Festa di San Luca Patrono degli Iconografi – 18 ottobre 2021

Posted on 23 Settembre 2021 By

In occasione della prossima Festa di San Luca, il 18 ottobre 2021, si svolgerà la Solenne Celebrazione annuale presso la Tomba dell’Evangelista, nella Basilica di S. Giustina a Padova.

 

Alleghiamo con gioia la lettera inviataci dal Vescovo Claudio, con il suo personale invito a partecipare (clicca sul link).

Siamo veramente lieti delle sue incoraggianti parole e della sua cura e attenzione per il nostro lavoro.

Anche se non potremo incontrarci tutti fisicamente saremo veramente uniti, nella vicinanza con s. Luca e in comunione con la nostra Santa Chiesa.

Che il Signore benedica il nostro lavoro, e che ci renda possibile svolgerlo serenamente, anche in questi momenti difficili.

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Corsi della Scuola di Iconografia “San Luca” per l’anno 2021-2022

Posted on 9 Settembre 2021 By

riprendono i

Corsi annuali della Scuola Diocesana di Iconografia s. Luca

Ecco i corsi per quest’anno 2021-2022, con i relativi soggetti di studio:


Corsi con Maestro Giovanni Mezzalira 

Principianti: il Volto di Cristo

Avanzati: Visitazione, S. Michele Arcistratega.


Corsi con Maestra Annarosa Ambrosi

Progredienti: Madre di Dio del Segno

Avanzati: Il profeta Elia nel deserto.


Corsi con Maestro Enrico Bertaboni 

Principianti: Gesù Cristo Pantocrator 

Altri: Arcangelo, Madre di Dio, Adorazione dei Magi.     


Se desideri frequentare un corso o vuoi conoscere i dettagli,
scarica la informativa, in modo da poterti iscrivere per tempo.

 

 

chiedi qui ulteriori informazioni

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Vestita di Sole – 15 agosto – festa dell’Assunta

Posted on 14 Agosto 2021 By

Il linguaggio universale che avvia alla preghiera.

 

Dormizione della Madre di Dio, fine XII sec., Mosca, Galleria Tretiakov

La Madre di Gesù è il soggetto prevalente delle icone, quelle antiche e quelle moderne realizzate in base a un linguaggio che a Padova è stato riportato in auge dalla scuola San Luca.
“La Madonna compare con frequenza sia nelle piccole icone di devozione individuale e familiare, sia nelle grandi icone delle feste, per il suo ruolo eminente nella storia della salvezza. La sua presenza si esprime in un numero preciso di tipologie che sono attribuite a San Luca e che attingono a significati universali”.
Il linguaggio iconografico, che viene insegnato nei corsi, tradizionalmente avviati il 18 ottobre, festa di San Luca, non vuole rappresentare momenti di vita o esprimere il sentimento dell’artista, ma piuttosto dare forma all’archetipo individuale e collettivo del sacro.

“Vediamo per esempio la “Dormitio Virginis” con cui la tradizione orientale raffigura l’Assunzione. Vi si leggono tre livelli: quello inferiore con il catafalco e gli apostoli, quello centrale con il Cristo glorioso che prende in mano l’anima di Maria e quello superiore in cui la Madonna viene accolta nella gloria della nuova Gerusalemme, sposa dell’Agnello. La Madonna è il simbolo della Chiesa che alla fine dei tempi si ricongiunge al suo sposo”.
Non a caso questa icona veniva posta sulla porta di uscita della chiesa, quasi a suggello della storia di salvezza. L’anno liturgico che comincia con la Natività di Maria finisce con l’Assunzione, l’ascesa al cielo della Madre di Dio che rappresenta tutti noi nella Chiesa.
“Il linguaggio iconico non è astruso e astratto, ma universale e immediato, non ha bisogno di spiegazioni. L’atteggiamento, lo sguardo e il colore esprimono contenuti che qualsiasi fedele può trovare e davanti a cui viene spontanea la preghiera”.
Da una intervista ad Annarosa Ambrosi pubblicata su “La Difesa del Popolo”.

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La Trasfigurazione

Posted on 6 Agosto 2021 By

Icona della Trasfigurazione - G.Mezzalira

Icona della Trasfigurazione – G.Mezzalira

Una improvvisa icona di tutta la realtà
Il segreto rivelato ai tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni sul Tabor è il segreto che ogni iconografo deve comunicare con l’arte sacra. Nella luce della fede in Gesù Cristo la realtà subisce una metamorfosi: il credente percepisce quella vocazione alla luce che già sin d’ora comincia a compenetrare il creato.
Spesso si conosce l’arte sacra dell’icona soltanto per averne letto qualcosa nei libri e tra le frasi ricorrenti sull’argomento c’è quella che afferma che la prima icona che l’iconografo dipinge è quella della Trasfigurazione. Si potrebbe dire, per analogia, che l’apprendista musicista – dopo gli anni di conservatorio – presenta come saggio di diploma un pezzo musicale corrispondente come difficoltà all’eseguire un’icona della Trasfigurazione.
Eppure è proprio vero che la Trasfigurazione è l’icona per eccellenza: il sigillo che conferma questo sacro linguaggio.
Il segreto racchiuso in questo episodio evangelico apparentemente anomalo è in realtà la regola dell’arte sacra, il suo canone di riferimento: inizialmente segreto, poi rivelato a tutti.
Il monte elevato - Visione della Montagna di Daniele - Salterio di Chludov

Visione della Montagna di Daniele – Salterio di Chludov

Il monte elevato
Il modo di dipingere un’icona è analogo al costruire una cittadella sopra un monte.
Infatti è sulla cima del monte che il cielo si abbassa sulla terra che si innalza. L’arte sacra è questa dinamica di abbassamento e di innalzamento. Non solo Mosè ed Elia (Oreb-Sinai) sono personaggi della sacra montagna, ma ognuno di noi e ogni icona deve diventare monte come è detto nel Salmo 86, 2-3: «Il Signore fondò la sua città sui monti che santificò con la sua presenza» e «Ogni uomo potrà proclamare: Madre mia è Sion, tutti là siamo nati».
La pittura sacra rappresenta i suoi santi e i suoi personaggi come protesi verso l’alto, o essi stessi come solidi monti. Si può dire che essere terra che si innalza diventa un canone pittorico.
Una volta eravate tenebre… adesso siete luce» (Ef2, 13)
Lo sforzo del pittore è in analogia con la dinamica dell’iniziazione cristiana espressa dalla Lettera agli Efesini: trarre la luce dalla materia opaca.
In Fil 3, 12 san Paolo dice: «Il quale trasformerà il corpo dell’umiltà nostra per essere conforme al corpo di gloria suo».
Infatti nella pittura delle icone, partendo dall’umile polvere colorata dei pigmenti, si sale verso la luce con successivi schiarimenti, una sorta di iniziazione cristiana nell’arte sacra.

 

Caddero sui loro volti con grande timoreCaddero sui loro volti con grande timore
L’icona della Trasfigurazione rappresenta tre personaggi slanciati verso l’alto e tre personaggi che si accasciano scomposti verso il basso con un contrasto sorprendente, soprattutto nelle icone russe dove questo fatto è accentuato in modo apparentemente esagerato.
L’Uomo-Dio che tocca il Cielo e l’uomo-terreno accasciato al suolo costituiscono i due estremi di una dinamica di percorso di ascesi. L’icona parte dall’uomo terreno per conformarlo al Cristo, Uomo-Dio: dallo scomposto punto più in basso all’elevata e solenne fiamma slanciata verso il cielo.

 

Le vesti bianche come la luceLe vesti bianche come la luce
Rispetto allo spirito, il corpo è come un vestito che si indossa. Dio è Luce increata e il corpo assunto dal Verbo, secondo Adamo, proviene dalla creazione (dalla santissima Vergine) per essere innestato in questa Luce divina: nel corpo di Cristo e nella sua veste bianca come la luce è adombrato il grande mistero dell’Immacolata, una terra vergine che ha dato un corpo al Verbo di Dio e c’è il mistero della divinizzazione dell’uomo: la sua partecipazione alla luce increata.

«È bello stare qui»
La beatitudine del Paradiso è il carattere che la virtù della speranza ci fa pregustare. L’arte dell’icona è tutta improntata su questa nota positiva. È un’arte che ha uno sguardo positivo, consolatorio sulla realtà a modo di viatico sacramentale nella battaglia della vita. Ogni icona conserva questa nota gioiosa del Tabor nei suoi colori luminosi, nell’oro, nella nitidezza delle forme, nelle trasparenze degli strati di colore, nell’evidenziare le cose come appena venute alla luce come in una apparizione, come in una teofania.

La nube luminosa

La nube luminosa
L’iconografo conosce bene questo simbolo che rappresenta solitamente come una successione di cerchi concentrici, alcuni luminosi, altri di un blu profondo, arricchiti di raggi e stelle d’oro. La buona pittura riesce a conferire anche al colore scuro una trasparenza come un cielo nelle notti d’oriente o come un’acqua profonda. È quel simbolo che avvolge il Cristo che scende agli inferi, che viene a prendere l’anima di Maria nella Dormizione, oppure quando è seduto nel suo trono di Gloria.
La nube è il segno rivelatore di una presenza, quella dello Spirito Santo nel suo duplice ruolo di adombrare e illuminare, rinfrescare e scaldare, accogliere e irraggiare doni.
Il suo colore è il blu profondo o il bianco, l’oro o il rosso incandescente: i colori della pienezza della beatitudine di un luogo d’arrivo, di un traguardo nuziale e forse la parola nube nasconde questo segreto.
Giovanni Mezzalira

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Corso di Iconografia in Abbazia S.Maria di Chiaravalle – settembre 2021

Posted on 6 Giugno 2021 By


Il corso propone l’esperienza della pittura completa di una icona, attraverso tutte le sue tappe, evidenziandone la tecnica, l’estetica e la teologia in essa racchiuse.

Non pretende da subito di formare degli iconografi (per questo si richiedono anni di apprendistato), vuol fornire delle concreti chiavi di accesso, all’arte sacra in vista di trarne benefici a diversi livelli: Principianti, Intermedio e Avanzato.

Il CORSO DI ICONOGRAFIA

è tenuto dal Maestro Giovanni Mezzalira

periodo: 19 – 26 SETTEMBRE 2021

 

Preleva la locandina con tutte le informazioni sui corsi.

Per chiedere informazioni ulteriori e per iscriverti trovi i contatti nella locandina stessa.

 

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Corso di Iconografia a Milano in Abbazia S. Maria di Chiaravalle – ottobre 2021

Posted on 5 Giugno 2021 By

corso teorico-pratico organizzato da
SCUOLA DI ICONOGRAFIA MONTE TABOR


è tenuto dal Maestro Giovanni Mezzalira

9 – 10 ottobre
16 – 17 ottobre
23 – 24 ottobre 2021



per i dettagli e per ricevere informazioni si può consultare la brochure del corso .

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Corso estivo di Iconografia a Villa Immacolata Torreglia (PD)

Posted on 18 Aprile 2021 By

 

Corso estivo di Iconografia

a Villa Immacolata Torreglia (PD)

circondata da ampio parco

nello splendido scenario dei Colli Euganei

da domenica 13  a domenica 20 giugno 2021

 

 

Il corso propone l’esperienza della pittura completa di un’icona, attraverso tutte le sue tappe, evidenziando la tecnica, l’estetica e la teologia in essa racchiuse.  

 

 

 

 

 


 

Il corso è una piccola esperienza che può avere risonanza e illuminare ambiti più vasti dell’intera nostra vita, dalla preghiera, dalla liturgia, dai rapporti interpersonali…

 

 

 


       Le tappe di esecuzione dell’icona:

– la tavola di legno e la sua preparazione.

– la stilizzazione del disegno: “alfabeto” della scrittura iconografica;

– la doratura;

– la tempera all’uovo;

– i colori e i pigmenti naturali;

– la tecnica delle lumeggiature;

– la finitura.

 

 

 


     Trovi tutti i dettagli del corso nel depliant allegato

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la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo!

Posted on 4 Aprile 2021 By

Esulti il coro degli angeli,

esulti l’assemblea celeste:

un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto!

Gioisca la terra inondata da così grande splendore;

la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo!

 (dalla Liturgia nella notte di Pasqua)

Padova, Biblioteca capitolare, ms. E2, c. 48v

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L’Icona del Silenzio

Posted on 3 Aprile 2021 By

E’ come una sorgente che mormora nel silenzio, e noi possiamo sentirla …

sindone01 Meditazione di Papa Benedetto sull’Icona della Santa Sindone

Cari amici,

questo è per me un momento molto atteso. In diverse altre occasioni mi sono trovato davanti alla sacra Sindone, ma questa volta vivo questo pellegrinaggio e questa sosta con particolare intensità: forse perché il passare degli anni mi rende ancora più sensibile al messaggio di questa straordinaria Icona; forse, e direi soprattutto, perché sono qui come Successore di Pietro, e porto nel mio cuore tutta la Chiesa, anzi, tutta l’umanità. Ringrazio Dio per il dono di questo pellegrinaggio, e anche per l’opportunità di condividere con voi una breve meditazione, che mi è stata suggerita dal sottotitolo di questa solenne Ostensione: “Il mistero del Sabato Santo”. (altro…)

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Il Venerdì Santo le tenebre ricoprono la terra …

Posted on 2 Aprile 2021 By

Il Venerdì Santo le tenebre ricoprono la terra

l’Agnello di Dio prende su di sé il peccato del mondo.

“Faccia silenzio ogni umana carne

Stia con timore e tremore

Il Re dei re

E il Signore dei Signori

avanza per essere immolato” 

recita un bellissimo canto della liturgia bizantino-slava.

Nel silenzio di parole umane, vi invitiamo ad aprire la Sacra Scrittura e a leggere con noi il libro dell’Apocalisse, anche in comunione con la Chiesa Cristiana Copta che lo legge per intero nella lunga notte tra Venerdì e Sabato Santo.

In attesa delle luci del mattino di Pasqua.

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