{"id":2401,"date":"2020-04-10T13:00:57","date_gmt":"2020-04-10T11:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iconografi.it\/?p=2401"},"modified":"2020-04-19T12:32:56","modified_gmt":"2020-04-19T10:32:56","slug":"meditazioni-sulla-crisi-che-ci-coinvolge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iconografi.it\/?p=2401","title":{"rendered":"Meditazioni sulla crisi che ci coinvolge"},"content":{"rendered":"<div class=\"attribute-header\">\n<p>ospitiamo molto volentieri queste meditazioni attuali:<\/p>\n<h1>Il vescovo emerito Antonio Mattiazzo sul Coronavirus:<br \/>\nLa pandemia sta mettendo in ginocchio il mondo, ma potr\u00e0 anche lasciare un segno positivo &#8230;<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"attribute-short\">\n<p>nelle nostre vite. La violenza che c\u2019\u00e8 nel cuore umano ferito dal peccato \u2013 ricorda il papa \u2013 si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell&#8217;acqua, nell&#8217;aria e negli esseri viventi. Comprendiamo il \u201csegno\u201d del Coronavirus se cominciamo a rivedere i nostri stili di vita. &#8230;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.difesapopolo.it\/Idee\/Il-vescovo-emerito-Mattiazzo-sul-Coronavirus-La-pandemia-sta-mettendo-in-ginocchio-il-mondo-ma-potra-anche-lasciare-un-segno-positivo\">Ecco il primo intervento, pubblicato su &#8220;La difesa del popolo&#8221;, cui rimandiamo:<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><em>Di seguito, un secondo contributo, sempre del Vescovo emerito Antonio Mattiazzo, che ci ha autorizzato a diffondere:<\/em><\/p>\n<h1><strong>Ce la faremo?<\/strong> <strong>Il coronavirus mette a prova la nostra speranza <\/strong><\/h1>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019epidemia di coronavirus ci ha accompagnato nel tempo della Quaresima come un \u201csegno\u201d di conversione e di ritorno a Dio, da accogliere con fede e coraggio. Ora che siamo arrivati alla Pasqua proviamo a considerare la situazione che stiamo vivendo alla luce della Croce e Risurrezione di Ges\u00f9. Se lo facciamo, tutto cambier\u00e0 di segno e acquister\u00e0 un senso nuovo, la nostra vita diventer\u00e0 \u201cpasquale\u201d, una speranza audace subentrer\u00e0 alla paura.<\/p>\n<p>La Croce \u00e8 la morte di Ges\u00f9. Uomo vero, nessuno pi\u00f9 di Lui ha provato il ribrezzo della morte, perch\u00e9 la cosa pi\u00f9 opposta a Dio, che \u00e8 Vita e Bellezza infinita ed eterna. Ma ha voluto fare l\u2019esperienza della morte e della morte pi\u00f9 ignominiosa e atroce, sentendosi abbandonato. L\u2019ha fatto perch\u00e9 ha scelto liberamente di essere solidale con noi, penetrando fin nell\u2019abisso della nostra condizione umana mortale, ma per vincerla e riportare la vita. Cos\u00ec facendo ha cambiato il senso della morte, che non \u00e8 pi\u00f9 una condanna, ma il passaggio alla vita immortale.<\/p>\n<p>Volgendo ora lo sguardo all\u2019epidemia di coronavirus, constatiamo che la nostra congenita fragilit\u00e0, di cui questo flagello ci ha fatto prendere pi\u00f9 viva coscienza, diviene impotenza di fronte alla morte. L\u2019infezione sta mietendo migliaia di morti, specie tra i pi\u00f9 anziani. Ogni sera la Protezione civile ci consegna, come in un bollettino di guerra, il numero dei morti. La morte manifesta il suo aspetto pi\u00f9 lugubre e impietoso quando vediamo le bare caricate su camion, senza un corteo funebre, diretti verso una destinazione sconosciuta. Pensiamo al dolore dei familiari, privati anche di un ultimo gesto di piet\u00e0. Di fronte a tanta sofferenza, \u00e8 stato un atto molto delicato quello dei nostri Vescovi, che si sono recati in cimitero per pregare e benedire i defunti che dormono in attesa della risurrezione (questo \u00e8 il senso della parola \u201ccimitero\u201d).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un pensiero, una domanda che rimane come celata, forse rimossa nelle tante informazioni e discorsi che si fanno: che ne \u00e8 dei morti stroncati dal virus? Si dice per incoraggiarci \u201cce la faremo! \u201cMa anche se ce la faremo, sar\u00e0 ancora per quanto tempo? Non siamo forse tutti mortali? Siccome la scienza e la cultura secolarizzata del nostro tempo non hanno risposte a questa domanda, si preferisce tacere, oppure dare risposte evasive. Qualcuno ha detto: noi non combattiamo contro la morte \u2013 \u00e8 una battaglia gi\u00e0 perduta in partenza- ma per avere un po\u2019 pi\u00f9 di tempo da vivere in questo mondo. Pur apprezzando il valore della vita, in questo pensiero leggo la rassegnazione e, nel fondo dell\u2019anima, un senso di tristezza. L\u2019attuale sofferenza, allora, sarebbe solo una parentesi negativa, senza alcun senso? La nostra speranza allora si arresta sulla soglia della morte? Sul senso del morire e sul dopo-morte \u00e8 calato il silenzio. Quel che colpisce \u00e8 che anche la voce cristiana, almeno nella sfera pubblica, pare affievolita e trova difficolt\u00e0 ad esprimersi e proporre un discorso sensato e fiducioso sulla vita oltre la morte agli uomini d\u2019oggi. Forse si \u00e8 ancora intimiditi da chi accusava i cristiani di sprecare, guardando al cielo, le energie destinate al progresso sulla terra. Si \u00e8 da molti risposto mostrando un generoso impegno nella carit\u00e0 e nel sociale. Questo \u00e8 certamente cristianesimo genuino. Ma non \u00e8 tutto, se l\u2019orizzonte del fine ultimo della vita si \u00e8 offuscato e spenta \u00e8 la speranza oltre la morte. Non \u00e8 tutto, perch\u00e9 un progresso solo materiale rimane insoddisfacente: \u201cchi beve di quest\u2019acqua \u2013 dice Ges\u00f9 &#8211; avr\u00e0 di nuovo sete\u201d (Gv 4, 13). Ci\u00f2 che \u00e8 venuto a mancare \u00e8 proprio questo accordo tra cielo e terra, fra progresso umano e Regno di Dio, fra tempo ed eternit\u00e0. L\u2019averli separati \u00e8 il grande errore, una grande disgrazia. Se rappresenta un\u2019alienazione religiosa quella di sottrarre valore alla terra in nome del Cielo, ancor peggiore \u00e8 l\u2019alienazione materialista che assolutizza la vita terrena fino ad eliminare la vita eterna. Una delle conseguenze \u00e8 una speranza corta e miope, insufficiente e, alla fine, sconfitta di fronte alla realt\u00e0 ineluttabile e universale della morte, che conferisce alla natura un potere assoluto, capace di annientare anche tutto il bene compiuto. \u00c8 triste la terra se non \u00e8 illuminata dal sole di giorno, se le stelle non brillano nell\u2019oscurit\u00e0 della notte. Occorre uscire dagli schemi troppo angusti e dagli scopi troppo bassi in cui abbiamo rinchiuso la nostra vita e i nostri desideri, perch\u00e9 si rivelano incapaci di darci un senso e di infonderci speranza quando tutto viene meno in questo mondo.<\/p>\n<p>Chi ha partecipato alla straordinaria preghiera di Papa Francesco il venerd\u00ec 27 marzo scorso \u00e8 rimasto colpito dallo scenario del tutto insolito che ha visto. Il momento pi\u00f9 carico di significato \u00e8 stato quando il Papa, solo nella piazza deserta e sotto un cielo plumbeo, quando gi\u00e0 erano calate le ombre della sera, ha innalzato l\u2019ostensorio dov\u2019era presente il Signore Vivente per benedire tutta l\u2019umanit\u00e0 di oggi, smarrita nella tempesta del coronavirus. In quel momento di luce mi risuonavano le memorabili parole di Cristo di fronte al sepolcro di Lazzaro: \u201cIo sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivr\u00e0; chiunque vive e crede in me, non morir\u00e0 in eterno \u201c(Gv 11, 25-26). Parole di potenza divina che irrompono nel buio della morte e rivelano il Vincitore della morte e Donatore di una vita che va aldil\u00e0 della morte terrena. \u00c8 il Cristo, vincitore della morte e risorto alla vita immortale che svela e compie la nostra vocazione alla vita eterna. Perch\u00e9 Dio non ci ha destinati alla morte, ma alla vita e alla felicit\u00e0 eterna.<\/p>\n<p>Fondato su questa fede, S. Paolo ci ha detto una stupenda verit\u00e0 che illumina i momenti bui della nostra esistenza terrena: \u201cChi ci separer\u00e0 dall\u2019amore di Cristo? \u201c(Rm 8, 35). Non c\u2019\u00e8 tribolazione o angoscia, non c\u2019\u00e8 virus, non c\u2019\u00e8 neppure la morte che ci possa separare dall\u2019amore di Cristo. La morte non ha potuto vincere il suo amore divino ed infinito. La Liturgia canta: \u201cMorte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa\u201d.<\/p>\n<p>Il Cristo in cui crediamo non \u00e8 rinchiuso nel passato, vive nel presente e ci attira verso di Lui nella gloria. Nel Battesimo noi siamo stati uniti al Cristo morto e risorto. Cristo ha gi\u00e0 incontrato la mia morte e mi ha fatto partecipe della sua vita nuova ed eterna. La mia vita deriva dalla Pasqua e tende verso la Pasqua eterna.<\/p>\n<p>Questa prospettiva cos\u00ec grandiosa l\u2019abbiamo forse sepolta nel fondo del nostro cuore. Ma non \u00e8 sparita. Perch\u00e9 non risvegliarla e farla risalire alla luce della coscienza, farla rientrare nella nostra vita? Cerchiamo, in questo tempo di Pasqua, di rientrare in noi stessi, ascoltiamo la nostra anima, il nostro cuore, ascoltiamo soprattutto la voce di Dio. Il Signore Risorto non \u00e8 lontano da noi, ci avvolge con la sua luce, apriamo a lui il nostro cuore. A questa condizione, in ogni caso \u201cce la faremo\u201de nulla andr\u00e0 perduto, neppure la sofferenza, perch\u00e9 la fede d\u00e0 un senso anche alla sofferenza. Sperimenteremo allora che la paura e l\u2019angoscia cedono alla fiducia e alla speranza. Chi possiede questa forte speranza, non solo guarder\u00e0 al domani senza timore, ma si sentir\u00e0 pure animato ad impegnarsi ancor di pi\u00f9 nel servizio del prossimo con la certezza che nessuna opera buona sar\u00e0 vana e senza ricompensa eterna.<\/p>\n<p>Il tempo sulla terra \u00e8 il tempo che Dio ci dona per confezionare l\u2019abito per partecipare al banchetto delle nozze eterne nel Regno di Dio. \u00c8 necessario confezionarlo oggi, perch\u00e9 giunti l\u00e0, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 tempo. Il filo d\u2019oro con cui intessere l\u2019abito \u00e8 l\u2019amore, quello autentico. Perch\u00e9 nella vita eterna non entrer\u00e0 neppure un granello di egoismo, ma solo l\u2019amore.<\/p>\n<p>5 aprile 2020\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Antonio M.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ospitiamo molto volentieri queste meditazioni attuali: Il vescovo emerito Antonio Mattiazzo sul Coronavirus: La pandemia sta mettendo in ginocchio il mondo, ma potr\u00e0 anche lasciare un segno positivo &#8230; nelle nostre vite. 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