{"id":304,"date":"2001-01-07T21:48:34","date_gmt":"2001-01-07T20:48:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.iconografi.it\/?p=304"},"modified":"2011-01-07T22:11:24","modified_gmt":"2011-01-07T21:11:24","slug":"la-ricostruzione-dellicona-costantinopolitana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iconografi.it\/?p=304","title":{"rendered":"La ricostruzione  dell&#8217;icona costantinopolitana"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: large;\">Contributo scuola di iconografia san Luca al Convegno Internazionale su San Luca del 2000<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_328\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/costantinopolitana_ric.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-328\" class=\"size-medium wp-image-328\" title=\"costantinopolitana_ric\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/costantinopolitana_ric-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/costantinopolitana_ric-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/costantinopolitana_ric-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/costantinopolitana_ric.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-328\" class=\"wp-caption-text\">l&#39;icona costantinopolitana ricostruita<\/p><\/div>\n<p>Hanno collaborato: Giovanni Mezzalira, Annarosa Ambrosi, Daniela Borgato, Wilma Pegoraro.<\/p>\n<p>Si ringraziano quanti hanno fornito informazioni e suggerimenti qualificati, in particolare:<br \/>\ndon Francesco Trolese, prof. Pina Belli D\u2019Elia, prof. Sania Gukova, Padre Georges Gharib, prof. Valagussi.<\/p>\n<p>Importanti informazioni sull&#8217;argomento sono disponibili anche sul Sito dell&#8217;Abbazia di Santa Giustina in Padova.<\/p>\n<p>L&#8217;anniversario dell&#8217;Incoronazione della Icona Costantinopolitana della Beata Vergine Maria, Madre di Dio, venerata nella Basilica di S. Giustina ricorre il giorno 23 maggio.<br \/>\nGli atti del Congresso su S. Luca  sono stati presentati il 15\/06\/2002 presso l&#8217;Aula Magna dell&#8217;Abbazia S. Giustina in Padova.  E&#8217; stato illustrato il primo volume degli Atti del Congresso Internazionale &#8220;S. Luca evangelista testimone della fede che unisce&#8221;: l&#8217;unit\u00e0 letteraria e teologica dell&#8217;Opera di Luca.<!--more--><\/p>\n<p><strong>Gli studi sull&#8217;icona costantinopolitana precedenti la realizzazione della ricostruzione<\/strong><\/p>\n<p>Venerazione per la  Madonna Costantinopolitana nel corso dei secoli<\/p>\n<ul>\n<li>La visibilit\u00e0 dell\u2019immagine<\/li>\n<li>L&#8217;icona della Madre di Dio Costantinopolitana che si trova a Padova,<\/li>\n<li>Il tipo iconografico<\/li>\n<li>Analisi stilistica<\/li>\n<li>Simbolismo del colore<\/li>\n<li>Simbolismo delle strutture spaziali<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Venerazione per la  Madonna Costantinopolitana nel corso dei secoli<\/h2>\n<p>\u201cA Santa Giustina \u00e8 venerata un\u2019antica immagine di Maria Vergine che usc\u00ec illesa dal fuoco in cui la fece gettare nel 741 l\u2019iconoclasta Costantino. La port\u00f2 a Padova da Costantinopoli santo Urio\u201d.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/costantinopolitana.gif\"><\/a><\/p>\n<div id=\"attachment_306\" style=\"width: 214px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/costantinopolitana.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-306\" class=\"size-full wp-image-306 \" title=\"costantinopolitana\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/costantinopolitana.gif\" alt=\"L'icona costantinopolitana\" width=\"204\" height=\"288\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-306\" class=\"wp-caption-text\">L&#39;icona costantinopolitana<\/p><\/div>\n<p>La Madonna\u00a0 Costantinopolitana\u00a0 conservata a Santa Giustina \u2013 secondo\u00a0 qualche studioso l\u2019immagine mariana pi\u00f9 antica che si conosca a Padova &#8211; \u00e8 stata per secoli molto venerata dai padovani che la consideravano la protettrice misericordiosa della citt\u00e0. Le cronache e le testimonianze la ricordano come un\u2019icona miracolosa\u00a0 che godeva di un culto molto antico e fortemente diffuso. Posta nel sacello di San Prosdocimo, in particolari circostanze veniva portata in processione: preghiere e suppliche le erano rivolte soprattutto\u00a0 in caso di siccit\u00e0 o per difendere i raccolti dal maltempo.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 24px; font-size: 16px;\">Pietro Barozzi, vescovo di Padova dal 1487 al 1507\u00a0 in una lettera ai monaci di Santa Giustina sottolinea la miracolosit\u00e0 dell\u2019icona. Scrive che nei periodi di grande siccit\u00e0 i fedeli ricorrevano fiduciosi alla Madonna Costantinopolitana. Dopo tre giorni di digiuno l&#8217;icona\u00a0 veniva portata\u00a0 con grande rispetto\u00a0 dal popolo e dai monaci\u00a0 intorno al Prato della Valle\u00a0 e raramente rientrava\u00a0 nella chiesa di Santa Giustina senza che la gente avesse ottenuto la tanto desiderata pioggia.<\/span><\/p>\n<p>La venerazione per la santa icona continu\u00f2 fino alla soppressione napoleonica del monastero di Santa Giustina. Il culto della Costantinopolitana scaduto dopo la cacciata dei monaci\u00a0 riprese con intensit\u00e0\u00a0 per opera di monsignor\u00a0 Andrea Panzoni, ultimo parroco secolare della basilica. Cos\u00ec il 23 maggio 1909 con l\u2019approvazione di Papa Pio X si celebr\u00f2 presente il patriarca di Venezia e\u00a0 molti vescovi del Veneto la solenne incoronazione dell\u2019icona. Il 20 novembre 1917 poich\u00e9 la basilica era stata destinata ad accogliere 2800 carabinieri reduci da Caporetto l\u2019immagine fu trasferita, al Pontificio seminario romano. Torn\u00f2 a Padova il 26 gennnaio 1919.<\/p>\n<p>Fino agli anni Cinquanta, invocata come Salus populi patavini fu pi\u00f9 volte portata processionalmente in Prato della Valle\u00a0 e solennemente esposta sull\u2019altar maggiore della basilica. Cerimonie religiose vennero organizzate con particolari fasti in occasione della ricorrenza del venticinquesimo e del cinquantesimo anno dell\u2019Incoronazione ( maggio 1934 e maggio 1960)<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 24px; font-size: 16px; color: #000000;\"> <\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #444444;\">La visibilit\u00e0 dell\u2019immagine<\/span><\/h2>\n<p>L\u2019icona si presenta attualmente gravemente compromessa: tranne parte del volto della Madonna e di quello del Bambino, poche tracce superstiti delle aureole e alcuni frammenti del maphorion, il resto della tavola appare quasi completamente rovinato. La tavola \u00e8 danneggiata da evidenti bruciature. Secondo la tradizione i segni del fuoco\u00a0 sono dovuti al rogo in cui\u00a0 venne gettata a Costantinopoli nel periodo delle lotte iconoclaste. Viene tramandato infatti\u00a0 che la tavola, il cui autore sarebbe, per tradizione, lo stesso San Luca evangelista,\u00a0 scagliata tra le fiamme sarebbe volata miracolosamente tra le braccia di una donna che l\u2019avrebbe consegnata al prete Urio custode della basilica dei Dodici Apostoli di Costantinopoli. Questi tra l\u2019VIII e il IX secolo avrebbe portato\u00a0 a Padova, a Santa Giustina,\u00a0 il corpo di San Luca le reliquie di San Mattia e l\u2019icona per sottrarli alla ferocia iconoclasta.<\/p>\n<p>Di sicuro fu danneggiata dal fuoco prima del\u00a0 XVI secolo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/volti.gif\"><\/a><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: auto;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"line-height: 24px;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"line-height: 18px;\"><strong><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: normal; line-height: 24px;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div id=\"attachment_307\" style=\"width: 226px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/volti.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-307\" class=\"size-medium wp-image-307\" title=\"volti\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/volti-216x300.gif\" alt=\"i due volti\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/volti-216x300.gif 216w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/volti-739x1024.gif 739w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/volti.gif 1869w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-307\" class=\"wp-caption-text\">i due volti<\/p><\/div>\n<p>Gi\u00e0\u00a0 nel Quattrocento l\u2019icona era\u00a0 molto rovinata. E\u2019 ancora il Vescovo Pietro Barozzi ad evidenziare,\u00a0 nella lettera ai monaci di Santa Giustina, il cattivo stato in cui si trovava la tavola miracolosa intaccata da macchie, sgorbi, velature dovute alla vetust\u00e0 dell\u2019immagine e all\u2019umidit\u00e0 del luogo in cui era conservata. Ma la necessit\u00e0 di interventi doveva protrarsi da lungo tempo. Il fatto di non realizzare alcuna operazione di restauro sarebbe stato motivato da un episodio miracoloso. Barozzi ricorda che, poich\u00e9 l\u2019immagine venerata e invocata andava deperendo, e l\u2019umidit\u00e0 del luogo aveva cancellato le figure e i colori, un abate (ma non precisa quale e in che epoca) aveva pensato di far ritoccare la tavola da un pittore per ravvivarne colori e linee:\u00a0 Ordin\u00f2 allora l\u2019abate di portare la tavola da un pittore perch\u00e9 la restaurasse, ma la tavola misteriosamente spar\u00ec e fu ritrovata ancora al suo posto come mai vi fosse stata rimossa. Il fatto prodigioso risuon\u00f2 come un ammonimento: la Madonna non voleva che la sua immagine fosse ritoccata da mano umana. Cos\u00ec\u00a0 fin\u00ec per deteriorarsi sempre pi\u00f9.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 24px; font-size: 16px;\">Nel Cinquecento l\u2019icona, ormai quasi illeggibile, fu \u201crinnovata\u201d ricorrendo a una strategia particolare.<\/span><\/p>\n<p>La preziosa tavola, in cui a mala pena si distinguevano le figure della Vergine e del Bambino, fu ricoperta da una tela sottilissima, dipinta ad olio con i soli due volti della Madre e del Bambino. (vedi immagine a lato)<\/p>\n<p>La nuova tela, sovrapposta alle figure quasi scomparse, ha dipinti solo i due volti perch\u00e9 tutto il resto, secondo una tradizione orientale probabilmente recepita in area veneta, \u00e8 stato a sua volta rivestito da una riza d\u2019argento dorato e s<a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/riza.jpg\"><\/a>balzato con le due figure della Vergine e del Bambino. (vedi immagine)<\/p>\n<p>Va ricordato che l\u2019autore (un pittore cinquecentesco di area veneta),\u00a0 non tiene conto, forse per la scarsa leggibilit\u00e0, dell\u2019originale sottostante. L\u2019esempio pi\u00f9 evidente \u00e8 l\u2019orientamento del capo del Bambino del tutto diverso, nell\u2019immagine cinquecentesca, da quello dell\u2019icona bizantina. Stupisce invece, per quanto riguarda la riza,\u00a0 il fatto che viene mantenuto il disegno del drappeggio sulla spalla sinistra della Madonna a segmenti di pieghe rigide,\u00a0 tipicamente bizantino.<\/p>\n<p>Di fatto, a seguito dell\u2019intervento cinquecentesco, l\u2019antica Costantinopolitana,\u00a0 ricoperta da una Madonna e da un Bambino completamente diversi,\u00a0 \u201cspar\u00ec\u201d del tutto dalla vista dei fedeli\u00a0 fino al 1959.<\/p>\n<p>Sul pessimo stato di conservazione della Costantinopolitana si sono soffermati molti studiosi. Andrea Moschetti\u00a0 nel 1925 cos\u00ec la descrive: \u201c..ogni figura \u00e8 scomparsa dalla tavola di santa Giustina, vi rimangono solo le aureole della Madre e del\u00a0 Bambino scolpite in rilievo nella tavola stessa, i contorni delle due teste ed appena un poco del panno che copriva il capo della Madre\u2026\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_308\" style=\"width: 229px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/riza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-308\" class=\"size-medium wp-image-308 \" title=\"riza\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/riza-219x300.jpg\" alt=\"L'icona con la riza\" width=\"219\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/riza-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/riza-749x1024.jpg 749w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/riza.jpg 1183w\" sizes=\"auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-308\" class=\"wp-caption-text\">L&#39;icona con la riza<\/p><\/div>\n<p>Arnaldo Roberti, monaco di Santa Giustina\u00a0 nel 1934, in occasione del venticinquesimo anno dell\u2019incoronazione della Madonna annota: \u201cLa tavola preziosa che si conserva dietro all\u2019attuale pittura cinquecentesca e che sarebbe proprio quella portata a Padova da S.Urio nell\u2019VIII \u2013IX secolo, porta ancora, reliquia veneratissima, le tracce\u00a0 delle fiamme distruggitrici, che la bruciacchiarono tutta all\u2019intorno. Le figure bizantine della Vergine e del Bimbo divino (sono) quasi scomparse\u00a0 e appena decifrabili tra lo sciupio\u00a0 fatto dal tempo, dal tarlo e dagli uomini\u201d.<\/p>\n<p>La sovrapposizione delle due immagini\u00a0 ha fine nel 1959 anno in cui si decide di separare l\u2019icona dalla sovrastante pittura cinquecentesca. Quest\u2019ultima, con la copertura metallica, viene collocata nel transetto di San Luca, mentre la Costantinopolitana, dopo l\u2019intervento di restauro del 1960 del professor Antonio Lazzarin che riporta alla luce i volti della Madonna e del Bambino, \u00e8 sistemata per breve tempo in sacrestia, poi sull\u2019altare del coro vecchio e infine all\u2019interno del monastero dove tuttora si conserva.<\/p>\n<h2><span style=\"line-height: 22px; font-size: 15px; white-space: pre;\"><strong>L&#8217;icona della Madre di Dio Costantinopolitana, che si trova a Padova<\/strong> <\/span><span style=\"color: #444444; line-height: 24px; font-size: 16px;\">presso il Monastero di Santa Giustina \u00e8 dipinta su tavola di legno intagliato, con margini dei bordi rialzati e aureole bombate. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-309 alignleft\" title=\"volti della costantinopolitana\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/costantin_volti-300x243.jpg\" alt=\"costantinopolitana, particolare\" width=\"270\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/costantin_volti-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/costantin_volti.jpg 614w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><br \/>\n<\/span><\/h2>\n<p>E&#8217; molto rovinata a causa di bruciature, tarlature, buchi e corrosioni.<br \/>\nIl fondo e le aureole presentano resti di decorazioni a gesso e doratura.<br \/>\nPer quanto riguarda il disegno e la pittura, gli elementi pi\u00f9 leggibili sono i volti.<br \/>\nScarsamente leggibili sono i drappeggi, mentre le mani di entrambi i personaggi e i piedi del Bambino mancano totalmente.<\/p>\n<h2><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 57px; font-size: 38px; color: #000000;\">Il tipo iconografico <\/span><\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/dexiocratusa.jpg\"><\/a>Il tipo iconografico cui collegare questa immagine sembrerebbe quello della Madre di<\/p>\n<div id=\"attachment_310\" style=\"width: 219px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/dexiocratusa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-310\" class=\"size-medium wp-image-310\" title=\"dexiocratusa\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/dexiocratusa-209x300.jpg\" alt=\"Odighitria dexiokratousa\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/dexiocratusa-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/dexiocratusa-715x1024.jpg 715w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/dexiocratusa.jpg 1461w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-310\" class=\"wp-caption-text\">Odighitria dexiokratousa<\/p><\/div>\n<p>Dio ODIGHITRIA (il titolo significa &#8220;colei che indica la via&#8221;, ed \u00e8 reso pittoricamente dal gesto della mano che indica il Bambino Ges\u00f9), nella variante dexiokratousa (che regge il Bambino con la mano destra).<\/p>\n<p>Ma rispetto all&#8217;iconografia classica, nell&#8217;icona padovana il Bambino \u00e8 rappresentato con la testa rivolta verso l&#8217;estern<a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/consolazione.jpg\"><\/a>o, e lo sguardo di entrambi \u00e8 rivolto verso lo spettatore. quasi a sollecitare un silenziosa comunicazione a livello interiore. (vedi particolare che mostra i due volti della Madre di Dio e del Bambino Ges\u00f9).<\/p>\n<div id=\"attachment_311\" style=\"width: 238px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/consolazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-311\" class=\"size-medium wp-image-311\" title=\"consolazione\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/consolazione-228x300.jpg\" alt=\"Madre di Dio della consolazione\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/consolazione-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/consolazione-780x1024.jpg 780w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/consolazione.jpg 1382w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-311\" class=\"wp-caption-text\">Madre di Dio della consolazione<\/p><\/div>\n<p>Tali caratteristiche la \u00a0differenziano, anche per intenzione teologica, dalla tipologia dell&#8217;Odighitria, mentre la avvicinano a un tipo che compare tardivamente, molto diffuso tra il XV e il XVII secolo in ambito greco-cretese: quello della Madre di Dio della CONSOLAZIONE, nota in area slava col nome di Palestinskaia.<\/p>\n<div id=\"attachment_312\" style=\"width: 298px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/kikkiotissa2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-312\" class=\"size-medium wp-image-312\" title=\"kikkiotissa2\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/kikkiotissa2-288x300.jpg\" alt=\"Madre di Dio Kikkiotissa\" width=\"288\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/kikkiotissa2-288x300.jpg 288w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/kikkiotissa2.jpg 976w\" sizes=\"auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-312\" class=\"wp-caption-text\">Madre di Dio Kikkiotissa<\/p><\/div>\n<p>Pi\u00f9 anticamente (secoli XII-XIII) tali caratteristiche erano presenti nel tipo della KIKKIOTISSA (dal nome di un monastero cipriota dove se ne trovava un prototipo attribuito a s.Luca). In questo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/kikkiotissa2.jpg\"><\/a>modello i volti dei personaggi sono vicini, fino a ricordare il tipo della Tenerezza e lo sguardo del Bambino (e spesso anche quello della Madre) si dirige verso lo spettatore. Particolare \u00e8 il movimento delle<a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/axionesti.jpg\"><\/a> mani: il Bambino consegna nelle mani della Madre il rotolo contenente la sua Parola.<\/p>\n<div id=\"attachment_313\" style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/axionesti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-313\" class=\"size-medium wp-image-313 \" title=\"axionesti\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/axionesti-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/axionesti-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/axionesti.jpg 567w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-313\" class=\"wp-caption-text\">Madre di Dio Axionesti<\/p><\/div>\n<p>Una variante \u00e8 il modello AXION ESTI, di cui l&#8217;esemplare antico \u00e8 conservato al Monte Athos.<\/p>\n<p>In entrambi questi casi il Bambino non \u00e8 seduto in posizione statica, ma, oltre al movimento delle mani, \u00e8 presente anche l&#8217;agitarsi delle gambe, nude dal ginocchio in gi\u00f9.<\/p>\n<p>Una contorsione del busto, oltre che della testa, si nota anche nell&#8217;icona padovana.<\/p>\n<div id=\"attachment_314\" style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/piazzaarmerina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-314\" class=\"size-medium wp-image-314\" title=\"piazzaarmerina\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/piazzaarmerina-199x300.jpg\" alt=\"Madre di Dio (Piazza Armerina)\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/piazzaarmerina-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/piazzaarmerina-682x1024.jpg 682w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/piazzaarmerina.jpg 1037w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-314\" class=\"wp-caption-text\">Madre di Dio (Piazza Armerina)<\/p><\/div>\n<p>Alcune tavole, affreschi e mosaici presenti in Italia fin dal &#8216;200 &#8211; &#8216;300 mostrano significative analogie, facilmente individuabili, con la nostra Costantinopolitana.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/piazzaarmerina.jpg\"><\/a> <a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/canosa.jpg\"><\/a> <a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/palermo.jpg\"><\/a><\/p>\n<h2>\n<p><div id=\"attachment_315\" style=\"width: 224px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/canosa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-315\" class=\"size-medium wp-image-315\" title=\"canosa\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/canosa-214x300.jpg\" alt=\"Madre di Dio (Canosa)\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/canosa-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/canosa-733x1024.jpg 733w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/canosa.jpg 1142w\" sizes=\"auto, (max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-315\" class=\"wp-caption-text\">Madre di Dio (Canosa)<\/p><\/div><\/h2>\n<div id=\"attachment_316\" style=\"width: 256px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/palermo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-316\" class=\"size-medium wp-image-316\" title=\"palermo\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/palermo-246x300.jpg\" alt=\"Madre di Dio (Palermo)\" width=\"246\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/palermo-246x300.jpg 246w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/palermo-840x1024.jpg 840w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/palermo.jpg 963w\" sizes=\"auto, (max-width: 246px) 100vw, 246px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-316\" class=\"wp-caption-text\">Madre di Dio (Palermo<\/p><\/div>\n<h2><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 57px; font-size: 38px; color: #000000;\"><!--more-->Analisi stilistica <\/span><\/h2>\n<p>L&#8217;analisi di alcuni dettagli stilistici e aspetti decorativi rivela interessanti collegamenti spazio-temporali:<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 24px; font-size: 16px;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_317\" style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/sinai2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-317\" class=\"size-medium wp-image-317\" title=\"sinai2\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/sinai2-199x300.jpg\" alt=\"Sinai, inizio XIII secolo\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/sinai2-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/sinai2-682x1024.jpg 682w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/sinai2.jpg 1173w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-317\" class=\"wp-caption-text\">Sinai, inizio XIII secolo<\/p><\/div>\n<p>le proporzioni della tavola, la composizione, la tipologia di alcune decorazioni, i rilievi del margine, il drappeggio e le luci rivelano affinit\u00e0 con icone del Sinai, databili agli inizi del XIII secolo e con icone macedoni del XIV secolo,<\/p>\n<div id=\"attachment_318\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/dafni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-318\" class=\"size-medium wp-image-318 \" title=\"dafni\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/dafni-230x300.jpg\" alt=\"Mosaico di area bizantina\" width=\"230\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/dafni-230x300.jpg 230w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/dafni-786x1024.jpg 786w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/dafni.jpg 1002w\" sizes=\"auto, (max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-318\" class=\"wp-caption-text\">Mosaico di area bizantina<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 24px; font-size: 16px;\">la grafia dei volti, e lo stile del drappeggio sono tipici di affreschi e mosaici diffusi gi\u00e0 prima del Mille in area bizantina (epoca della dinastia Macedone),<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_319\" style=\"width: 233px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/puglia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-319\" class=\"size-medium wp-image-319\" title=\"puglia\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/puglia-223x300.jpg\" alt=\"Puglia XII-XIII secolo\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/puglia-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/puglia.jpg 594w\" sizes=\"auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-319\" class=\"wp-caption-text\">Puglia XII-XIII secolo<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 24px; font-size: 16px;\">il modellato dei volti richiama fortemente icone presenti in Puglia nel XII-XIII secolo, cos\u00ec pure il fregio del manto e le modalit\u00e0 decorative del fondo e delle aureole,<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_321\" style=\"width: 237px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/sinai3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-321\" class=\"size-medium wp-image-321\" title=\"sinai3\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/sinai3-227x300.jpg\" alt=\"Sinai inizi del XIII secolo\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/sinai3-227x300.jpg 227w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/sinai3-776x1024.jpg 776w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2011\/01\/sinai3.jpg 1183w\" sizes=\"auto, (max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-321\" class=\"wp-caption-text\">Sinai inizi del XIII secolo<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 24px; font-size: 16px;\">l&#8217;iscrizione del nome su medaglioni purpurei \u00e8 attestata il opere presenti al Sinai agli inizi del XIII secolo.<\/span><\/p>\n<p>Nella ricostruzione del disegno e della pittura si \u00e8 cercato di integrare le<a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/sinai3.jpg\"><\/a> parti mancanti con quelle esistenti in un insieme coerente e unitario, attingendo dai modelli antichi pi\u00f9 affini, visto che non si \u00e8 trovato un archetipo univoco in cui far rientrare il soggetto padovano.<\/p>\n<p>Si \u00e8 mantenuto l&#8217;atteggiamento della mano &#8220;indicante&#8221; dell&#8217;Odighitria, la mano destra del Bambino \u00e8, come sempre, benedicente, mentre con la sinistra si \u00e8 voluto richiamare i significativo gesto della Kikkiotissa e dell&#8217;Axion esti, nell&#8217;intenzione di recuperare un atteggiamento che potrebbe essere significativo messaggio anche per il nostro tempo: quello del Bambino che affida il rotolo della sua Parola alla Madre, perch\u00e9, come dice l&#8217;Evangelista Luca, lo custodisca nel suo cuore. E, si pu\u00f2 aggiungere, nel nostro.<\/p>\n<h2><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 57px; font-size: 38px; color: #000000;\">Simbolismo del colore\u00a0 nelle vesti della Madre di Dio con Bambino<\/span><\/h2>\n<p><em><strong>II color porpora del maphorion (manto).<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_335\" style=\"width: 234px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/maphorion.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-335\" class=\"size-medium wp-image-335\" title=\"maphorion\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/maphorion-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/maphorion-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/maphorion-767x1024.jpg 767w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/maphorion.jpg 1188w\" sizes=\"auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-335\" class=\"wp-caption-text\">maphorion<\/p><\/div>\n<p>La tradizione bizantina attribuisce a questo colore un significato di totalit\u00e0. Deriva infatti dall&#8217;unione dei due colori fondamentali\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/maphorion.jpg\"><\/a>opposti: il rosso (caldo) e il blu (freddo), ottenuti in pittura con il cinabro (fuoco) e il lapislazzuli (acqua). Da ci\u00f2 il carattere regale di questo colore.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; line-height: 24px; font-size: 16px;\">La porpora antica derivata dal mollusco estinto Murex Trunculus: come Plinio ci descrive, \u00e8 una sostanza che disseccata si separa in due: una azzurra e una rossa. Ci\u00f2 spiega il famoso effetto cangiante dei tessuti tinti con essa: presentavano infatti riflessi dal rosso all&#8217;azzurro.<\/span><\/p>\n<p>Il valore simbolico \u00e8 pertanto intuibile come misteriosa unione degli opposti in una totalit\u00e0.<\/p>\n<p>Nelle icone della Madre di Dio il maphorion pu\u00f2 assumere le diverse gradazioni della porpora, ove prevalga il rosso o l&#8217;azzurro.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/images\/tunica.jpg\"><\/a><\/p>\n<p><em><strong>Il color aranciato con crisografia della tunica del Bambino.<\/strong><br \/>\n<\/em><br \/>\nLa tradizione bizantina rappresenta di norma la veste di Cristo Emmanuele (bambino)<\/p>\n<div id=\"attachment_336\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/tunica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-336\" class=\"size-medium wp-image-336\" title=\"tunica\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/tunica-300x218.jpg\" alt=\"tunica\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/tunica-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/tunica-1024x746.jpg 1024w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/tunica.jpg 1581w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-336\" class=\"wp-caption-text\">tunica<\/p><\/div>\n<p>nonch\u00e9 Risorto e Glorioso come il nuovo Adamo, con il colore di un&#8217;argilla rossastra, richiamando in ci\u00f2 anche il significato etimologico della parola adamo ( = rubicondo).<\/p>\n<p>Con la\u00a0<em><strong>crisografia <\/strong><\/em>il colore della terra viene compenetrato dalla luce divina di cui l&#8217;oro \u00e8 simbolo: l&#8217;opacit\u00e0 della materia riceve la luce trasfigurante dello spirito.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<h2><span style=\"color: #444444;\"><!--more-->Simbolismo delle strutture spaziali<\/span><\/h2>\n<p>L&#8217;incorniciatura del volto \u00e8 costruita avendo come riferimento di base l&#8217;asse orizzontale GH, cosicch\u00e9 il volto della Madre di Dio \u00e8 collocato unicamente nella parte superiore dell&#8217;icona.<\/p>\n<div id=\"attachment_337\" style=\"width: 222px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/ricostrugif.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-337\" class=\"size-medium wp-image-337\" title=\"ricostrugif\" src=\"http:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/ricostrugif-212x300.gif\" alt=\"il simbolismo delle strutture\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/ricostrugif-212x300.gif 212w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/ricostrugif-723x1024.gif 723w, https:\/\/www.iconografi.it\/wordpress\/..\/public\/2001\/01\/ricostrugif.gif 1653w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-337\" class=\"wp-caption-text\">il simbolismo delle strutture<\/p><\/div>\n<p>All&#8217;interno, l&#8217;occhio (che \u00e8 l&#8217;unico visibile nell&#8217;originale) \u00e8 il centro di uno spazio simbolicamente scandito, essendo collocato all&#8217;incrocio tra l&#8217;asse verticale EF con il lato CD del quadrato ABCD costruito sulla base AB dell&#8217;icona.<\/p>\n<p>L&#8217;inclinazione dei volti, che determina l&#8217;asse dei nasi, la collocazione degli sguardi e delle bocche, anche nei loro rapporti reciproci, corrisponde esattamente all&#8217;inclinazione del lato DF del triangolo DFC.<\/p>\n<p>Questa stessa obliquit\u00e0 impronta tutta la restante dinamica compositiva (inclinazione delle braccia, gambe, piede e il caratteristico drappeggio diagonale sulla spalla).<\/p>\n<p>Il gesto della mano del Bambino che consegna il rotolo \u00e8 stato collocato alla stessa presumibile altezza della mano benedicente, in modo da marcare l&#8217;orizzontalit\u00e0 (IL) che cade sulla scansione del terzo dell&#8217;asse verticale.<\/p>\n<p>La ricostruzione si \u00e8 inserita nelle dinamiche esistenti, rispettando il principio secondo cui punti significativi dello spazio strutturato coincidono con elementi pregnanti di significato dell&#8217;immagine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contributo scuola di iconografia san Luca al Convegno Internazionale su San Luca del 2000 Hanno collaborato: Giovanni Mezzalira, Annarosa Ambrosi, Daniela Borgato, Wilma Pegoraro. 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