{"id":383,"date":"2002-04-13T15:59:49","date_gmt":"2002-04-13T13:59:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.iconografi.it\/?p=383"},"modified":"2011-01-15T09:20:51","modified_gmt":"2011-01-15T08:20:51","slug":"lattualita-del-messaggio-di-pavel-florenskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iconografi.it\/?p=383","title":{"rendered":"L&#8217;attualit\u00e0 del messaggio di Pavel Florenskij"},"content":{"rendered":"<p>Il convegno si \u00e8 tenuto a Padova il 13 aprile 2002 presso la Sala del Presbyterium ed \u00e8 stato curato dal Centro Vladimir Solov\u2019\u00ebv in collavorazione con il Centro Dehoniano \u201cPresbyterium\u201d di Padova.<\/p>\n<div id=\"attachment_393\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Florenskij2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-393\" class=\"size-medium wp-image-393\" title=\"Florenskij2\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Florenskij2-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Florenskij2-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Florenskij2-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Florenskij2.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-393\" class=\"wp-caption-text\"> Pavel Vaslievi\u010d Florenskij<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<div id=\"attachment_386\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/fellin.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-386\" class=\"size-medium wp-image-386 \" title=\"fellin\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/fellin-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/fellin-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/fellin-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/fellin.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-386\" class=\"wp-caption-text\">Il prof. Fellin (a destra), Presidente del Centro Solov&#39;ev, a sinistra p. Pietro Fochesato del Centro P.Dehon<\/p><\/div>\n<p>\u201cNon dimenticatemi\u201d \u00e8 il titolo della traduzione italiana della raccolta di lettere che Pavel Vaslievi\u010d Florenskij scrisse ai familiari dal lager staliniano delle isole Solovki in cui venne ucciso. Ritorno al nome dimenticato  \u00e8 il titolo assegnato dalla Fondazione Sovietica della Cultura  nel 1989 alla prima mostra dedicata a questa gigantesca figura di intellettuale russo. Il  suo nome e la sua opera erano destinati all\u2019oblio  per suprema  decisione della barbarie e del terrore instaurati da Stalin, ma come la roccia non riesce mai a soffocare completamente la tenacit\u00e0 dell\u2019umile raponzolo che improvvisamente prorompe dalle sue crepe e dona all\u2019alpinista la magnificenza della sua bellezza cos\u00ec l\u2019opera di Pavel  Florenskij non poteva che riaffiorare e arricchire il consorzio umano e ci\u00f2 prima ancora che si sfaldasse  definitivamente quell\u2019impero del male che ne aveva condannato l\u2019autore.<\/p>\n<p>\u00c8 perci\u00f2 con una certa emozione che oggi noi pensiamo di aggiungere il nostro piccolo contributo alla conoscenza della figura e dell\u2019opera di padre Pavel con questo breve simposio, forse sarebbe pi\u00f9 giusto chiamarlo seminario, che \u00e8 stato voluto fortemente sia dal centro culturale padre Dehon, come ha ricordato adesso  padre Pietro, sia dal centro ecumenico  Vladimir Solov\u2019\u00ebv  ed \u00e8 perci\u00f2 a nome degli amici del centro Solov \u2019\u00ebv, che io qui rappresento, che  porgo il cordiale benvenuto a tutti i partecipanti, che desidero finora ringraziare quanti hanno vuoto contribuire all\u2019organizzazione del convegno oppure anche offrirci il loro sostegno morale e talvolta anche finanziario. In particolare ringrazio i padri dehoniani per la fraterna ospitalit\u00e0 che sempre ci danno, ringrazio &#8230;<\/p>\n<p>La mia riconoscenza va poi soprattutto ai relatori che  certamente sapranno Illuminarci e spero anche contagiarci nell\u2019entusiasmante percorso della scoperta della personalit\u00e0 complessa ma affascinante di Pavel  Florenskij.<\/p>\n<p>Questo convegno segna anche la seconda tappa di un cammino. Un cammino che abbiamo iniziato lo scorso anno con il simposio sulla figura e l\u2019opera di Vladimir Sergej Solov\u2019\u00ebv, un cammino diretto a scoprire e a riversare in occidente l\u2019immensa ricchezza di pensiero di un manipolo di russi vissuti tra la fine del XX secolo e la prima met\u00e0 del XI accanto a Vladimir Solov \u2019\u00ebv oggi poniamo Pavel  Florenskij; ma stiamo gi\u00e0 pensando domani per esempio a Sergej Bulgakov, forse a Dostoevskij &#8230;  forse a qualcun altro.<\/p>\n<p>Uomini eccezionali, uomini problematici e anche emblematici, di frontiera, uomini che molto possono dire alla nostra cultura occidentale forse ancor troppo ancorata a schemi razionali e positivisti e poco aperta al simbolismo, all\u2019idea della sofia, alla dimensione del mistero e della bellezza, alla filosofia trinitaria. Uomini poco capiti e talora contrastati in patria,  russi s\u00ec ma non riconducibili entro schemi solo slavofili, perch\u00e9 capaci di parlare un linguaggio universale e di porsi in dialogo con la nostra cultura occidentale. Ci siamo per\u00f2 resi conto che il dialogo con l\u2019occidente di questi giganti del pensiero rischia spesso di  restare confinato entro pochi circoli intellettuali elitari. I loro nomi, le loro opere sono infatti poco conosciute e ci\u00f2 non solo tra la massa ma anche tra gli stessi credenti che vivono con impegno la propria fede.<\/p>\n<p>Eppure la loro statura \u00e8 grande anche nel cammino ecumenico di cui si possono spesso considerare  degli autentici antesignani.<\/p>\n<div id=\"attachment_377\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2003\/03\/Nesterov_Florensky_Bulgakov.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-377\" class=\"size-medium wp-image-377\" title=\"Nesterov_Florensky_Bulgakov\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2003\/03\/Nesterov_Florensky_Bulgakov-300x300.jpg\" alt=\"S.Bulgakov (a destra) con P.Florenskij (olio su tela di V.A.Nesterov 1917)\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2003\/03\/Nesterov_Florensky_Bulgakov-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2003\/03\/Nesterov_Florensky_Bulgakov-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2003\/03\/Nesterov_Florensky_Bulgakov.jpg 470w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-377\" class=\"wp-caption-text\">S.Bulgakov a destra e  P.Florenskij a sinistra (olio su tela di V.A.Nesterov 1917)<\/p><\/div>\n<p>Ci siamo perci\u00f2 fatto carico di divulgare il loro pensiero e siamo grati ai presenti per aver accolto questo invito consentendoci di aggiungere il nome di Padova anche a quello di Bergamo, di Bologna, di Milano, di Roma e di poche altre citt\u00e0 che ci hanno preceduto in iniziative analoghe.<\/p>\n<p>Certo una figura eclettica e gigantesca come quella di Pavel  Florenskij pu\u00f2 essere solo sfiorata  in un seminario di poche ore.  Per  questo abbiamo scelto volutamente la strada di approfondire solo alcune tematiche, lasciandone in ombra altre e ci\u00f2 per evitare la tentazione di un\u2019esaustivit\u00e0 che sarebbe stata solo apparente, perch\u00e9 avrebbe presto rivelato tutta la sua incapacit\u00e0 di lavorare in profondit\u00e0, di trasmettere  pochi messaggi ma di grande spessore.<\/p>\n<p>Qualcuno ci ha  anche cordialmente rimproverato, ad esempio, di aver trascurato in questo seminario la figura di Florenskij scienziato, la figura di Florenskij ingegnere proprio nell\u2019ottica che ho ricordato  poco fa, noi abbiamo privilegiato innanzitutto la conoscenza dell\u2019uomo  Florenskij &#8230;.<\/p>\n<p>&#8230;..<\/p>\n<p>&#8230;..<\/p>\n<p>Considerando la necessit\u00e0 di una scelta, certo opinabile, rispetto  all\u2019ambiziosa idea di presentare tutto Florenskij, tuttavia in linea con il metodo che lo stesso Florenskij ci suggerisce in una delle sue ultime lettere dal Lager di Solovki, quella al figlio Kirill, quella del 21 febbraio 1937 laddove si chiede:<\/p>\n<p>\u201cChe cosa ho fatto io per tutta la vita?\u201d e cos\u00ec si risponde:\u201d Ho contemplato  il mondo come un insieme, come un quadro e una realt\u00e0 unica, ma in ogni istante o, pi\u00f9 precisamente, in ogni fase della mia vita, da un determinato angolo di osservazione. Ho esaminato i rapporti universali in un certo spaccato del mondo, seguendo una determinata direzione, in un determinato piano, e ho cercato di comprendere la struttura del mondo a partire da quella sua caratteristica, di cui mi occupavo  in quella fase. I piani di questo spaccato mutano, tuttavia un piano non annulla l\u2019altro, ma lo arricchiva, cambiando: ossia con una continua dialettica del pensiero (il cambio dei piani in esame, con la costante dell\u2019orientamento verso il mondo come un insieme)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<div id=\"attachment_388\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Altissimo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-388\" class=\"size-medium wp-image-388\" title=\"Altissimo\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Altissimo-300x238.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Altissimo-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Altissimo.jpg 890w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-388\" class=\"wp-caption-text\">P.Lorenzo Altissimo, centro V. Solov&#39;ev<\/p><\/div>\n<p>Chi \u00e8 Pavel Florenskij?  Pavel Aleksandrovi\u010d Florenskij  era figlio di un ingegnere delle ferrovie. Nacque il 9 gennaio 1882 in una famiglia mista russo-armena a Evlach nell\u2019Azerbaigian, nel Caucaso.<\/p>\n<p>Dopo aver studiato matematica e filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Mosca, a 22 anni si laure\u00f2 in matematica nel 1904.  Rifiut\u00f2  una borsa di studio all\u2019universit\u00e0 per il dottorato in matematica e il 4 settembre dello stesso anno venne accolto, senza esame d\u2019ammissione, perch\u00e9 era gi\u00e0 molto bravo, all\u2019Accademia ecclesiastica che si trovava allora, come anche oggi, a Sergiev Posad villaggio presso il Monastero della Trinit\u00e0 e di S. Sergio, a circa 70 Km da Mosca. Da allora fino all\u2019arresto avvenuto nel 1933 risiedette in questa localit\u00e0 anche quando era costretto a lavorare a Mosca.<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza eccezionale e la straordinaria versatilit\u00e0 gli assicurarono nel 1907, ancor prima di aver conseguito la licenza in teologia 1908, la cattedra di professore di storia e della filosofia.<\/p>\n<p>Florenskij manterr\u00e0 questo insegnamento fino alla soppressione dell\u2019accademia  1917.<\/p>\n<p>Nel 1010 si spos\u00f2 con Anna Michajlovna Giacintova, che \u00e8 morta nel 1973 ed ebbe cinque figli.<\/p>\n<p>Il 23 aprile 1911 venne ordinato diacono e il giorno seguente sacerdote. Nel 1012 fu nominato direttore responsabile della rivista mensile dell\u2019Accademia \u201cBogoslovkij Vestnik\u201d Messaggero Teologico, in cui fino al 1937 pubblic\u00f2 veri e interessantissimi saggi filosofici, teologici e matematici miranti ad una riconciliazione tra religione e scienza, tra fede e ragione, tra ortodossia e cultura.<\/p>\n<p>Nel 1914 ottenne il dottorato in teologia presentando come dissertazione la sua Tesi di Laurea: \u201cO duchovnoj Istine\u201d,  La verit\u00e0 spirituale  nel 1912, sviluppata e approfondita, che venne pubblicata  poi con il titolo: La colonna  e il fondamento della verit\u00e0,  \u201cStolp i utver\u017edenie Istiny\u201d pubblicato nel 1914.<\/p>\n<p>Durante la rivoluzione bolscevica, poich\u00e9 l\u2019Accademia di teologia venne chiusa lavor\u00f2 all\u2019Istituto di Fisica a Mosca; quindi fu deportato in un campo di concentramento nel Turkestan. Poich\u00e9 era un matematico geniale e  un inventore, nel 1927 infatti, invent\u00f2 un olio lubrificante per macchine non  coagulante, antigelo chiamato dai bolscevichi dekanite in onore del decimo anniversario della rivoluzione sovietica. Venne liberato e nominato membro del Comitato per l\u2019edificazione della Russia sovietica Glavelektro.<\/p>\n<p>Negli anni della Nep 1921-1927,  cio\u00e8 una nuova politica economica. Insegn\u00f2 all\u2019Istituto di Studi superiori statali Tecnico-Artistici e qui la sua attivit\u00e0 fu molto intensa. Si dedic\u00f2 alle sperimentazioni didattiche, insegn\u00f2 teoria della prospettiva a Mosca, lavor\u00f2 quale ingegnere nella fabbrica Karbolit, si occup\u00f2 della teoria della relativit\u00e0 e dei quanti.<\/p>\n<p>Nel 1827 inizi\u00f2 a collaborare alla redazione dell\u2019Enciclopedia tecnica  ma nel 1921 dovette interrompere questa e anche tutte le altre attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il suo ultimo articolo su \u201cFisica al servizio della Matematica\u201d comparve nel 1932 e praticamente  fu l\u2019ultimo articolo che egli scrisse.<\/p>\n<p>Rifiut\u00f2 sempre di rinunciare alla sua fede e al suo sacerdozio. Anzi insistette a portare la sua croce pettorale di sacerdote e di indossare la talare nelle funzioni ufficiali; anche agli incontri accademici e scientifici si presentava sempre in abito talare. Alla fine era inevitabile che fosse colpito dalle purghe staliniste, naturalmente accusato di attivit\u00e0 controrivoluzionaria.<\/p>\n<p>Arrestato nel 1933 fu nuovamente deportato prima  a Solovki, un\u2019isola del mare del Nord, e poi in Siberia. L\u20198 dicembre  del 1937 in un luogo rimasto sconosciuto, presso Leningrado, all\u2019et\u00e0 di 55 anni venne fucilato. La notizia della sua morte si ebbe soltanto nel 1939.<\/p>\n<p>La  chiesa ortodossa si appresta a canonizzarlo tra i martiri del XX secolo.<\/p>\n<p>Nel 1956, dopo la morte di Stalin ebbe una riabilitazione postuma per cui alcuni dei suoi scritti vennero pubblicati non soltanto all\u2019estero ma anche nell\u2019Unione Sovietica sia nelle riviste statali sia nelle pubblicazioni del Patriarcato di Mosca.<\/p>\n<p>Florenskij fu un uomo eccezionale, oltre che scrittore fecondissimo e originale.<\/p>\n<p>Ecco come lo descrive Nikolaj Lossky : poeta simbolista, astronomo di talento, sostenitore di una concezione deocentrica del mondo, matematico eminente, autore di Finzioni nella geometria, e di una serie di studi matematici, fisico autore della Teoria dei dielettrici, un libro che fa ancora autorit\u00e0, come diceva Lossky, critico d\u2019arte, autore di numerose monografie e soprattutto di un opera sulla scultura in legno, di queste opere noi conosciamo molto poco, notevole ingegnere elettrico che occup\u00f2 uno dei posti pi\u00f9 importanti nella Commissione per l\u2019elettrificazione,   professore di pittura in  prospettiva alla scuola di Belle Arti di Mosca, musicista  dotato,  fine conoscitore e ammiratore di Johann Sebastian  Bach e della musica polifonica, di  Beethoven  e dei contemporanei, poliglotta conosceva a perfezione il greco e il latino e la maggior parte delle lingue europee come pure gli idiomi del Caucaso, dell\u2019Iran e dell\u2019India.<\/p>\n<p>E\u2019 stato per questo, pi\u00f9 volte, paragonato a Leonardo da Vinci o a  Blaise Pascal per la sua intelligenza straordinaria di grandissimo studioso in grado di unire le pi\u00f9 alte speculazioni  metafisiche quali la matematica  e l\u2019ingegneria, la  storia dell\u2019arte e la letteratura.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Vediamo un po\u2019 le opere di Florenskij.<\/p>\n<p>Come  ho gi\u00e0 detto Florenskij fu uno scrittore fecondissimo e originalissimo quindi non \u00e8 possibile neppure elencare tutte le sue opere. Ne cito alcune tra le pi\u00f9 principali, alcune delle quali sono state tradotte anche in italiano e che potete trovare nel banchetto laggi\u00f9 in fondo:<\/p>\n<p>I simboli dell\u2019infinito  oppure  I tipi di crescita , questo libro interessante perch\u00e9 \u00e8 uno studio antropologico dove Florenskij descrive sotto forma di circolo, sentite la matematica e la geometria,  la possibilit\u00e0 soggettive  in cui si scrive il destino di ogni uomo.<\/p>\n<p>Tra le opere scientifiche che toccano anche l\u2019epistemologia, la gnoseologia vanno ricordate:  La descrizione simbolica del 1922, Il numero come forma; Lo spazio, la massa e il medio.<\/p>\n<p>Molto ancora interessanti, e queste le cito solo perch\u00e9 sono solo in russo Il limite della gnoseologia,  Smysl idealizma:  Il significato dell\u2019idealismo;  anche  questo \u00e8 interessante sono Le antinomie cosmologiche di Emanuel Kant ;  Superstizione e miracolo.<\/p>\n<p>In questo articolo l\u2019autore, &#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>In italiano sono state tradotte ancora  alcune opere che vi accenno.<\/p>\n<p>Una interessantissima \u00e8 proprio un saggio sull\u2019icona Ikonostas che \u00e8 stata tradotta da Adelphi nel 1977 con \u201cLe porte regali\u201d .questo  saggio \u00e8 la prima traduzione mondiale di un testo di  Pavel Florenskij.<\/p>\n<p>Per Florenskij  l\u2019icona presuppone una metafisica dell\u2019immagine e della luce e un nesso strettissimo con la liturgia della Chiesa Orientale.  Solo con queste precomprensioni, incompatibili con la concezione della pittura dominante in Occidente dal Rinascimento in poi, si possono varcare le porte regali dell\u2019iconostasi, che \u00e8 il confine tra il mondo visibile e il mondo invisibile, luogo dove si manifesta una pittura sublime, quasi mistica in cui le cose, sono prodotti della luce.<\/p>\n<p>Ma l\u2019opera che lo ha reso famoso  rimane &#8230; &#8220;La colonna  e il fondamento della verit\u00e0&#8221;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Come ho gi\u00e0 detto questa tesi era gi\u00e0 apparsa nel 1912 con il titolo \u201cO duchovnoj Istine\u201d,  La verit\u00e0 spirituale. Il titolo \u00e8 chiaramente ispirato a S. Paolo 1 Tim 3,15.<\/p>\n<p>L\u2019opera ebbe grandissimo successo  e convert\u00ec alla fede ortodossa nel 1918 il filosofo Nikolaj Lossky. Ben  presto divenne introvabile. Nel 1929 a Berlino un gruppo di amici  di Florenskij ne cur\u00f2 una edizione fototipica in un numero limitatissimo di copie e  non commerciabili. In italiano \u00e8 stata tradotta  da Pietro Modesto per la  Rusconi editore eseguita sulla edizione  berlinese ed \u00e8 stata tradotta nel 1974.<\/p>\n<p>L\u2019opera \u00e8 scritta sotto forma di dodici lettere indirizzate a un amico, di una erudizione impressionante. Le sole note occupano 200 pagine alla fine dell\u2019opera. Questo libro sintetizza la tradizione  patristica, la scienza pi\u00f9 avanzata, le dottrine esoteriche  di tutte le epoche. Il libro \u00e8 dedicato al nome tutto puro  e profumato della Vergine e Madre.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Tutta la  sofiologia  di Florenskij di cui sentiremo parlare  in una relazione successiva.<\/p>\n<p>Baris Jacovenko,  proprio descrivendo questo libro, diceva che si trattava di una specie di confessione speculativa religiosa  degna di essere messa accanto alle confessioni di S. Agostino.  Tra le altre opere di Pavel Florenskij tradotte in italiano, le potete trovare anche nei libri esposti, ci sono: La prospettiva  rovesciata e altri scritti  pubblicata da Cangemi di Roma 1983, Lo spazio e il tempo nell\u2019arte  1995;  La qualit\u00e0 della parola, La lingua tra scienza e mito. Questo \u00e8 un testo formidabile perch\u00e9 fa vedere come la parola  non sia solo un mezzo di espressione e di comunicazione ma sia un dono che uno  riceve, proprio uno nasce con la parola,  poi \u00e8 il carisma praticamente. Uno nasce con una parola, cio\u00e8 con un dono che \u00e8 personale. E\u2019 un dono che deve fare agli altri col dono della parola. Poi il valore magico della parola.<\/p>\n<p>Insiste sulla parola Florenskij sul modo di comunicare, che non solo \u00e8 un modo di rapportarsi ma \u00e8 una conoscenza  vitale. Insiste molto su questo termine.<\/p>\n<p>Il sole della  terra, vita dello Starec Isidoro, di cui ho gi\u00e0 accennato  poi Cuore cherubico, scritti teologici  e mistici, anche questi sono molto belli, e poi il testo che stato citato gi\u00e0 Non dimenticatemi, pubblicato  di recente da Mondadori nel 2000, una raccolta di lettere che Florenskij invi\u00f2 dal lager ai familiari, alla madre, alla moglie ai 5 figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<div id=\"attachment_390\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Gajek.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-390\" class=\"size-medium wp-image-390 \" title=\"Gajek\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Gajek-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Gajek-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Gajek-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Gajek.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-390\" class=\"wp-caption-text\">Archim. dr. Serghij Gajek  (Minsk - Lubin - Roma)<\/p><\/div>\n<p>Il testo che voglio presentare alla vostra attenzione \u00e8 addirittura un elaborato comune con il dr. Alexandr Dobroier, \u00e8 un riassunto elaborato dopo un tipo di incontri a Mosca, ad Odessa e a Minsk, nell\u2019arco di un anno praticamente i problemi sono stati discussi nel contesto interconfessionale  dei cattolici  e degli ortodossi.<\/p>\n<p>Devo chiedere una scusa perch\u00e9 l\u2019italiano non sar\u00e0 troppo buono, talvolta un po\u2019 limitato, specialmente in questi brani che sono stati tradotti da noi dal russo in italiano, non avevamo sotto mano le traduzioni gi\u00e0 fatte,  esistenti. Per la pubblicazione evidentemente prenderemo quelli ma per il momento il linguaggio  non semplice di  Florenskij  o di qualche suo commentatore sar\u00e0 forse in un italiano non molto bello, per\u00f2 credo che  quello che volevamo portare alla vostra attenzione sar\u00e0 pi\u00f9 o meno comprensibile.<\/p>\n<p>Abbiamo deciso di dare il titolo a questo piccolo intervento \u201c Il senso della cultura in Pavel Florenskij\u201d nel retaggio letterario di padre Pavel Florenskij.<\/p>\n<p>Come \u00e8 gia stato detto da padre Lorenzo Altissimo, il patrimonio letterario di Pavel Florenskij \u00e8 molto ampio e multidimensionale: quello per\u00f2 che nelle sue opere \u00e8 forse il  \u00e8 pi\u00f9 prezioso  \u00e8 lo sforzo continuo di capire i problemi eterni dell\u2019esistenza umana.<\/p>\n<p>Nelle sue ricerche filosofiche e teologiche egli arriva alla riflessione, anzi una meditazione sui concetti stessi del vero,  del bene e del bello. Cio\u00e8, in fin dei conti, a riscoprire l\u2019essenza e il senso della cultura. Alle questioni di cultura, cio\u00e8 alla culturologia Pavel Florenskij dedic\u00f2, tra l\u2019altro, le opere seguenti: Ragione e dialettica  del 1914,   Culto religione e cultura  -1918,   Culto e filosofia &#8211; 1918,     Filosofia del culto -1922,    Ikonostas ,  Iconostasi, del quale ci ha  parlato padre Altissimo e poi anche un articolo specifico  Cristianesimo e cultura  &#8211; 1924<\/p>\n<p>Per poter capire perch\u00e9  padre Pavel Florenskij  si \u00e8 dedicato ad elaborare un insegnamento, proprio una dottrina della cultura, si deve ricordare che egli ha intrapreso la sua opera nel contesto delle idee comuni,  delle idee bollenti, si potrebbe dire dell\u2019intelligecija russa del primo \u2018900, cio\u00e8 del gruppo degli intellettualisti.  Infatti le questioni riguardanti: la natura e la cultura, l\u2019uomo e la tecnica la ragione ed il culto, la cultura, erano molto attuali per gli intellettuali dell\u2019epoca ed erano discusse sulle pagine dei giornali per molti anni, prima della rivoluzione, ovviamente.<\/p>\n<p>Queste questioni, questi temi erano importanti anche per Pavel Florenskij il quale partecipava in queste discussioni. Da una parte nella cultura russa si temeva una certa estetizzazione dell\u2019esperienza religiosa, cio\u00e8 di vedere l\u2019esperienza religiosa come un\u2019estetica  solo a sfavore dell\u2019ascetismo cristiano.<\/p>\n<p>Fra gli altri fu un altro teologo russo padre Florowskij che prese proprio questo atteggiamento critico accennando gli argomenti sui libri di  Florenskij  \u201cStolp i utver\u017edenie Istiny\u201d ( Colonne e fondamento della verit\u00e0) : una citazione \u201cC\u2019era tanta torbidezza qui in tutto, nella stessa esperienza religiosa, nelle idee doppie e sentimenti ambigui, nella seduzione erotica ed estetica e la teologia russa sperimentava una tentazione estetica come prima sperimentava quella moralista\u201d; ed il libro di Florenskij era uno dei sintomi pi\u00f9 chiari di questa tentazione.<\/p>\n<p>Sono le parole veramente molto forti, sembra non molto giuste per\u00f2 dimostrano un atteggiamento di questo tipo critico riguardo a Florenskij stesso. Per\u00f2 d\u2019altra parte c\u2019erano le persone come per esempio Evgenij Trubeckoj che ritenevano che la citazione:<\/p>\n<p>\u201cL\u2019ideale cristiano non si esprime nell\u2019affermazione unilaterale,  persino monofisita del principio divino. L\u2019uomo sulla terra \u00e8 chiamato ad essere collaboratore nella costruzione della casa di Dio e da questo scopo deve servire tutta la cultura umana, la scienza e l\u2019arte, addirittura l\u2019attivit\u00e0 sociale\u201d.<\/p>\n<p>Un cenno  caratteristico  della culturologia di Pavel Florenskij \u00e8 il suo modo di intendere, di capire  la relazione tra la natura e la cultura. Infatti di solito la cultura viene intesa come qualcosa secondaria aggiunta alla natura. Florenskij  invece cerca di dare uno sguardo su esse come se fossero una realt\u00e0 unica, senza  contrapporre una all\u2019altra.<\/p>\n<p>Nell\u2019opera Homo faber egli scrive: \u201cSe Dio \u00e8 centro e fonte di cultura \u00e8 per cos\u00ec dire archetipo della cultura come persona razionale, se egli \u00e8 Dio della storia, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe allora perch\u00e9 la natura, vale a dire l\u2019opera, la sua creatura \u00e8 priva delle tracce di cultura?\u201d<\/p>\n<p>E rispondendo a questa domanda Florenskij afferma che la cultura e la natura si compenetrano e mai esistono una senza l\u2019altra. Da una parte sono profondamente collegate dall\u2019altra parte non  si riducono l\u2019una all\u2019altra.<\/p>\n<p>Florenskij  scrive: \u201cL\u2019uomo portatore della cultura non crea nulla  solo  forma e trasforma gli elementi, d\u2019altronde la natura non ci si  presenta senza una forma culturale, senza la quale non fosse possibile conoscerla. E\u2019 come il cibo che deve essere digerito e  trasformato prima di diventare parte del nostro corpo\u201d.<\/p>\n<p>La sua concezione, il concetto sui generis , possiamo dire, della dialettica dell\u2019unit\u00e0 e della diversit\u00e0 della cultura e della natura si fonda sulla dottrina delle antinomie; una dottrina specifica di Florenskij.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>L\u2019ideologismo.<\/p>\n<p>Secondo Florenskij questo concetto  si caratterizza con la parzialit\u00e0 della conoscenza. Proprio per la scienza dell\u2019800, dell\u2019 illuminismo quindi con la perdita della prospettiva totale, integrale della realt\u00e0.  Questa condotta dell\u2019unilateralismo \u00e8 estremismo nella conoscenza scientifica, nella scienza anche, che divide il mondo ricco e composto in singoli elementi e lo atomizza. Florenskij pone una domanda interessante: \u201cSono molti per i quali  la natura  non \u00e8 divisa solo in elementi autonomi e slegati fra di essi? Terra, bosco, campo,  fiume, ecc. Sono molti quelli che dietro agli alberi vedono il bosco? \u201c<\/p>\n<p>Secondo padre Pavel Florenskij \u00e8 proprio a causa di questo atomismo disgregante dell\u2019anima che la vita umana perde i suoi principi, la bellezza, il bene, l\u2019utile.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una brevissima caratteristica dell\u2019ideologismo.<\/p>\n<p>L\u2019economismo<\/p>\n<p>L\u2019economismo secondo Florenskij  \u00e8 una dottrina sorta nella met\u00e0 dell\u2019800, sotto influsso del sviluppo rapido della tecnica accompagnato con la degradazione e devalutazione della persona umana a favore delle masse e dei bisogni economici delle masse. Questo concetto della cultura implica il fatto che l\u2019uomo non \u00e8 capace di sovrastare ai frutti del suo lavoro.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>Secondo il nostro autore Florenskij la crisi della cultura \u00e8 connessa con il razionalismo ed il materialismo.<\/p>\n<p>La cultura pu\u00f2 rinascere solo sulla base religiosa anche se la cultura occidentale si trasform\u00f2 nella civilizzazione  \u00e8 incapace di una trasfigurazione consecutiva. La cultura russa mantenne una certa prospettiva connessa con la religione ortodossa malgrado il razionalismo occidentale che l\u2019aveva contagiata.<\/p>\n<p>Come si vede Pavel Florenskij  non si ferma sulle questioni di culturologia ma egli pone le fondamenta della teologia della cultura. Questa fu la domanda importante per la Russia dell\u2019inizio del secolo XX, \u00e8 la domanda sul senso della cultura; questa domanda rimane attuale  anche oggi.<\/p>\n<p>Ecco volevo dire all\u2019inizio anche che presentiamo questo  breve testo nel contesto del titolo del tema del nostro convegno, del nostro seminario circa l\u2019attualit\u00e0 del messaggio di P. Florenskij,  anche per questo abbiamo scelto proprio il tema della cultura.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>La prospettiva escatologica del pensiero russo dell\u2019epoca portava i cenni dell\u2019estremo scetticismo ascetico che si ispirava alle parole si S. Giovanni evangelista, nella sua prima lettera: \u201c Non amate n\u00e9 il mondo n\u00e9 le cose del mondo\u201d. Questo fu l\u2019atteggiamento di questo  scetticismo ascetico che dominava per un certo periodo almeno in certi circoli intellettuali.<\/p>\n<p>Questo atteggiamento veniva dalla convinzione che prima o dopo ci\u00f2 che \u00e8 cultura, l\u2019opera umana,  sarebbe finito nel fuoco dell\u2019inferno. Il ben noto teologo russo di Parigi, addirittura francofono Pavel Evdokimov  commenta questo atteggiamento cos\u00ec:<\/p>\n<p>La cultura intesa cos\u00ec, sia dal punto di vista classico come quello romantico, si oppone all\u2019escatologia ed all\u2019apocalisse, essendo scandalizzata per il fatto della morte, la cultura combatte l\u2019ultimo fine, tende per\u00f2 a rimanere nella storia. D\u2019altra parte un certo iperescatologismo facendo un salto verso la fine dei tempi, sopra la storia, rifiuta qualsiasi valore della storia ed impedisce l\u2019incarnazione, disincarna la storia. L\u2019atteggiamento cristiano non \u00e8 mai una negazione sia escatologica, sia ascetica. L\u2019atteggiamento cristiano \u00e8 invece un\u2019affermazione escatologica. Questo \u00e8 un commento di Pavel Evdokimov  del pensiero di Florenskij. Lo stesso Pavel Evdokimov descrive il destino escatologico dell\u2019arte e della cultura umana in genere nella sua visione profetica della fine dei tempi. Il linguaggio simbolico dell\u2019Apocalisse parla della Gerusalemme nuova come del luogo dove porteranno gloria e onore dei popoli, quindi  non entreranno l\u00ec a mani vuote. Si pu\u00f2 pensare che tutto  entrer\u00e0 nel Regno di Dio, tutto ci\u00f2 che avvicina lo spirito umano alla verit\u00e0, tutto ci\u00f2 che \u00e8 espresso dallo stesso spirito nell\u2019arte \u00e8 considerato vero, tutto ci\u00f2 che \u00e8 frutto del suo genio entrer\u00e0 nel regno di Dio unendosi alla sua vera realt\u00e0 come l\u2019impronta esatta aderisce al suo originale.<\/p>\n<p>La maestosa bellezza delle cime coperte dalla neve, la tenerezza del mare e l\u2019oro dei campi di cereali diventer\u00e0 linguaggio perfetto del quale ci dice spesso la Bibbia.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>In questa prospettiva escatologica della realizzazione, del compimento della cultura umana appaiono due sue funzioni importanti: teurgica ed iconica, cio\u00e8 le funzioni della cultura teurgica ed iconica, cio\u00e8 essere un segno essere simbolo di quello che proviene dall\u2019altra dimensione.<\/p>\n<p>Pavel Florenskij, in sintonia con la concezione ortodossa della cultura, espressamente sottolinea le origini liturgiche della cultura, la sua genesi cultuale. Egli chiama una cultura vera solamente quella che \u00e8 cosciente della propria genealogia celtica o cultuale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il punto di partenza per lui \u00e8 il collegamento tra la cultura ed il culto.<\/p>\n<p>Il culto viene trattato da lui come tutta l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo, una specie tra le altre della sua attivit\u00e0 culturale. Tutta la cultura umana \u00e8 penetrata dal concetto della bellezza. Tutta la creatura di Dio \u00e8 bella. Questo concetto contiene una nozione di armonia, perfezione, purezza e nel cristianesimo anche il bene. Infatti la divisione tra l\u2019etica e l\u2019estetica \u00e8 un fatto dei tempi moderni, quando la cultura \u00e8 gi\u00e0 stata secolarizzata ed \u00e8 gi\u00e0 stata persa l\u2019integralit\u00e0 della concezione cristiana del mondo.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>La frase ben conosciuta di F\u00ebdor Dostoevskij \u201cla bellezza salver\u00e0 il mondo\u201d non \u00e8 solamente una metafora, \u00e8 una intuizione precisa \u00e8 profonda del cristianesimo che, attraverso millenni della tradizione ortodossa, cercava questa bellezza. Proprio la tradizione del cristianesimo orientale percepisce il bello come uno degli argomenti che Dio esiste.<\/p>\n<p>Secondo la famosa leggenda, il principe S. Vladimiro scelse il rito orientale proprio grazie alla testimonianza dei suoi inviati che gli riferirono la bellezza della liturgia della \u201caghia Sofia\u201d   a Costantinopoli.<\/p>\n<p>Per i cristiani la bellezza non ha un valore assoluto  senza essere immagine, segno, causa e una delle vie che conducono a Dio. In questa maniera Pavel Florenskij rifiuta sia l\u2019ideologismo che l\u2019economismo e sviluppa il concetto sacrale della cultura: questo concetto sacrale della cultura significa una ricerca nella storia di ci\u00f2  che oltrepassa la storia e conduce fuori delle sue frontiere.<\/p>\n<p>Nelle sue opere  Florenskij molte volte ripete che diverse forme dell\u2019attivit\u00e0 umana vanno subordinate all\u2019attivit\u00e0 religiosa cultuale la quale da parte sua acquista un significato originario.<\/p>\n<p>La cultura in questa prospettiva diventa un segno, un dito che punta sul Regno di Dio attraverso questo mondo.<\/p>\n<p>\u201cSub specie \u00e6ternitatis\u201d : nella liturgia perenne del secolo futuro l\u2019uomo canter\u00e0 gloria al suo Signore mediante tutti gli elementi della cultura che saranno irrevocabilmente purificati, ma anche adesso sul nostro livello i membri della comunit\u00e0 cristiana scienziati, artisti partecipando nel sacerdozio comune svolgono la loro liturgia laddove Cristo \u00e8 presente nella misura in quanto trasparenti sono i vasi che lo ricevono.<\/p>\n<p>Sono simili agli iconografi dipingendo con l\u2019aiuto della materia e luce di questo mondo i segni che disegnano lo schizzo misterioso del Regno. Invece l\u2019arte che ha abbandonato il sacrum si \u00e8 spogliata dal suo ruolo teofanico svolgendo il compito del collegamento dell\u2019uomo con il mondo dell\u2019aldil\u00e0 il culto, il cuore, il centro, il fiore della cultura.<\/p>\n<p>La manifestazione suprema, si pu\u00f2 dire l\u2019apoteosi dell\u2019attivit\u00e0 cultuale secondo Pavel Florenskij \u00e8 l\u2019arte della teurgia e l\u2019iconografia. Allora tutta la spirituale creativit\u00e0 umana trova la sua sorgente e vertice qua.<\/p>\n<p>Florenskij scrive: Tutte le belle arti sono anelli  della catena dell\u2019arte pi\u00f9 creativa e pi\u00f9 seria della teurgia, essa \u00e8 il compito pi\u00f9 importante della vita umana, il compito di trasformare la realt\u00e0  il senso e la sorgente  della vita, il cuore di tutta l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Il valore pi\u00f9 grande dell\u2019iconografia consiste nella possibilit\u00e0 di raccogliere insieme, di unire ci\u00f2 che \u00e8 eterno e temporale; incarnare l\u2019incorruttibile in ci\u00f2 che subisce morte e passa. L\u2019iconografia permette di toccare il divino e infonde la luce nella vita umana.<\/p>\n<p>Secondo il concetto sacrale della cultura essa, l\u2019iconografia, aiuta l\u2019uomo a percepirsi come immagine di Dio. questo per s\u00e9 \u00e8 una prova dell\u2019esistenza di Dio. Florenskij scrive: Se esiste la trinit\u00e0 di Rublev, l\u2019icona della trinit\u00e0 di Rublev, esiste pure Dio.<\/p>\n<p>E\u2019 un esempio magnifico del suo modo di pensare. Cos\u00ec egli propone una tesi sul carattere sovrannaturale dell\u2019arte cultuale, sacralizza le sue opere, attribuisce ad esse propriet\u00e0 sovrannaturali, grazie alle quali possano mediare tra l\u2019uomo e il mondo, possono essere sorgente della cultura.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>Avendo presentato questo breve testo voglio ancora osservare che esiste una difficolt\u00e0 oggettiva quando poniamo la domanda del senso e sul senso della cultura in Pavel Florenskij. Questa difficolt\u00e0 proviene dal fatto che non ha creato un concetto integrale, monolitico della cultura. Praticamente in ogni articolo, in ogni pubblicazione scopriamo qualche altro aspetto, cerchiamo poi di trovare un legame. Per\u00f2 questo che ho presentato \u00e8 solo un tentativo di trovare una chiave per capire un po\u2019 meglio il senso della cultura in Florenskij e sottolineare l\u2019importanza di questa concezione della cultura anche oggi nel nostro spazio postsovietico, cio\u00e8 lo spazio dove nella libert\u00e0 pu\u00f2 rinascere grande tradizione russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<div id=\"attachment_391\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Opie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-391\" class=\"size-medium wp-image-391 \" title=\"Opie\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Opie-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Opie-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Opie-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Opie.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-391\" class=\"wp-caption-text\">Prof. John Lindsay Opie     -    Universit\u00e0 di Roma<\/p><\/div>\n<p>L\u2019esperienza diretta del simbolo in Pavel Florenskij fu precoce. Egli racconta, nelle memorie dell\u2019infanzia nel Caucaso, le sue prime intuizioni di un mondo formalmente perfetto e completamente efficace che agiva dietro allo sfumato e al tremolio delle apparenze visibili e le lega insieme.<\/p>\n<p>Il giovane Pavel fu fatalmente attratto dal mondo invisibile come in una fiaba e al suo annuncio poteva cadere quasi in trance. In tali momenti il bambino percepiva l\u2019universo o oggetti individuali in esso come simboli, in quanto il simbolo propriamente detto costituisca un anello di congiunzione tra questo mondo e quello, sia una consistenza materiale che rivela la propria dipendenza da un archetipo assoluto.<\/p>\n<p>L\u2019anelito delle idee sovrarazionali  e immutevoli insieme al sospetto che possano essere inerenti alla struttura dell\u2019universo e l\u2019anima umana \u00e8 un dato fondamentale del romanticismo ottocentesco, \u00e8 la versione seria dell\u2019esotismo romantico, la reazione alla riduzione immortale della linfa spirituale ai livelli razionale e materiale in conseguenza all\u2019illuminismo quale culmine della rivoluzione scientifica tardorinascimentale.<\/p>\n<p>Talvolta comunque la nostalgia generale risult\u00f2 nella riscoperta  personale e autentica degli archetipi  formanti della metafisica tradizionale, tale fu il caso inceppato e incostante del poeta inglese William Bligh, semiconsapevole in quello di Radi\u0161\u010dev grande critico, discorsivo e scientifico di Goethe, visionario ma perfettamente oggettivo nelle celebri apprensioni della Sofia di Vladimir Solov\u2019\u00ebv ; mi riferisco, ben inteso,  alle tre poesie di Sofia, ai tre incontri di Solov\u2019\u00ebv.<\/p>\n<p>Invero fu la qualit\u00e0 oggettiva inevitabile dei tre incontri di Solov\u2019\u00ebv con la Sofia che pi\u00f9 tardi spiega la direzione della poesia e della critica del movimento letterario russo intitolato  al simbolismo, cos\u00ec diversa dalla soggettivit\u00e0 programmata della contropartita europea contemporanea. Fu anche l\u2019aspetto che consent\u00ec  ai cosiddetti sostenitori di Solov\u2019\u00ebv il ritorno alla chiesa ortodossa anche se il maestro non pu\u00f2 annoverarsi tra i pensatori della Chiesa.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Gli scritti di Pavel Florenskij, in seguito alla rivoluzione di ottobre, implicano tutti un\u2019ortodossia integra sostenuta, peraltro,  da una salda metafisica tradizionale ma consenziente alla libera elaborazione scientifica e poetica. La realt\u00e0 simbolica, o meglio la realt\u00e0 come simbolo, fu rivelata allora a Pavel Florenskij  gi\u00e0 nell\u2019infanzia, fu confermata in seguito, da ci\u00f2  che era pi\u00f9 fresco e irrefutabile in Solov\u2019\u00ebv, \u00e8 infine incasellata, per cos\u00ec dire,  dalla rivelazione cristiana che la spiega e la completa.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 si esplica su due piani collegati insieme dal simbolo l\u2019uno materiale, l\u2019altro invisibile, l\u2019uno complesso e transeunte, l\u2019altro semplice, perfetto e perdurante. Tale \u00e8 la costituzione del cosmos, tale \u00e8 anche l\u2019esperienza umana in ci\u00f2 che ha di pi\u00f9 autentico e veridico. Ecco la testimonianza di tutte le religioni, dalla preistoria fino a oggi, e anche della riflessione intellettuale pi\u00f9 tipica e consistente fino al rinascimento europeo compresi i suoi antecedenti. Come  scrive  Florenskij  in proposito di quel simbolo cos\u00ec ricco e vario, cos\u00ec squisitamente cristiano che \u00e8 l\u2019icona. Cito: \u201cNei metodi della pittura di icone che scendono dall\u2019antichit\u00e0 pi\u00f9 remota chiaramente mi appaiono i fondamenti della metafisica e della gnoseologia universalmente umana,  quel modo naturale di vedere e di capire il mondo cos\u00ec diverso da quello artificioso occidentale che ha ispirato i metodi dell\u2019arte occidentale\u201d, vale a dire, aggiungo io,  del rinascimento,  o si pu\u00f2 dire dal rinascimento in poi.<\/p>\n<p>Essendo il simbolo la chiave per la comprensione della realt\u00e0 umana, quella interiore  \u00e8 chiaro che le riflessioni sul simbolo o sui simboli, sono sparse un po\u2019 ovunque  negli scritti di Pavel Florenskij progett\u00f2, ma certo non mai realizz\u00f2, un vasto dizionario universale dei simboli, un cosiddetto Symbolario il cui conspectus fu scritto tra il 1920 e il 1030. Quest\u2019illustrazione del progetto fu tradotta e pubblicata da El\u00e9mire Zolla nel suo giornale Conoscenza Religiosa n.2 del 1987, richiama  la vostra attenzione a questi rari scritti di Florenskij  cos\u00ec importanti e quasi riposti e grazie a Zolla furono conosciuti in un epoca cos\u00ec relativamente remota. Il punto di partenza del dizionario dei simboli sarebbe stato, avrebbe dovuto essere l\u2019ideografia, vale a dire l\u2019espressione di concetti medianti immagini anzich\u00e9, ben inteso, i nostri soliti mezzi fonetici.<\/p>\n<p>L\u2019ideografia secondo  Florenskij  dalle prime evidenze fino ad oggi, rispetto ai suoi principi \u00e8 fondamentalmente identica; costituisce cito ancora: \u201cIn un certo senso la lingua universale dell\u2019umanit\u00e0, la struttura dell\u2019ideografia \u00e8 numerica e geometrica come in Platone le forme regolari geometriche forniscono il passaggio dalla confusione pletorica delle apparenze alle idee indefettibili e invisibili.<\/p>\n<p>La seconda sezione del Symbolario, per esempio, \u00e8 dedicata alla linea verticale e contiene sette sottosezioni, dalla linea verticale singola fino alla piramide e al cono e cos\u00ec di questo passo, per ben 18 sezioni della proposta, presentate da Florenskij che conclude con la sfera con l\u2019uovo e la voluta.<\/p>\n<p>Volgendo la nostra attenzione pi\u00f9 specificatamente all\u2019icona, anche in questo caso, le considerazioni di padre Pavel Florenskij sono molte e sparse in diversi lavori; di particolare importanza sono certe sezioni del capolavoro prerivoluzionario La colonna e il fondamento della verit\u00e0, uscito nel 1914, l\u2019edizione italiana, ricordo ancora una volta di Pietro Modesto la cui versione comunque \u00e8 stata non soltanto presentata in uno smagliante introduzione da El\u00e9mire Zolla ma corretta  superbamente, se posso dire,  limata dallo stesso.<\/p>\n<p>E qualche breve saggio  come, cito, Le icone della preghiera personale di S. Sergio di Radone\u017e.<\/p>\n<p>Il sacro fondatore, ricordo, del monastero della Trinit\u00e0 di S. Sergio, vicino a Mosca, centro, lo \u00e8 ancora,  della vita monastica, spirituale russa.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, comunque, \u00e8 dissimile alle riflessioni sul simbolo abbiamo un trattato sull\u2019icona che \u00e8 ampio, coerente e completo. Mi riferisco, ben inteso, all\u2019ormai celebre Ikonostas,   vuol dire iconostasi, in italiano, tradotto anche da E. Zolla nel 1977 per Adelphi e uscito successivamente in un numero straordinario di edizioni fino ad oggi. Pi\u00f9 che edizioni sono ristampe, mi sembra dodicesima o quattordicesima edizione.<\/p>\n<p>Zolla scelse di alterare il titolo del saggio, dall\u2019originale Iconostasi in quello di Le porte regali, riferendosi all\u2019ingresso centrale e principale dell\u2019iconostasi chiuso da porte che si chiamano appunto regali, nell\u2019usanza russa ma non in quella greca, esse, le porte regali,  ammettono al santuario e direttamente all\u2019altare.<\/p>\n<p>Questo saggio fu scritto nel 1921-22 a Sergiev Posad, allora chiamato Zagorosk, il cognome di un noto rivoluzionario, particolarmente sanguinario, il villaggio che accoglie il monastero della Trinit\u00e0 e di S. Sergio, gi\u00e0 menzionato, dove padre Pavel, chiamiamolo cos\u00ec secondo l\u2019usanza dei sacerdoti ortodossi, si occupava dello studio delle icone appartenenti alla collezione importante del monastero.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Leggendo  Ikonostas o Le porte regali \u00e8 bene ricordare  queste circostanze e queste intenzioni che incidono sulla comprensione del trattato fortunato nel suo insieme. Altra circostanza,  molto importante \u00e8 che Ikonostas non fu mai pubblicato durante la vita di padre Pavel, usc\u00ec soltanto nel 1972  sull\u2019 annuario  del patriarcato di Mosca consacrato a studi teologici ma in una versione che risult\u00f2 incompleta.<\/p>\n<p>Nel frattempo una versione rozzamente abbreviata di, intitolata Icona era apparsa in russo sul Messaggero del Patriarcato moscovita, stampato a Parigi.<\/p>\n<p>Fu  la prima volta, se ben in forma drasticamente decurtata, che si poteva prendere conoscenza del trattato di padre Pavel, siamo nel 1969, da essa, da questo saggio intitolato Icona, non Ikonostas, da questa abbreviata versione furono tratte traduzioni in francese, in italiano da Zolla e in inglese da me stesso. Finalmente nel 1977, come gi\u00e0 detto, vide la luce la prima traduzione di  Ikonostas. Quella di Zolla in italiano, seguita nel 1981  da una traduzione polacca e nel 1985  da una ristampa importante, quasi ufficiale,  in russo a Parigi.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Solo nel 1988 usc\u00ec finalmente e in lingua tedesca la prima versione integra di questa celebre, fondamentale saggio di padre Pavel seguita da una traduzione in  francese ed eventualmente da versioni russe, una delle quali brillantemente annotata.<\/p>\n<p>Dal 1988 fino ad oggi sono trascorsi ben 14 anni e da allora la versione italiana originale di Zolla continua ad essere ristampata nella forma incompleta  e con gli errori originali, non corretta.<\/p>\n<p>Non voglio muovere un \u201dj\u2019accuse\u201d contro l\u2019amico Roberto Calasso ma la verit\u00e0 \u00e8 questa.<\/p>\n<p>Questo malgrado il grande interesse sempre mostrato in Italia ai testi di padre Pavel Florenskij, in generale, \u00e8 l\u2019importanza da non esagerare in specie di Ikonostas, nonch\u00e9 al fatto che grazie a El\u00e9mire Zolla Florenskij fu introdotto ai lettori occidentale per prima  in Italia. Una nuova edizione completa, cio\u00e8 con tutti i passi mancanti , compresi gli errori di traduzione corretti, \u00e8 stata proposta all\u2019Istituto Benincasa di Napoli, hanno acquistato anche i diritti d\u2019Autore dagli eredi di  Florenskij , io dovevo dirigere questo progetto ma sembra che sia andato a monte. Dico queste cose a voi nella speranza di qualche consiglio, se non di complicit\u00e0, questo \u00e8 il pi\u00f9 importante trattato mai scritto, almeno nei tempi moderni, riguardante l\u2019icona e le sue implicazioni a tutti i livelli, ed \u00e8 non solo un peccato, cerco una parola per non dire \u00e8 una falsificazione di un testo di fondamentale importanza.<\/p>\n<p>Cosa si pu\u00f2 fare per far uscire una versione completa senza offendere n\u00e9 l\u2019editore n\u00e9 il traduttore? Forse avete qualche suggerimento da fare.<\/p>\n<p>Mi dispiace perdere tanto tempo su queste questioni testuali ma nei riguardi di un testo, cos\u00ec ricco e cos\u00ec importante dell\u2019 Ikonostas, la prima cosa \u00e8 di essere consapevoli di ci\u00f2 che si legge; tutto quel che si legge nell\u2019italiano, nelle varie versioni o \u00e8 incompleto o \u00e8 falso, in qualche modo.<\/p>\n<p>Questi travagliati problemi riguardanti il testo di Ikonostas non finiscono purtroppo qua, come vedremo tra poco,  tutti i successori di Solov \u2019\u00ebv  si occuparono dell\u2019icona in un modo o in un altro. Il ruolo giocato dallo stesso Solov \u2019\u00ebv  nella rivalutazione e comprensione dell\u2019icona tradizionale \u00e8 ancora da studiare. Dei suoi successori i tre saggi del principe E. Trubeckoj, usciti nel 1915-17,  sono i pi\u00f9 conosciuti. Esistono anch\u2019essi in italiano, in pi\u00f9 di una traduzione sfortunatamente dico, forse, perch\u00e9 questi saggi sono viziati dall\u2019impressionismo romantico, rappresentano l\u2019approccio, una specie di alto  giornalismo.<\/p>\n<p>Dopo Trubeckoj gli scritti pi\u00f9 fortunati sull\u2019icona della scuola  di  Solov \u2019\u00ebv, ben inteso, sono quelli  del grande amico di Pavel Florenskij  Sergej Bulgakov. Ricordate tutti, sono sicuro, il famoso doppio ritratto del pittore Nesterov  di Florenskij e Bulgakov che avanzano conversando, gesticolando l\u2019uno all\u2019altro; Florenskij era allora gi\u00e0 prete, Bulgakov non ancora.<\/p>\n<p>Padre Sergej Bulgakov scrisse un intero libro sull\u2019icona intitolato L\u2019icona e la sua venerazione  nel 1930 e i suoi pensieri furono in seguito riepilogati nell\u2019opera popolarissima intitolata L\u2019ortodossia uscita in molte lingue. Questi lavori comprendono parecchie speculazioni personali, indipendenti alcune inaccettabili dal punto di vista del pensiero tradizionale ortodosso.<\/p>\n<p>Altrimenti  le considerazioni basilari di Bulgakov sono prese in prestito quasi interamente da   Florenskij eccettuati gli errori, ben inteso, e gli adattamenti dell\u2019autore ansioso di aggiungere l\u2019icona  allo schema delle sue idee preferite.<\/p>\n<p>Questa constatazione apre la  possibilit\u00e0 che il saggio florenskijano del 1922 non fosse soltanto conosciuto dagli amici ma che una copia o versione fosse portata all\u2019estero nello stesso anno o nel seguente allorch\u00e9 Bulgakov part\u00ec in esilio.<\/p>\n<p>Se questa derivazione, chiamiamola tale, non \u00e8 stata ancora notata si deve al fatto che le idee fondamentali di  Florenskij sull\u2019icona non furono conosciute prima della pubblicazione  di Icon, quella versione abbreviata e tagliata del 1969,  mentre quelle di Bulgakov  furono ampiamente diffuse ben quarant\u2019anni prima.<\/p>\n<p>Dei tre Trubeckoj, Bulgakov e Florenskij fu solo Pavel  Florenskij, colui che rimase indietro, che forn\u00ec una considerazione dell\u2019icona metafisicamente precisa e completa e nel contempo personale e impeccabilmente tradizionale.<\/p>\n<p>Padre Pavel  propone l\u2019icona quale forma sacramentale che manifesta un prototipo rivelato. Non \u00e8 il risultato, salvo nel senso secondario, dell\u2019immaginazione artistica o dell\u2019impulso teurgico, termine di moda presso  Solov \u2019\u00ebv  e  i successori.<\/p>\n<p>Similmente l\u2019icona \u00e8 un oggetto teleologico, non teologico ma teleologico, totalmente significante e libero dall\u2019associazionismo letterario  di  Trubeckoj.  Non fu per niente che Florenskij anticip\u00f2 gli strutturalisti e semiotici recenti che trattano l\u2019icona e gli altri aspetti del culto ortodosso come insiemi oggettivamente necessari e interdipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<div id=\"attachment_392\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Cioffari.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-392\" class=\"size-medium wp-image-392\" title=\"Cioffari\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Cioffari-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Cioffari-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Cioffari-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2002\/04\/Cioffari.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-392\" class=\"wp-caption-text\">Prof. P. Gerardo Cioffari   -       Istituto Ecumenico &quot;San Nicola&quot; di Bari<\/p><\/div>\n<p>La tematica che affrontiamo adesso \u00e8 quella teologica e tocca due temi che apparentemente sono staccati l\u2019uno dall\u2019altro ma, come vedremo,  sono strettamente connessi quella della sofiologia e quella del rapporto tra le Chiese, l\u2019ecumenismo, una parola che in realt\u00e0 non torna tra le opere di Florenskij e per\u00f2 lo prendiamo nel senso di approccio al problema dell\u2019unificazione delle Chiese, che \u00e8 abbastanza presente in queste opere.<\/p>\n<p>Per semplificare cercher\u00f2 di non riferire tutte le fonti a cui far riferimento ma alle principali, quelle che hanno lasciato un\u2019impronta pi\u00f9 forte sul suo pensiero e che ci servono come chiave per capire come mai ha degli atteggiamenti che sembrano contraddittori, un po\u2019 come la sua dottrina gi\u00e0 richiamata prima delle antinomie. In realt\u00e0 Florenskij subisce influssi di carattere molto, molto diverso per cui anche l\u00ec si pu\u00f2 parlare di una certa frammentariet\u00e0  e poi in senso positivo o di una sintesi della teologia russa.<\/p>\n<p>I tre che maggiormente hanno influito sul suo pensiero sono A. S.  Chomjakov,  capo dello slavofilismo, morto nel 1860 \u00e8 colui che ha rivoluzionato l\u2019ecclesiologia russa, ma oggi diciamo tutta quella ortodossa, perch\u00e9 su questo punto della sobornost, di questa conciliarit\u00e0, di questa unanimit\u00e0  di questo popolo di Dio \u00e8 entrato anche nella teologia greca ed \u00e8 l\u2019unico punto  della teologia russa che \u00e8 penetrato in tutta l\u2019ortodossia.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8  Filarete  Glasgov che \u00e8 il grande gerarca, colui che nell\u2019800 \u00e8 stato il punto di riferimento per tutti gli scrittori con pochissime eccezioni, la principale delle quali \u00e8 Leone Tolstoi  il quale nei suoi scritti teologici si scaglia violentemente contro la Chiesa ortodossa<\/p>\n<p>e ovviamente, dato che il principale rappresentante era proprio Filarete Glasgov, anche Filarete  subisce l\u2019attacco che in realt\u00e0 \u00e8 l\u2019unico perch\u00e9 tutti gli scrittori di qualsiasi corrente parlano di Filarete Glasgov che \u00e8 stato canonizzato alcuni anni fa, come colui che \u00e8 al di sopra di ogni sospetto ed \u00e8 un riferimento ecumenico per tutti gli ecumenisti cattolici e ortodossi.<\/p>\n<p>Il terzo \u00e8 Vladimir Solov\u2019\u00ebv il quale ha una posizione unica nel pensiero russo considerato il pi\u00f9 grande filosofo russo  in assoluto, per\u00f2 molto tirato per le maniche sia dai cattolici che dagli ortodossi; resta il fatto che \u00e8 la fonte delle intuizioni pi\u00f9 importanti sia della filosofia che della teologia russa, ma personaggio estremamente scomodo sia per i cattolici  che per gli ortodossi perch\u00e9 era fortemente convinto, pur accettando il primato romano e tutti i dogmi cattolici, che la Chiesa gi\u00e0 fosse una. Quindi nessuna differenza tra cattolici e ortodossi. Questa sar\u00e0 una posizione con qualche sfumatura diversa di Sergej Bulgakov il quale per\u00f2 riconoscer\u00e0 questa divisione canonica riconoscendo l\u2019unit\u00e0 gi\u00e0 esistente delle Chiese al livello mistico \u2013 sacramentale.<\/p>\n<p>Quindi tre personaggi.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Filarete Glasgov  \u00e8  il grande gerarca che ha un\u2019impostazione totalmente diversa non si ispira ad una filosofia della storia dei principi aspramente criticati da El\u00e9mire Zolla che \u00e8 stato appena pi\u00f9 volte citato che  accusa appunto Chomjakov di questo balletto della storia, cio\u00e8 i pensatori russi hanno una certa tendenza a giocare con la storia, a trovare delle linee conduttrici quasi sempre ovviamente a vantaggio della posizione ortodossa e questa \u00e8 l\u2019accusa appunto di balletto della storia. Ora forse l\u2019espressione \u00e8 forte, ma non si pu\u00f2 negare che la posizione chomjacoviana sia abbastanza eccessiva.<\/p>\n<p>Quella di Filarete Glasgov  invece non parte da questo \u201cballetto della storia\u201d ma parte dalla liturgia. Ora Filarete Glasgov che cosa dice? Che il criterio per giudicare della ecclesialit\u00e0 di una comunit\u00e0 o di una confessione religiosa \u00e8 il modo di recepire una conversione.<\/p>\n<p>Ora nella Chiesa russa non c\u2019\u00e8 mai stato se non nel periodo 1611 &#8211; 1620 quando i polacchi hanno invaso la Russia e hanno massacrato migliaia e migliaia di monaci, infatti io ho fatto cinquanta voci di santi della Enciclopedia Ortodossa e la maggior parte dei santi russi sono stati uccisi dai Polacchi nel 1611, quindi la maggior parte, moltissimi di questi monaci. Quindi, fu soltanto dopo questo periodo drammatico di massacri che il Patriarca Filarete, che era il padre dello Zar, neg\u00f2 che un cattolico potesse convertirsi senza il battesimo e quindi per circa 10 anni in Russia si \u00e8 ribattezzato, ma \u00e8 stato, come ho detto, un\u2019eccezione puramente di dispetto, di vendetta storica nei confronti dei Polacchi; mentre per tutto il resto non solo nei rituali russi non si contempla la ripetizione del Battesimo ma neppure della Cresima. E addirittura adesso leggevo che lo stesso Florenskij, questo mi \u00e8 arrivato appena ieri, (Florenskij  \u00e8 tra gli autori pi\u00f9 tradotti in italiano, che viene pubblicato continuamente, a getto continuo e escono, fortunatamente alcuni nipoti sono ancora vivi e quindi si \u00e8 creato un archivio Florenskij  che pubblica tutto ci\u00f2 che ha scritto e tutta  la corrispondenza con Bulgakov) e proprio mentre leggiucchiavo proprio in quest\u2019istante, che nel ricevere una donna cattolica  all\u2019ortodossia  Florenskij non le ha chiesto nulla, ha soltanto detto da adesso in poi sei nella comunit\u00e0 ortodossa.<\/p>\n<p>Cio\u00e8 i  russi non chiedono ai cattolici se non una rinuncia a voce del primato romano, il resto non viene affatto calcolato come impedimento dell\u2019unione alla Chiesa. Ora finalmente Glasgov parte da questa  irripetibilit\u00e0 del battesimo dei cattolici, quindi validit\u00e0 dei sacramenti, e non pu\u00f2 essere una validit\u00e0 puramente esteriore, ma deve avere un effetto di grazia, quindi la grazia, quindi la chiesa di Roma \u00e8 chiesa  a tutti gli effetti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un celebre testo  le conversazioni tra uno convinto e uno che cerca sull\u2019ortodossia  della Chiesa orientale  che \u00e8 la magna carta dell\u2019ecumenismo russo, in cui si dice io non mi sento di chiamare falsa nessuna Chiesa che prega Ges\u00f9 Cristo. E quindi si pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno puri, pi\u00f9 o meno con condizionamenti storici per\u00f2 non possiamo giudicare un&#8217;altra Chiesa  della sua vicinanza allo Spirito di Dio, perch\u00e9 \u00e8 soltanto Dio che sa fino a che punto siamo vicini. Quindi Chomjakov da una parte nega totalmente l\u2019ecclesialit\u00e0 della Chiesa di Roma perch\u00e9 la Chiesa di Roma \u00e8 uno Stato e semplicemente uno Stato.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Mentre noi vedremo che, nonostante l\u2019influsso forte di Chomjakov, in Florenskij  non si usa mai la parola confessione o comunit\u00e0 ma sempre la chiesa cattolica. Quindi  questo ci fa capire come l\u2019influsso arriva ma arriva soprattutto nel linguaggio, un linguaggio violento, un linguaggio aspro su questo fatto della poca spiritualit\u00e0 nella chiesa di Roma mentre c\u2019\u00e8 troppa organizzazione ecclesiastica e poca spontaneit\u00e0 e interiorit\u00e0 per\u00f2 nel contenuto si rif\u00e0 a Filarete Glasgov .<\/p>\n<p>Per quanto riguarda Solov\u2019\u00ebv  \u00e8 bene ricordare che forse \u00e8 stato uno dei primi ad essere letto da Florenskij, fu quando Florenskij aveva una crisi religiosa, quand\u2019era giovane, durante gli anni del Liceo quindi una specie di ateismo  che lo pervadeva nel senso ateismo ma spirituale, un po\u2019 come quello di Leone Tolstoi.  Leggendo Tolstoi negava tutto del cristianesimo, negava la Risurrezione, negava la divinit\u00e0 di Cristo. Come sapete Tolstoi,  dato che scriveva al tempo degli Zar, tutte le sue opere teologiche sono sette o otto, non sono state pubblicate in Russia  ma in Inghilterra. Per\u00f2 sono opere pi\u00f9 o meno teologiche con una costante: il rigetto del cristianesimo ecclesiastico; e quindi c\u2019\u00e8 un libro intero, per esempio, di critica alla teologia di Macario, che viene criticata anche da Florenskij e le altre teologie ortodosse, mentre secondo lui il centro del cristianesimo \u00e8 la non  resistenza al male per nessun motivo. Ora dato che commentando il sesto  comandamento, cio\u00e8 non uccidere, nella Chiesa ortodossa il sesto \u00e8 non uccidere perch\u00e9 il primo viene sdoppiato,  sia Filarete sia gli altri in qualche modo giustificano in guerra, sia autodifesa, ecc. mentre Leone Tolstoi \u00e8 contro qualsiasi motivo che possa spingere uno a uccidere, neanche di autodifesa , n\u00e9 in qualsiasi circostanza.<\/p>\n<p>Questa posizione influ\u00ec su Florenskij per cui quando era giovane lui era anticlericale. C\u2019\u00e8 una lettera del 1899, in cui   scrive a Tolstoi e gli dice: \u201cDopo aver letto la tua confessione sento di non poter pi\u00f9 essere cristiano come sono stato finora\u201d. Per\u00f2 a dire la verit\u00e0 dopo uno o due anni, e secondo me, \u00e8 stata proprio la lettura di  Solov\u2019\u00ebv il quale pure lui scrisse soprattutto sulla risurrezione di Cristo e nostra, negata ovviamente da Tolstoi.  Solov\u2019\u00ebv  probabilmente \u00e8 colui che riporta il nostro Florenskij ad un cristianesimo combattivo. Quindi comincia anche lui a  parlare contro ci\u00f2 che \u00e8 esteriore, contro ci\u00f2 che \u00e8 secondario al fine di proporre agli intellettuali come Tolstoi, che non era soltanto lui, c\u2019erano molti altri intellettuali\u2026 era un momento di grande creativit\u00e0 nel pensiero russo, e quindi di poter rispondere  al mondo dell\u2019intelligentia con  qualcosa di concretamente sentito della fede.  In  questo stesso periodo lavora, \u00e8 stato accennato questa mattina, agli studi matematici, che per quanto possa sembrare strano  hanno influito enormemente sulla teologia, perch\u00e9 lui faceva parte di quella corrente della matematica della aritmologia e della discontinuit\u00e0, quella che poi in geometria \u00e8 la geometria non euclidea di Nikolaj Ivanovi\u010d Loba\u010devskij  che torna spesso nelle sue opere, quindi questa antinomia, questa apparente contraddizione continua nella realt\u00e0 diventa parte della verit\u00e0 stessa.<\/p>\n<p>Qualcuno ha criticato  Florenskij dicendo, in particolare G. Flarovskij, colui che ha scritto la Storia della Teologia russa, uno dei pi\u00f9 ortodossi fra gli ortodossi, ha attaccato Florenskij dicendo che questo \u00e8 contraddittorio, ma a mio avviso non c\u2019\u00e8 contraddizione, perch\u00e9 l\u2019antinomia di Florenskij  non e in assoluto, non \u00e8 anche in Dio, \u00e8 nella conoscenza da parte dell\u2019uomo che ha sempre e comunque la verit\u00e0 in modo contrastante, soprattutto quando si parla di fede, si parla di Dio uno ma anche trino, si parla di Cristo uomo ma anche Dio, si parla,  e questo \u00e8 interessante, la tradizione di  Solov \u2019\u00ebv, di Bulgakov , ecc.<\/p>\n<p>l&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Abbiamo allora una posizione complessa che trova una certa armonia nella cosiddetta  sofiologia, che \u00e8 uno dei campi, oggi abbiamo sentito la parola: \u00e8 difficile comprendere Florenskij, questo \u00e8 uno dei campi altrettanto difficili, che proviene in gran parte da Vladimir  Solov \u2019\u00ebv. Ricordate che  Solov \u2019\u00ebv  ad un certo punto ha accettato il cattolicesimo.<\/p>\n<p>Ognuno, sia   Florenskij, sia  Bulgakov, sia Trubeckoj, sia gli altri cercavano in qualche modo di staccarsi, di trovare degli elementi di stacco da Solov\u2019\u00ebv. Allora l\u2019accusa  nei confronti di Solov\u2019\u00ebv che ha creato, diciamo prima che cos\u2019\u00e8 e poi vediamo dove stanno le critiche.<\/p>\n<p>Secondo Solov\u2019\u00ebv al Concilio di Calcedonia nel 451 la Chiesa ha raggiunto un compromesso  tra la corrente nestoriana e la corrente monofisita, tra quelli che insistono su Cristo come uomo e quelli che insistono su cristo come Dio.<\/p>\n<p>Un compromesso, Cristo non \u00e8 confuso, non \u00e8 mischiato tutto in uno, non \u00e8 questo\u2026 ci sono quattro avverbi, tutti cominciano con la \u201ca\u201d privativa. Allora Solov\u2019\u00ebv dice: che non  sia il caso di cominciare a trovare una soluzione positiva; cio\u00e8 come mai un Dio si \u00e8 potuto fare uomo, lo dobbiamo accettare solo per fede o possiamo cercare di capirci qualcosa, questa \u00e8 l\u2019origine della sofiologia: cercare di capire come un Dio perfettamente spirituale pu\u00f2 creare un mondo, pu\u00f2 trasmettere dal nulla e fuori di s\u00e9  un qualcosa che \u00e8 totalmente diverso da Lui. L\u2019onnipotenza? Ecco, secondo Solov\u2019\u00ebv, secondo i sofiologi \u00e8 un\u2019accettazione per fede, ma non ci fa capire nulla l\u2019onnipotenza di Dio. Dio non \u00e8 onnipotente che pu\u00f2 fare quadrato un cerchio. C\u2019\u00e8 l\u2019onnipotenza lecita  e l\u2019onnipotenza  non lecita. E quindi per cercare di capire cosa pu\u00f2 essere successo, Solov\u2019\u00ebv  mette un elemento intermedio che si chiama Sofia, la sapienza divina che \u00e8 la parte sostanziale, non personale della Trinit\u00e0, la parte sostanziale che si esprime soprattutto nell\u2019amore interno alla Trinit\u00e0, questo amore interno che chiamiamo Sofia, \u00e8 quello che giustifica, ammette fisicamente la possibilit\u00e0 che un Dio si abbassi. Quindi la creazione \u00e8 un abbassamento, \u00e8 una Kenosis, un Dio che scende perch\u00e9 ama, e quando si ama ci si abbassa verso la persona che si vuole amare per attrarla a s\u00e9. Quindi questo amore creativo,  che per\u00f2 non \u00e8 soltanto un amore mio o dell\u2019altro che nasce e muore, perch\u00e9 in Dio nulla muore ma \u00e8 eterno,  questo amore \u00e8 la Sofia, la Sapienza divina che permette di non immaginare un Dio come Karl Barth tutt\u2019altro, perch\u00e9 altrimenti non si spiegherebbe la creazione, se non con l\u2019onnipotenza ma con l\u2019amore di Dio. E quindi tutto esiste, dice Florenskij, quando vuole esprimere in modo bello questa espressione, riporta in pi\u00f9 opere  la bella espressione di Silesio, questo mistico tedesco del Rinascimento: \u201cla rosa che tu vedi con i tuoi occhi esteriori esiste in Dio dall\u2019eternit\u00e0\u201d, la rosa che nasce e  muore, l\u00ec per l\u00ec in realt\u00e0 dice Florenskij, dice Silesio prima e  Florenskij  insiste esiste in Dio dall\u2019eternit\u00e0, tutto esiste in Dio dall\u2019eternit\u00e0. Ecco l\u2019aggancio con l\u2019ecclesiologia. Se noi ci stacchiamo un po\u2019 dalla Chiesa locale, ci stacchiamo un po\u2019 dai sacramenti, dal ritualismo, dalle regole, dai canoni e saliamo un po\u2019 verso l\u2019alto e cerchiamo di entrare nella mente di Dio e Dio  che immagina da sempre il mondo, non \u00e8 che Dio da un certo giorno si \u00e8 svegliato e ha creato il mondo, il mondo c\u2019\u00e8 da sempre: ecco perch\u00e9 l\u2019eternit\u00e0 del mondo non \u00e8 un panteismo  come sono stati accusati sia Solov\u2019\u00ebv che Florenskij e Bulgakov, ma \u00e8 sempre voluto da Dio eternamente, ma sempre voluto dall\u2019amore di Dio quindi non \u00e8 mai Dio, \u00e8 una divinizzazione ma per grazia di Dio, non per natura sua e quindi questa eternit\u00e0 ci fa immaginare anche le cose della Chiesa, delle Chiese non come qualcosa da assolutizzare come muri che dividono, ma come muretti perch\u00e9 visti dall\u2019alto  anche il muro ci permette di vedere dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il senso di una sofiologia che ha come scopo principale quello di far capire come mai Dio che \u00e8 tutto spirito pu\u00f2 creare un mondo materiale. Se uno si accontenta dell\u2019onnipotenza ha risolto il problema, ma questi filosofi russi ritengono che \u00e8 troppo semplice risolverlo con l\u2019antico compromesso del Concilio di Calcedonia e con l\u2019onnipotenza ecco quindi questa sapienza.<\/p>\n<p>Soltanto mentre Solov\u2019\u00ebv  ci vedeva poeticamente anche un elemento femminile, l\u2019eterno femminino, quindi c\u2019\u00e8 un Dio Padre, allora immagina questa Sofia  come un qualcosa che recepisce; quando  si parla di amore uno pensa pi\u00f9 alla donna, quindi al femminile e allora questo aspetto \u00e8 stato classificato dai critici come una sofiologia erotica, una sofiologia in cui c\u2019\u00e8 troppo di carnalit\u00e0. In realt\u00e0 anche Florenskij e Bulgakov in qualche modo hanno preso di questo elemento anche se hanno voluto staccarsi criticando la carnalit\u00e0 come un elemento del cattolicesimo e non dell\u2019ortodossia.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019ecumenismo le mie fonti sono cinque, adesso devo aggiungere questo che \u00e8 appena uscito, la corrispondenza con Bulgakov, sono cinque,  tre esistono anche in italiano, e secondo me \u00e8 questo che crea l\u2019equivoco di un Florenskij antiecumenico perch\u00e9 quello che \u00e8 uscito: Colonne e fondamento della verit\u00e0, Dogmatismo e dogmatica nel cuore cherubico sono piuttosto antiche, il linguaggio \u00e8 quello chomjakoviano, quindi puntando il dito contro la Chiesa di Roma. Poi c\u2019\u00e8 una tradotta in italiano che gi\u00e0 ci fa vedere lo spirito cio\u00e8 Il sale della terra racconta di quando ha incontrato la starec Isidoro, questo quand\u2019era sbarbato, quarant\u2019anni prima, quando era ancora giovinetto faceva da coppiere, cameriere al vicario di Trinit\u00e0 S. Sergio Zagorsk e<\/p>\n<p>stavano parlando questo vicario con  Filarete Glasgov di cui ho parlato prima, e stavano parlando di come \u00e8 possibile unire le Chiese. Come si pu\u00f2 fare perch\u00e9 il problema di fondo \u00e8 chi deve comandare in questa Chiesa unita. Ovviamente i cattolici dicono il Papa per\u00f2 anche i Russi che vogliono unirsi e non vogliono il Papa, ma che si pu\u00f2 fare? Dobbiamo  rinunciare per sempre a questa unione? Allora mentre discutevano di queste cose lo starec Isidoro disse, ma scusate perch\u00e9 non facciamo comandare la Madonna? Togliamo il Papa e togliamo i nostri Patriarchi e mettiamo la Madonna. Ora su questo punto, anche se sembra molto ingenuo, \u00e8 interessante  pensare che un Bulgakov, che \u00e8 una mentalit\u00e0 cos\u00ec metafisica e cos\u00ec sottile,  quando ha fatto gli interventi al Consiglio mondiale delle Chiese ha scandalizzato tutti che uno di queste elevatezze metafisiche ha incentrato sulla Madonna l\u2019ecumenismo.<\/p>\n<p>Quindi un \u2018ecclesiologia in cui si cerca di trovare il meglio non solo come fatto oggettivo della madre della Chiesa ma anche ci\u00f2 che pi\u00f9 unisce cattolici e ortodossi.<\/p>\n<p>E questo lo dice in uno spirito simpatetico Florenskij che ci fa capire che \u00e8 vicino, per\u00f2 noi confermiamo questa impressione con altre due opere che non sono state tradotte, ma che si trovano nel primo volume, sono usciti i 4 volumi delle opere complete, in edizioni abbastanza semplici un po\u2019 come si stampavano ai tempi dei Sovietici, quindi un libro piccolo ma con 800 \u2013 900 pagine. Sono 4 volumi.<\/p>\n<p>Il primo comprende altre due opere Il concetto di Chiesa nel Nuovo Testamento che non \u00e8 stato tradotto e non \u00e8 stato tradotto neppure L\u2019ortodossia . Sono due scritti che ci confermano come, fra l\u2019altro ho detto prima ci conferma abbondantemente anche la corrispondenza con Bulgakov  che ci fanno vedere un Florenskij ecumenico.<\/p>\n<p>Cio\u00e8, a parte il fatto che parla sempre di Chiesa cattolica, in questo scritto parla spesso dei santi sia della Chiesa cattolica sia della Chiesa ortodossa. E cos\u00ec in molte espressioni soprattutto come affrontare il cristianesimo, come deve affrontare la cultura, come deve affrontare l\u2019intelligentia anticlericale, il cristianesimo  sia cattolici che  ortodossi, cio\u00e8 ce lo  fa vedere uno scritto che non \u00e8 uscito in italiano, sono un po\u2019 sorpreso perch\u00e9 \u00e8 una bellissima sintesi dell\u2019ortodossia, dove dice per esempio che  le icone, le candele e gli inchini per l\u2019ortodosso sono pi\u00f9 importanti del Filioque, dell\u2019Immacolata Concezione e del resto perch\u00e9 l\u2019essere ortodosso non \u00e8, dice Florenskij, rinunciare al Filioque, rinunciare alla comunione sotto una specie, farla con due, ma il vivere, il costume, per\u00f2 questo stesso fatto che richiama che c\u2019\u00e8 un costume ci ricorda il principale influsso di Filarete, cio\u00e8 il cristianesimo \u00e8 stato recepito in Oriente e in Occidente in due modi diversi, e l\u00ec non ci possiamo fare nulla.<\/p>\n<p>Dobbiamo accettare questa diversa mentalit\u00e0 che certo pu\u00f2 creare che qualcuno sia pi\u00f9 vicino al Signore e qualcuno pi\u00f9 lontano,  ma non si pu\u00f2 dire che uno \u00e8 cristiano e ortodosso e l\u2019altro no.  E quindi la conclusione dal punto di vista ecumenico \u00e8 abbastanza forte e cio\u00e8 Florenskij usa un linguaggio duro perch\u00e9 ha lavorato su Chomjakov, cio\u00e8 per una fede pura, per una fede spirituale, per l\u2019interiorit\u00e0 e tutto questo, per\u00f2 rimane fortemente sensibile  alla fede, alla grazia dell\u2019altra Chiesa per l\u2019influsso di Filarete.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il giudizio che hanno espresso i vari autori.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facilissima la canonizzazione, io sono favorevole, secondo me \u00e8 uno dei maggiori santi in circolazione sia fra i cattolici e gli ortodossi perch\u00e9 veramente fino alla fine ha vissuto la sua fede, per\u00f2 dal punto di vista pratico non sar\u00e0 facilissima perch\u00e9 anche lui ha la sofiologia, cio\u00e8 questo elemento intermedio tra Dio e il mondo. E questa sofiologia in  Bulgakov \u00e8 stata condannata sia dal Patriarcato di Mosca, a quell\u2019epoca, sia dalla Chiesa avversaria degli emigrati antiecumenici. Quindi condannata anche dai loro seguaci. Quindi Florenskij indirettamente, qualche volta direttamente, ma pi\u00f9 spesso indirettamente ha subito il contraccolpo non solo della grandezza teologica ma anche della condanna di Bulgakov. Quindi per poter andare avanti in una eventuale causa di beatificazione o canonizzazione dovr\u00e0 scrollarsi di dosso, non \u00e8 impossibile, perch\u00e9 ho letto un articolo recente di un Vescovo russo  che rappresentava proprio la voce ufficiale in cui persino Bulgakov veniva quasi non riabilitato ma certamente si invitava a studiare meglio la sofiologia perch\u00e9 la condanna non era proprio del tutto spassionata, era perch\u00e9 il gruppo di Parigi si rifiutava di mettersi con Mosca e di mettersi con le altre Chiese, \u00e8 rimasta una Chiesa a parte sotto il Patriarcato di Costantinopoli, \u00e8 russa ma sotto il patriarcato di Costantinopoli, allora il sospetto \u00e8 molto forte che la  condanna di Bulgakov non sia stata perch\u00e9 c\u2019era la sofiologia, ma perch\u00e9 quelli non si volevano sottomettere. Quindi adesso i russi vedono con animo pi\u00f9 sereno e poi Florenskij ha il grande vantaggio che la sua morte, la maniera in cui \u00e8 morto, la scoperta del 1991, prima tutti quanti, anch\u2019io nei miei testi abbiamo messo il 1943 come anno della morte di Florenskij, adesso tutti quanti ci correggiamo i testi, l\u20198 dicembre venne fucilato presso Leningrado, quindi questa morte da martire sicuramente far\u00e0 camminare, se non arriveremo, certamente nella mentalit\u00e0 comune dei fedeli ortodossi \u00e8 gi\u00e0 considerato un santo.<\/p>\n<p>\u00c8 per me una grande gioia perch\u00e9 lavoro nel campo ecumenico che questi personaggi  che riconoscono la grazia e l\u2019ecclesialit\u00e0 della Chiesa di Roma, sia pure con un linguaggio critico, come anche Filarete possano avere questo riconoscimento ufficiale perch\u00e9 certamente influir\u00e0 positivamente sui rapporti fra le Chiese, quindi in prospettiva  speriamo.  Questo \u00e8 la speranza  anche se bisogna avere anche pazienza della riunificazione delle Chiese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il convegno si \u00e8 tenuto a Padova il 13 aprile 2002 presso la Sala del Presbyterium ed \u00e8 stato curato dal Centro Vladimir Solov\u2019\u00ebv in collavorazione con il Centro Dehoniano \u201cPresbyterium\u201d di Padova. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; \u201cNon dimenticatemi\u201d \u00e8 il titolo della &hellip; <a href=\"https:\/\/www.iconografi.it\/?p=383\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,3],"tags":[37,5,24,13,39,29],"class_list":["post-383","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-limmagine-sacra-nella-chiesa","tag-bulgakov","tag-icona","tag-icone-2","tag-immagine","tag-pavel-florenskij","tag-solovev"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=383"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":385,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/383\/revisions\/385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}