{"id":694,"date":"2026-07-02T10:43:23","date_gmt":"2026-07-02T08:43:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.iconografi.it\/?p=694"},"modified":"2026-02-13T07:02:54","modified_gmt":"2026-02-13T06:02:54","slug":"riflessioni-sulla-teologia-sullestetica-e-sullermeneutica-dellicona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iconografi.it\/?p=694","title":{"rendered":"Riflessioni sulla teologia, sull\u2019estetica e sull\u2019ermeneutica dell\u2019Icona"},"content":{"rendered":"<address>Queste riflessioni nascono da un continuo confronto e passaggio dall\u2019esecuzione dell\u2019icona alla riflessione su di essa, e dalla riflessione sull\u2019icona a quella sulla Sacra Scrittura, guidata, quanto al metodo, dalle indicazioni offerte dai\u00a0 primi teologi e pensatori cristiani, i Padri della Chiesa,\u00a0 confortata dal fatto che questo metodo \u00e8 tuttora vivo nelle chiese cristiane d\u2019Oriente.<\/address>\n<address>La mia esperienza \u00e8 inoltre di confronto con il modo di vivere l\u2019icona da parte della Chiesa d\u2019Oriente, in particolare quella ortodossa russa, che in questo momento sembra vivere un particolare momento di giovinezza spirituale.<\/address>\n<address>\u00a0<\/address>\n<address>\u00a0<\/address>\n<p>Ritengo che la Verit\u00e0 contenuta nella Scrittura sia la stessa che viene \u201cscritta\u201d nell\u2019icona, secondo l\u2019espressione di Teodoro studita (VII-IX secolo), ripresa dalla Lettera dell\u2019attuale Pontefice in occasione del XII centenario del Concilio di Nicea, che dice: \u201cCi\u00f2 che da una parte \u00e8 espresso dall\u2019inchiostro e dalla carta, dall\u2019altra, nell\u2019icona, \u00e8 espresso dai diversi colori e da altri materiali\u201d(Duodecimum saeculum \u00a7 10). Penso che ci\u00f2 sia valido non solo in riferimento alla forza didattica o illustrativa dell\u2019icona, come se si trattasse di una semplificazione per gli illetterati (biblia pauperum), ma con la stessa carica semantica, con la molteplice ricchezza di significati di cui \u00e8 dotata la Scrittura, con la differenza che, mentre la Parola \u00e8 percepita col senso dell\u2019udito, l\u2019immagine \u00e8 percepita dal senso della vista.<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019iconografo che voglia accingersi a una efficace trascrizione della Scrittura, dovr\u00e0 affidarsi alle norme e canoni riconosciuti come efficaci dalla Tradizione, infatti, mentre per lui \u00e8 impossibile penetrare tutti i significati della Scrittura, nonch\u00e9 possederne la grafia in un linguaggio simbolico oggettivo e universale, la cosa \u00e8 invece possibile a livello di Tradizione ecclesiale. Egli inoltre dovr\u00e0 essere dotato\u00a0 della perfetta padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi.<\/p>\n<p>Queste riflessioni sono state svolte condividendo l\u2019approccio e la dottrina dei Padri della Chiesa.<\/p>\n<p>Il quadro teologico all\u2019interno del quale si muove il mondo dell\u2019icona \u00e8 di tipo verticale: esiste un mondo invisibile trascendente, totalmente spirituale, il mondo divino, ed esiste un mondo visibile o fisico, quello umano. Esiste inoltre un mondo inferiore, abitato da spiriti e forze cieche e irrazionali, potenzialmente malvagie, con i loro prigionieri. E ci\u00f2 secondo una topografia teologica delineata, ad es. da s. Paolo\u00a0 (Fil 2, 10) quando dice \u201cnel nome di Ges\u00f9 ogni ginocchio si pieghi in cielo, sulla terra e sotto terra\u201d. Questi livelli sono gerarchicamente ordinati e separati in maniera incommensurabile dalla barriera della visibilit\u00e0.<\/p>\n<p>La loro distanza e incomunicabilit\u00e0 \u00e8 stata superata con la venuta storica di Ges\u00f9 Cristo: con l\u2019Incarnazione del Verbo si sono congiunte la natura umana e quella divina, il mondo celeste e quello terrestre, mentre,dopo la sua morte, quando \u00e8 disceso agli inferi, ha recato anche ivi la salvezza.<\/p>\n<p>\u201cCristo \u00e8 risorto dai morti<\/p>\n<p>e con la sua morte ha calpestato la morte<\/p>\n<p>e ai morti ha dato la vita\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec canta incessantemente la liturgia bizantina della Pasqua.<\/p>\n<p>Non solo l\u2019uomo \u00e8 salvato, ma nel momento in cui il cielo si congiunge con la terra, viene restituita al mondo la bellezza della creazione, secondo il progetto originario di Dio.<\/p>\n<p>Se Dio \u00e8 diventato uomo, l\u2019uomo pu\u00f2 diventare dio, magari non per natura, ma solamente per grazia.<\/p>\n<p>L\u2019incarnazione rende visibile il volto invisibile di Dio (\u201cCristo \u00e8 immagine del Dio invisibile\u201d Col. 1,15), ): se Cristo \u00e8 l\u2019uomo perfetto, Cristo \u00e8 il volto umano di Dio, quello dove si svela la perfetta immagine e somiglianza, sempre secondo il progetto originario della creazione.<\/p>\n<p>Se Dio si \u00e8 reso visibile, lo si pu\u00f2 anche rappresentare, venendo meno il senso della proibizione sancita nell\u2019AT e nell\u2019islam, fondata appunto sulla invisibilit\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p>L\u2019icona per eccellenza \u00e8 quella del Cristo, mentre i santi sono coloro che, resi permeabili alla grazia divina, se ne sono lasciati impregnare e trasfigurare, diventando, essi pure, somigliantissimi.<\/p>\n<p>L\u2019icona \u00e8 un oggetto dotato di forza salvifica perch\u00e9 vi si trova la presenza partecipativa della realt\u00e0 celeste rappresentata.<\/p>\n<p>Come pu\u00f2 avvenire questo?<\/p>\n<p>L\u2019estetica teologica dell\u2019icona rimanda alla teologia mistica di Dionigi Areopagita. La comparsa in oriente del Corpus dionisianum ha dato infatti forte spinta propulsiva alla realizzazione dell\u2019arte sacra cristiana dell\u2019epoca di Giustiniano, fondandone metafisicamente la potenza, la forza e l\u2019efficacia in riferimento ai contenuti di verit\u00e0 e di salvezza.<\/p>\n<p>Egli innanzitutto sostiene la continuit\u00e0 tra i due mondi, quello visibile e quello invisibile (\u201ctutti gli esseri partecipano alla sostanza e al principio degli esseri\u201d De coelesti hierarchia 177c e ss.). Fra essi tuttavia c\u2019\u00e8 una linea di confine, data dalla visibilit\u00e0, che necessita di un collegamento, di un raccordo, di una saldatura, perch\u00e9 possa verificarsi la trasmissione della verit\u00e0 (rendendo possibile la conoscenza) e la trasmissione della grazia divina (rendendo possibile la salvezza e la santificazione).<\/p>\n<p>Quanto alla verit\u00e0,\u00a0 Dio la comunica all\u2019uomo tramite la Rivelazione, la sua Parola, la Sacra Scrittura. Qui i contenuti di verit\u00e0 sono presenti in maniera cos\u00ec estremamente ricca e abbondante da aver bisogno di interpretazione per non deviare pericolosamente. La Rivelazione infatti non ci svela la verit\u00e0 nuda, ma \u201cin aenigmate\u201d (ICor. 13,12), cio\u00e8 attraverso segni, simboli, miti, linguaggi diversi, che hanno bisogno di essere decodificati. Secondo Dionigi l\u2019enigma custodisce la ricchezza della verit\u00e0 nei testi scritturistici.<\/p>\n<p>Il tentativo di dare nude definizioni e determinazioni alla verit\u00e0 avviene semmai attraverso le formule dogmatiche, le quali presentano sicuramente dei vantaggi, specie come sicuro riferimento rispetto alle possibili deviazioni, ma aprono complesse problematiche linguistiche, volte a stabilire l\u2019univocit\u00e0 di ciascun termine e dei reciproci legami sintattici.<\/p>\n<p>I criteri per la lettura e l\u2019interpretazione cristiana della Sacra Scrittura furono forniti per la prima volta da Origene, sostanzialmente seguiti dai Padri della Chiesa, quindi, in occidente, nel Medioevo latino e attualmente solo nell\u2019ambito delle Chiese cristiane d\u2019Oriente, in particolare quella ortodossa.<\/p>\n<p>Questi criteri si fondano sul seguente parallelismo (De principiis, lib. IV, 2, 4): \u201ccome l\u2019uomo \u00e8 formato da corpo, anima e spirito, lo stesso dobbiamo pensare della scrittura che Dio ha stabilito di dare per la salvezza degli uomini\u201d . Troveremo perci\u00f2 un senso storico-letterale corrispondente all\u2019uomo in quanto carnale; un senso morale-didascalico corrispondente al livello dell\u2019anima , e infine un senso pi\u00f9 profondo, spirituale, mistico, che ci porta a sollevare il velo della scrittura dato dai simboli di cui essa si serve.<\/p>\n<p>Il fondamento di questo metodo ermeneutico si trova nella stessa Scrittura, ad es. quando ci invita alla lettura tipologica dell\u2019AT ( ad es., in Gv 3,14 si dice che il serpente innalzato dagli Ebrei nel deserto allude a Cristo, oppure in Paolo, Gal 4,24, si dice che le due mogli di Abramo sono allegoria delle due alleanze, o, soprattutto, nella lettera agli Ebrei dove si parla di Abele, Melchisedech e Isacco come simboli di Cristo.\u00a0 Si veda inoltre Paolo, IICor 3,14ss. che parla delle Scrittura il cui senso, per gli Ebrei, \u00e8 come coperto da un velo, che viene sollevato per noi con la venuta di Cristo, e continua\u00a0 (4,3-4) \u201ce se il nostro vangelo rimane velato, lo \u00e8 per coloro che si perdono, ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perch\u00e9 non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che \u00e8 immagine di Dio\u201d.<\/p>\n<p>Questo metodo era particolarmente sviluppato all\u2019interno della scuola alessandrina (Origene afferma: \u201cOra infatti ci sta dinanzi il compito di trasformare il vangelo sensibile in spirituale \u2026 Abbiamo concentrato tutto il nostro sforzo nel tentativo di raggiungere la profondit\u00e0 del significato racchiuso nel vangelo e investigarne la verit\u00e0 scevra di tipi. Comm. Gv I, VIII) e fatto proprio da esegeti come Gregorio di Nissa (vedasi il loro commento spirituale al Cantico dei Cantici. Per Gregorio \u00e8 emblematica la Vita di Mos\u00e9, cammino ascetico spirituale diviso in due parti: la prima di ricostruzione storico-letterale della biografia del personaggio biblico, la seconda di indagine del senso spirituale racchiuso in ogni momento, in ogni aspetto e in ogni tappa della sua vita).<\/p>\n<p>La continuit\u00e0 tra la verit\u00e0 nella sua forma assoluta o divina e quella manifestata o rivelata, ma anche il suo rivestirsi di una ricca polisemia nel manifestarsi, sono dunque stati fatti intravedere per quel che riguarda la Sacra Scrittura. Ma la sola conoscenza non salva.<\/p>\n<p>Il passaggio della Grazia salvifica deve essere sostenuto da una teologia della continuit\u00e0 profonda a livello di sostanze. E secondo Dionigi esiste una continuit\u00e0 anche a livello di sostanze\u00a0 (\u201ctutti gli esseri partecipano alla sostanza e al principio degli esseri\u201d v.\u00a0 sopra), che ha fondamento in Romani 1,20: \u201cdalla creazione del mondo in poi, le perfezioni invisibili di Dio (bont\u00e0, bellezza) possono essere contemplate con l\u2019intelletto nelle opere da lui compiute\u201d, o nella Lettera agli Ebrei (11,3) dove si\u00a0 dice che \u201cda cose non visibili ha preso origine ci\u00f2 che si vede\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019uomo la continuit\u00e0 col mondo divino \u00e8 testimoniata principalmente dal fatto di essere egli immagine di Dio, ma anche la realt\u00e0 fisica ne conserva l\u2019impronta, e questo \u00e8 il fondamento della sua efficacia rivelativa in ordine alle caratteristiche della divinit\u00e0 (bont\u00e0, bellezza), non solo, ma anche \u00e8 fondamento della possibilit\u00e0 di ricevere essa pure la grazia e perci\u00f2 di essere, tramite l\u2019uomo salvata e redenta (illuminata).<\/p>\n<p>L\u2019icona rende e-videnti questi discorsi, nel senso che li trasporta dal piano linguistico-concettuale a quello della vista e dell\u2019immagine.<\/p>\n<p>L\u2019aenigma qui \u00e8 il simbolo visivo, che pu\u00f2 essere grafico (la linea, la figura, la forma nello spazio) o pittorico (il colore, la luce, ecc). Simbolo non astratto ma reale, magari a volte geometricamente semplificato, per essenzializzare il rapporto col mondo invisibile.\u00a0 Lo stesso materiale attinto direttamente e senza sofisticazioni dal mondo della natura, ne esplicita in pieno la potenzialit\u00e0 rivelative: \u00e8 resa cio\u00e8 trasparente l\u2019oggettivit\u00e0 simbolica della natura, \u00e8 evidenziato il legame ontologico di parentela tra le cose visibili e quelle invisibili.<\/p>\n<p>E\u2019 la Scrittura stessa che usa il simbolismo delle realt\u00e0 naturali. Ad esempio, Dionigi, mentre commenta la visione di Ezechiele, afferma. \u201cSe poi la Sacra scrittura applica alle sostanze celesti la forma del bronzo, dell\u2019elettro, delle pietre dai molti colori, \u00e8 perch\u00e9 l\u2019elettro, in quanto avente la forma dell\u2019oro e dell\u2019argento, designa lo splendore incorruttibile, inconsumabile, indiminuibile, immacolato, come avviene nell\u2019oro, e la chiarezza lucente e brillante e celeste come \u00e8 nell\u2019argento \u2026 invece gli aspetti dai diversi colori delle pietre bisogna credere che significhino, quelle bianche lo splendore della luce, quelle rosse il fuoco, quelle gialle l\u2019oro, quelle verdi la giovinezza e la forza e per ciascuna specie troverai una spiegazione anagogica delle immagini simboliche\u201d CH 336b-c.<\/p>\n<p>Il simbolo evidenzia il legame di parentela tra le cose visibili e quelle invisibili, partecipando delle stesse caratteristiche ontologiche della realt\u00e0 invisibile e trascendente cui rimanda. Afferma ancora Dionigi: \u201cLa stessa macchina del mondo sensibile \u00e8 come un velo gettato sulle propriet\u00e0 invisibili di Dio\u201d Epistolae IX 2 1108b. E qui vediamo la metafora del velo,\u00a0 in Paolo applicata alla Sacra Scrittura, ampliata qui fino a comprendere tutta la realt\u00e0 sensibile. Afferma ancora Dionigi: \u201calla nostra intelligenza non \u00e8 dato innalzarsi sino alla imitazione e alla contemplazione immateriale delle gerarchie celesti, se non mediante la guida materiale che le \u00e8 propria, supponendo le bellezze visibili come raffigurazione di quelle invisibili, le fragranze sensibili come impronte delle diffusioni spirituali, le lampade materiali come immagine della luce spirituale, le ampie dottrine sacre come pienezza della contemplazione spirituale, i gradi degli ornamenti terreni come accenni all\u2019armonia e all\u2019ordine del divino \u2026 in breve, tutto quanto concerne le essenze celesti \u00e8, in maniera super-degna, trasmesso nei simboli (CH I,3, 121c-124).<\/p>\n<p>Lo svelamento del simbolo a volte non \u00e8 immediato: occorre una speciale illuminazione che svolge il ruolo di sollevare il velo: la realt\u00e0 contemplata, per\u00f2, poi, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere negata, non solo, ma svela un contenuto altrimenti inesplicabile. Afferma sempre Dionigi \u201cSe qualcuno potesse vedere le armonie nascoste nell\u2019interno delle cose, troverebbe che tutto \u00e8 mistico e divino e riempito di molta luce divina\u201d (Ep.IX 2 1108c).<\/p>\n<p>Da questo punto di vista il linguaggio simbolico supera la forza di quello discorsivo. Questa forza \u00e8 potenziata dai cosiddetti simboli dissimili, che invece di avvicinare i due mondi per somiglianza, avvicinano per dissomiglianza, secondo lo stile apofatico (ad esempio l\u2019oscurit\u00e0 per indicare la luce inaccessibile). La forza del linguaggio simbolico ci introduce, misticamente, nell\u2019intuizione di verit\u00e0 logicamente contraddittorie (es. il mistero trinitario).<\/p>\n<p>Non solo, ma coinvolgendo, grazie allo splendore della bellezza, oltre l\u2019ambito intellettivo anche quello emotivo-psichico e quello sensibile, si pu\u00f2 dire che \u00e8 in grado di adempiere una funzione anagogica, cio\u00e8 avviare il cosiddetto cammino di ritorno all\u2019Uno: dal piano visibile rende possibile risalire a quello invisibile, da un\u2019esperienza sensibile a una spirituale: \u00e8 resa\u00a0 possibile l\u2019esperienza di Dio. Questa \u00e8 una esperienza mistica, unitiva, che lascia come conseguenza nell\u2019uomo (a mo\u2019 di fuoco che rende incandescente il metallo e lo purifica) la possibilit\u00e0 di essere investito di grazia divina e quindi di salvezza.<\/p>\n<p>In tal senso si pu\u00f2 dire che l\u2019icona svolge una funzione sacramentale: tanto pi\u00f9 l\u2019iconografo annulla la sua creativit\u00e0 individuale per cogliere e trasmettere la bellezza reale e la forza universale del simbolo, tanto pi\u00f9 conferisce validit\u00e0 comunitaria e senso ecclesiale all\u2019immagine rappresentata.<\/p>\n<p>Mentre la storicit\u00e0 dell\u2019incarnazione rendeva possibile la salvezza in generale, la via mistico-esperienziale all\u2019interno della Chiesa rende reale la salvezza per ogni singolo individuo.<\/p>\n<p>Ritengo che, in un contesto culturale come quello attuale di recupero del valore del simbolo, ma per una sua interpretazione in chiave esclusivamente antropologica, quindi unidimensionale, immanentistica (ad esempio come archetipo dell\u2019inconscio collettivo), sia importante una sua valorizzazione che ne evidenzi la forza evocativa verso una realt\u00e0 trascendente, senza disprezzare quanto di meglio ha elaborato in proposito la comune tradizione della Chiesa indivisa.<\/p>\n<p>Icone su cui esplicitare questo discorso:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0s. Giorgio e il drago<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0il profeta Elia<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Trasfigurazione<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Resurrezione di Lazzaro<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Discesa agli inferi<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Battesimo di Cristo<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Trinit\u00e0<\/p>\n<p>La forza \u201canagogica\u201d dell\u2019icona della Trinit\u00e0 pu\u00f2 essere riassunta nelle parole di s. Sergio di Radonez, ispiratore della celebre icona di Rubl\u2019ev:<\/p>\n<p><strong> \u201cNella contemplazione della Trinit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>possiamo vincere la paura<\/strong><\/p>\n<p><strong>di fronte alle tremende divisioni del mondo\u201d.<\/strong><\/p>\n<address><em>di\u00a0\u00a0Annarosa\u00a0\u00a0Ambrosi<\/em><\/address>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Queste riflessioni nascono da un continuo confronto e passaggio dall\u2019esecuzione dell\u2019icona alla riflessione su di essa, e dalla riflessione sull\u2019icona a quella sulla Sacra Scrittura, guidata, quanto al metodo, dalle indicazioni offerte dai\u00a0 primi teologi e pensatori cristiani, i Padri &hellip; <a href=\"https:\/\/www.iconografi.it\/?p=694\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,3],"tags":[52,15,6,24,25,13,35,17,26,53],"class_list":["post-694","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-limmagine-sacra-nella-chiesa","tag-annarosa-ambrosi","tag-cristianesimo","tag-cristo","tag-icone-2","tag-iconografia","tag-immagine","tag-linguaggio-dellicona","tag-sapienza","tag-scuola-di-iconografia","tag-trinita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/694","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=694"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/694\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1476,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/694\/revisions\/1476"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=694"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=694"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}