso, servito da ascensore, con ampia possibilità di parcheggio.

La necessità di rispettare le norme sul distanziamento ci impone di una limitazione nel numero di iscritti. Nella allegata locandina sono indicate le modalità di accesso.

Ecco i corsi che saranno avviati quest’anno, con i relativi soggetti di studio:

Corsi con Maestro Giovanni Mezzalira:
• Progredienti: Madre di Dio.
• Avanzati: San Luca assistito dalla Sapienza divina dipinge la Madre di Dio (soggetti in piedi). Oppure: Interpretazione di un tema iconografico a scelta (concordato con il docente), nell’ambito del repertorio tradizionale.

Corsi con Maestra Annarosa Ambrosi:
• Principianti: il Volto di Cristo.
• Progredienti e Avanzati: Arcangelo Michele. Oppure: Interpretazione di un tema iconografico a scelta (concordato con la docente), nell’ambito del repertorio tradizionale.

L’incontro di apertura presso il Monastero di s. Giustina, cui seguirà la s. Messa presso la Tomba di s. Luca, avverrà secondo modalità che saranno comunicate in seguito, attraverso un aggiornamento di questa stessa pagina.

Se desideri frequentare un corso  scarica la locandina contenente i dettagli, in modo da poterti iscrivere per tempo.

chiedi ulteriori informazioni

 

 

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Vestita di Sole – 15 agosto – festa dell’Assunta

Posted on 14 Agosto 2020 By

Il linguaggio universale che avvia alla preghiera.

 

Dormizione della Madre di Dio, fine XII sec., Mosca, Galleria Tretiakov

La Madre di Gesù è il soggetto prevalente delle icone, quelle antiche e quelle moderne realizzate in base a un linguaggio che a Padova è stato riportato in auge dalla scuola San Luca.
“La Madonna compare con frequenza sia nelle piccole icone di devozione individuale e familiare, sia nelle grandi icone delle feste, per il suo ruolo eminente nella storia della salvezza. La sua presenza si esprime in un numero preciso di tipologie che sono attribuite a San Luca e che attingono a significati universali”.
Il linguaggio iconografico, che viene insegnato nei corsi, tradizionalmente avviati il 18 ottobre, festa di San Luca, non vuole rappresentare momenti di vita o esprimere il sentimento dell’artista, ma piuttosto dare forma all’archetipo individuale e collettivo del sacro.

“Vediamo per esempio la “Dormitio Virginis” con cui la tradizione orientale raffigura l’Assunzione. Vi si leggono tre livelli: quello inferiore con il catafalco e gli apostoli, quello centrale con il Cristo glorioso che prende in mano l’anima di Maria e quello superiore in cui la Madonna viene accolta nella gloria della nuova Gerusalemme, sposa dell’Agnello. La Madonna è il simbolo della Chiesa che alla fine dei tempi si ricongiunge al suo sposo”.
Non a caso questa icona veniva posta sulla porta di uscita della chiesa, quasi a suggello della storia di salvezza. L’anno liturgico che comincia con la Natività di Maria finisce con l’Assunzione, l’ascesa al cielo della Madre di Dio che rappresenta tutti noi nella Chiesa.
“Il linguaggio iconico non è astruso e astratto, ma universale e immediato, non ha bisogno di spiegazioni. L’atteggiamento, lo sguardo e il colore esprimono contenuti che qualsiasi fedele può trovare e davanti a cui viene spontanea la preghiera”.
Da una intervista ad Annarosa Ambrosi pubblicata su “La Difesa del Popolo”.

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La Trasfigurazione

Posted on 6 Agosto 2020 By

Icona della Trasfigurazione - G.Mezzalira

Icona della Trasfigurazione – G.Mezzalira

Una improvvisa icona di tutta la realtà
Il segreto rivelato ai tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni sul Tabor è il segreto che ogni iconografo deve comunicare con l’arte sacra. Nella luce della fede in Gesù Cristo la realtà subisce una metamorfosi: il credente percepisce quella vocazione alla luce che già sin d’ora comincia a compenetrare il creato.
Spesso si conosce l’arte sacra dell’icona soltanto per averne letto qualcosa nei libri e tra le frasi ricorrenti sull’argomento c’è quella che afferma che la prima icona che l’iconografo dipinge è quella della Trasfigurazione. Si potrebbe dire, per analogia, che l’apprendista musicista – dopo gli anni di conservatorio – presenta come saggio di diploma un pezzo musicale corrispondente come difficoltà all’eseguire un’icona della Trasfigurazione.
Eppure è proprio vero che la Trasfigurazione è l’icona per eccellenza: il sigillo che conferma questo sacro linguaggio.
Il segreto racchiuso in questo episodio evangelico apparentemente anomalo è in realtà la regola dell’arte sacra, il suo canone di riferimento: inizialmente segreto, poi rivelato a tutti.
Il monte elevato - Visione della Montagna di Daniele - Salterio di Chludov

Visione della Montagna di Daniele – Salterio di Chludov

Il monte elevato
Il modo di dipingere un’icona è analogo al costruire una cittadella sopra un monte.
Infatti è sulla cima del monte che il cielo si abbassa sulla terra che si innalza. L’arte sacra è questa dinamica di abbassamento e di innalzamento. Non solo Mosè ed Elia (Oreb-Sinai) sono personaggi della sacra montagna, ma ognuno di noi e ogni icona deve diventare monte come è detto nel Salmo 86, 2-3: «Il Signore fondò la sua città sui monti che santificò con la sua presenza» e «Ogni uomo potrà proclamare: Madre mia è Sion, tutti là siamo nati».
La pittura sacra rappresenta i suoi santi e i suoi personaggi come protesi verso l’alto, o essi stessi come solidi monti. Si può dire che essere terra che si innalza diventa un canone pittorico.
Una volta eravate tenebre… adesso siete luce» (Ef2, 13)
Lo sforzo del pittore è in analogia con la dinamica dell’iniziazione cristiana espressa dalla Lettera agli Efesini: trarre la luce dalla materia opaca.
In Fil 3, 12 san Paolo dice: «Il quale trasformerà il corpo dell’umiltà nostra per essere conforme al corpo di gloria suo».
Infatti nella pittura delle icone, partendo dall’umile polvere colorata dei pigmenti, si sale verso la luce con successivi schiarimenti, una sorta di iniziazione cristiana nell’arte sacra.

 

Caddero sui loro volti con grande timoreCaddero sui loro volti con grande timore
L’icona della Trasfigurazione rappresenta tre personaggi slanciati verso l’alto e tre personaggi che si accasciano scomposti verso il basso con un contrasto sorprendente, soprattutto nelle icone russe dove questo fatto è accentuato in modo apparentemente esagerato.
L’Uomo-Dio che tocca il Cielo e l’uomo-terreno accasciato al suolo costituiscono i due estremi di una dinamica di percorso di ascesi. L’icona parte dall’uomo terreno per conformarlo al Cristo, Uomo-Dio: dallo scomposto punto più in basso all’elevata e solenne fiamma slanciata verso il cielo.

 

Le vesti bianche come la luceLe vesti bianche come la luce
Rispetto allo spirito, il corpo è come un vestito che si indossa. Dio è Luce increata e il corpo assunto dal Verbo, secondo Adamo, proviene dalla creazione (dalla santissima Vergine) per essere innestato in questa Luce divina: nel corpo di Cristo e nella sua veste bianca come la luce è adombrato il grande mistero dell’Immacolata, una terra vergine che ha dato un corpo al Verbo di Dio e c’è il mistero della divinizzazione dell’uomo: la sua partecipazione alla luce increata.

«È bello stare qui»
La beatitudine del Paradiso è il carattere che la virtù della speranza ci fa pregustare. L’arte dell’icona è tutta improntata su questa nota positiva. È un’arte che ha uno sguardo positivo, consolatorio sulla realtà a modo di viatico sacramentale nella battaglia della vita. Ogni icona conserva questa nota gioiosa del Tabor nei suoi colori luminosi, nell’oro, nella nitidezza delle forme, nelle trasparenze degli strati di colore, nell’evidenziare le cose come appena venute alla luce come in una apparizione, come in una teofania.

La nube luminosa

La nube luminosa
L’iconografo conosce bene questo simbolo che rappresenta solitamente come una successione di cerchi concentrici, alcuni luminosi, altri di un blu profondo, arricchiti di raggi e stelle d’oro. La buona pittura riesce a conferire anche al colore scuro una trasparenza come un cielo nelle notti d’oriente o come un’acqua profonda. È quel simbolo che avvolge il Cristo che scende agli inferi, che viene a prendere l’anima di Maria nella Dormizione, oppure quando è seduto nel suo trono di Gloria.
La nube è il segno rivelatore di una presenza, quella dello Spirito Santo nel suo duplice ruolo di adombrare e illuminare, rinfrescare e scaldare, accogliere e irraggiare doni.
Il suo colore è il blu profondo o il bianco, l’oro o il rosso incandescente: i colori della pienezza della beatitudine di un luogo d’arrivo, di un traguardo nuziale e forse la parola nube nasconde questo segreto.
Giovanni Mezzalira

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Corso estivo d’iconografia 2020 a Villa Immacolata Torreglia (PD)

Posted on 30 Maggio 2020 By

I CORSI PROPOSTI

 

a Villa Immacolata Torreglia (PD)

circondata da ampio parco

nello splendido scenario dei Colli Euganei

da domenica 14  a domenica 21 giugno 2020

 

Principianti

Il corso propone l’esperienza della pittura completa di un’icona, attraverso tutte le sue tappe, evidenziando la tecnica, l’estetica e la teologia in essa racchiuse. Il corso è una piccola esperienza che può avere risonanza e illuminare ambiti più vasti dell’intera nostra vita, dalla preghiera, dalla liturgia, dai rapporti interpersonali…

 

 

Allievi che abbiano già avuto esperienza nella pittura delle icone

Da due anni i maestri propongono, a chi lo desidera, di entrare nell’esperienza della scrittura dell’icona per il servizio della preghiera comunitaria. Ogni icona, oltre ad essere fatta per la propria casa, deve avere anche il ministero di far pregare. È stato iniziato un lavoro di gruppo per decorare l’abside della chiesa di Villa Immacolata che raffigura la Madonna in trono con il Bimbo sulle ginocchia, circondata da Angeli e dai Santi padovani. Se non si si dovesse riuscire a formare il gruppo di lavoro, agli allievi verrà proposto un corso classico, con soggetto da definire.

 

Le tappe di esecuzione dell’icona riguardano:

✦ la tavola di legno e la sua preparazione con gesso

✦ la stilizzazione del disegno, “alfabeto” della scrittura iconografica

✦ la doratura

✦ la tempera all’uovo

✦ i colori e i pigmenti naturali

✦ la tecnica delle lumeggiature

✦ le iscrizioni

✦ la verniciatura finale.

 

Trovi qui il dépliant con tutte le indicazioni, e i numeri di telefono per ulteriori informazioni.

oppure chiedi qui informazioni ulteriori


 

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Il rito della benedizione delle icone

Posted on 29 Maggio 2020 By

Pubblichiamo il testo del rito della benedizione delle icone. Puoi prelevarlo e stamparlo.

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L’icona della Visitazione

Posted on 29 Maggio 2020 By

L’ICONA DELLA VISITAZIONE

Affresco di Dionisi nel monastero di Feraponto: illustrazione dell’inno Acatisto

La festa della Visitazione si celebra nel calendario romano il 31 maggio, mentre l’episodio evangelico di Luca (1, 39-45) è meditato nella IV domenica di Avvento. È una festa celebrata discretamente, senza solennità e nella Chiesa Orientale non è inclusa nel calendario. Eppure è proprio in questo episodio, dall’apparenza di normale vita domestica come una visita fra cugine, che si colgono dei tesori di una grandiosità che ci confonde e ci fa percepire l’inadeguatezza delle parole per esprimerne la portata cosmica. L’immagine iconica dovrebbe venire in aiuto alla parola per evidenziare il mistero racchiuso nelle laconiche parole di san Luca che unico, ne riporta l’avvenimento, ma la Tradizione non ci ha consegnato se non una scarna raffigurazione.

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Corso di iconografia in Abbazia di S.M. di Chiaravalle a Milano

Posted on 23 Maggio 2020 By

L’Abbazia di S. Maria di Chiaravalle

ospita il corso teorico-pratico
organizzato da
ORA ET LABORA


Il CORSO DI ICONOGRAFIA

è tenuto dal Maestro Giovanni Mezzalira

dal 20 al 27 settembre 2020



presso
Abbazia S.Maria di Chiaravalle
Via Sant’Arialdo, 102
20139 Chiaravalle ( MI)


per i dettagli e per ricevere informazioni si può consultare la brochure del corso .

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Ascensione

Posted on 22 Maggio 2020 By

ASCENSIONE
Mentre i discepoli lo guardavano, Gesù fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi.

Palermo, Chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio (la Martorana)

Palermo, Chiesa di S. Maria dell’Ammiraglio

Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo» (Atti 1,9-11).

Nelle cupole delle Chiese è spesso rappresentata la scena dell’Ascensione, che è anche quella del ritorno glorioso di Cristo nella sua seconda venuta, a indicare il “tempo della Chiesa”, che come sposa fedele, attende in preghiera il giorno in cui lo Sposo verrà.
Palermo, Chiesa di S. Maria dell’Ammiraglio (la Martorana).
Dal viaggio-studio Iconografi 2017.

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Ricordo di P. Pietro Fochesato

Posted on 18 Maggio 2020 By

Una persona amica, con la quale abbiamo collaborato a lungo.

il Rettore del Presbyterium, p. Pietro Fochesato

 

Ci ha ospitato per parecchi anni, quando abbiamo operato come Centro Solov’ev presso il Presbyterium di Padova.

Negli ambienti del Presbyterium, grazie alla sua disponibilità, hanno preso avvio i corsi  della nostra scuola di Iconografia San Luca di Padova.

Ci ha lasciato il 14 maggio 2020.

Qui lo abbiamo ritratto quando presentava uno dei nostri convegni (La figura e l’opera di P. Sergej N. Bulgakov)

 

 

 

 

con il prof. Fellin (a destra), Presidente del Centro Solov’ev

 

e ancora, durante altri convegni, per i quali ci ha accolto e sostenuto.

 

 

lo ricordiamo riproponendo il suo profilo pubblicato dalla Diocesi di Trento:

 

 

 

 

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