SANTE DONNE NEL VANGELO … E OLTRE
dal 25 al 27 settembre 2026
riprendono i corsi annuali della Scuola Diocesana di Iconografia s. Luca

I corsi annuali della Scuola di Iconografia s. Luca:
A. corsi annuali presso il Centro Parrocchiale Don Bosco – Via Pelosa 63 – Caselle di Selvazzano (incontri quindicinali pomeridiani ore 15-18,30),
tenuti da G. Mezzalira e A. Ambrosi il mercoledì
(il calendario e i dettagli si trovano nella locandina scaricabile);
B. corso intensivo estivo 13-20 giugno 2027 a cura di E. Bertaboni.
INCONTRO DI APERTURA: Domenica 18 ottobre ore 9,30.
Santa Messa nella Basilica di S. Giustina a Padova, presieduta dal Vescovo di Padova S.E. CLAUDIO CIPOLLA.
Seguirà un momento di, incontro, saluto e presentazione dei corsi presso l’Abbazia di Santa Giustina a Padova, ingresso da Via Ferrari 2a. Si auspica la presenza, anche di simpatizzanti.
Viaggio di studio
Locandina dei corsi con dettagli e calendario:
Ritengo che la Verità contenuta nella Scrittura sia la stessa che viene “scritta” nell’icona, secondo l’espressione di Teodoro studita (VII-IX secolo), ripresa dalla Lettera dell’attuale Pontefice in occasione del XII centenario del Concilio di Nicea, che dice: “Ciò che da una parte è espresso dall’inchiostro e dalla carta, dall’altra, nell’icona, è espresso dai diversi colori e da altri materiali”(Duodecimum saeculum § 10). Penso che ciò sia valido non solo in riferimento alla forza didattica o illustrativa dell’icona, come se si trattasse di una semplificazione per gli illetterati (biblia pauperum), ma con la stessa carica semantica, con la molteplice ricchezza di significati di cui è dotata la Scrittura, con la differenza che, mentre la Parola è percepita col senso dell’udito, l’immagine è percepita dal senso della vista. Continua a leggere
Il corso propone l’esperienza della pittura completa di un’icona, attraverso tutte le sue tappe, evidenziandone la tecnica, l’estetica e la teologia in essa racchiuse. La tradizione nel cui Spirito si impara a lavorare è quella della Chiesa Cristiana orientale russa.
A coloro che si accostano come prima esperienza, verrà proposto come soggetto il Santo Volto. Durante i giorni del corso, ogni alunno sarà guidato ad affrontare tutte le tappe che portano all’esecuzione pratica dell’icona: preparazione del disegno, utilizzo dei materiali come l’emulsione all’uovo, i pigmenti e l’oro zecchino in foglia. Ciascuno sarà introdotto anche nel significato teologico del soggetto e dei simboli.
Consapevoli che la preziosa eredità dell’arte sacra è stata provvidenzialmente preservata dalla Chiesa d’Oriente sino ai giorni nostri, intendiamo attingervi con assoluto rispetto e riconoscenza. La pratica di quest’arte è pertanto espressione di una nuova unità che le Chiese stanno ricostruendo in Cristo.
I corsi sono tenuti dal Maestro Giovanni Mezzalira
assistente: Paola Gandini
19 – 20 /26 – 27 settembre
3 – 4 ottobre 2026
Per chiedere informazioni ulteriori e per iscriverti trovi i contatti nella locandina:
L’icona è cristocentrica,
fondata cioè sul mistero dell’Incarnazione del Verbo:
Dio si è reso visibile,
diventando icona del Dio invisibile.
Gesù Cristo è l’uomo perfetto, e: “chiunque segue Cristo,
l’uomo perfetto, diventa anch’egli più uomo” (Gaudium et spes, 41):
realizza cioè la sua più intima vocazione esistenziale,
trova il senso della propria vita,
comprende e comunica consapevolezza
della dignità della persona umana.
Nell’icona infatti il volto di Dio si comunica a noi come Bellezza,
quella bellezza che proviene propriamente dalla dignità della persona umana,
bellezza che non solo scompare,
ma che diventa più efficace nel momento dell’umiliazione e della croce,
perché rivela il mistero dell’amore più grande,
quello di colui che dà la vita.
L’uomo salvato è l’uomo trasfigurato,
che può tornare a far trasparire nitidamente l’immagine di misericordia
del suo creatore, secondo cui è stato plasmato.
I volti dei santi delle icone ci ricordano tutto questo,
le scene riguardanti la storia della salvezza
ci aiutano a leggere il tempo secondo le coordinate del piano di salvezza,
in modo da coglierne i segni profetici
ed essere perciò testimoni di ciò che abbiamo visto e creduto.
C’è bisogno anche oggi di saper riconoscere e contemplare
la Bellezza del volto di Gesù.
A. Ambrosi
Come la lettura dei libri materiali permette di far comprendere la parola vivente del Signore, così l’ostensione di un’icona dipinta permette, a quelli che la contemplano, di accostarsi ai misteri della salvezza mediante la vista. Ciò che da una parte è espresso dall’inchiostro e dalla carta, dall’altra, nell’icona, è espresso dai diversi colori e da altri materiali», sottolineava Giovanni Paolo II nella lettera apostolica in occasione del XII centenario del concilio di Nicea.
Il mondo dell’icona è il mondo umano trasfigurato, o quello divino reso visibile: uno sguardo sintetico su entrambi questi punti di vista è dato dalla prospettiva escatologica, una “sfida” che l’icona accetta di mostrare.
Il corso annuale della Scuola diocesana di Iconografia s. Luca di Padova guidato dal Maestro Giovanni Mezzalira nel 2015-2016 (ANNO DELLA MISERICORDIA) ha realizzato l’Icona di Gesù Misericordioso, secondo i canoni trasmessi da s. Sr. Faustina Kowalska.
Il 22.2.1931 sr. Faustina ebbe una visione che ella così descrive nel suo Diario:
“Stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido (…).
Gesù mi disse: DIPINGI UN’IMMAGINE SECONDO IL MODELLO CHE VEDI, CON SOTTO SCRITTO: GESÙ CONFIDO IN TE! DESIDERO CHE QUESTA IMMAGINE VENGA VENERATA PRIMA NELLA VOSTRA CAPPELLA, E POI NEL MONDO INTERO (…).
Mentre pregavo udii interiormente queste parole: I DUE RAGGI RAPPRESENTANO IL SANGUE E L’ACQUA. IL RAGGIO PALLIDO RAPPRESENTA L’ACQUA CHE GIUSTIFICA LE ANIME; IL RAGGIO ROSSO RAPPRESENTA IL SANGUE CHE È LA VITA DELLE ANIME. ENTRAMBI I RAGGI USCIRONO DALL’INTIMO DELLA MIA MISERICORDIA, QUANDO SULLA CROCE IL MIO CUORE, GIÀ IN AGONIA, VENNE SQUARCIATO CON LA LANCIA.”
Disse ancora Gesù a sr. Faustina (come ella riferisce nel suo Diario): “Attraverso questa immagine concederò molte grazie“.
Il papa Benedetto XVI, nel Regina Caeli del 23 aprile 2006 così diceva della sacra immagine di sr. Faustina:
“Quelle sacre piaghe nelle mani, nei piedi e nel costato sono sorgente inesauribile di fede, di speranza e d’amore a cui ognuno può attingere, specialmente le anime più assetate della Divina Misericordia. Il culto della Misericordia Divina non è una devozione secondaria, ma dimensione integrante della fede e della preghiera del cristiano“.
Ci sentiamo incoraggiati a riproporre questa sacra immagine, proprio in obbedienza all’invito di Gesù “dipingi…!” che, attraverso le parole di sr. Faustina, la Chiesa ha accolto e approvato.
Lo facciamo con il linguaggio dell’iconografia comune alla Chiesa unita del Primo Millennio cristiano, nella convinzione che tale linguaggio, in quanto universale, sia il più efficace per esprimere il sacro contenuto che esso racchiude.
Esulti il coro degli angeli,
esulti l’assemblea celeste:
un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto!
Gioisca la terra inondata da così grande splendore;
la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo!
(dalla Liturgia nella notte di Pasqua)