In Te si rallegra ogni creatura
Si dice spesso che il mondo dell’icona è il mondo umano trasfigurato, o quello divino reso visibile: uno sguardo sintetico su entrambi questi punti di vista è dato dalla prospettiva escatologica, che la sfida dell’icona accetta di mostrare.
Tra le numerose icone che una sapiente vita di fede all’interno della Chiesa cristiana d’Oriente ha realizzato, ne incontriamo una che porta come titolo la prima riga di un celebre inno liturgico: “In Te si rallegra, o piena di grazia, ogni creatura”. Eccone la descrizione. Al centro della composizione, su un’alta montagna, seduta in trono, sta la Madre di Dio col Bambino benedicente. E’ circondata dalle sfere celesti, dai cori degli angeli, dalle cupole di un tempio e da una vegetazione paradisiaca. Ai piedi del monte abbiamo un’assemblea formata da persone “di ogni tribù, lingua, popolo e nazione”. Li congiunge al cerchio racchiudente la dimensione celeste un cartiglio che contiene la comune lode alla Madre di Dio: è l’inno che dà il titolo all’icona, retto dal suo compositore, San Giovanni Damasceno.
Il significato dell’icona è il seguente: intorno alla Madre di Dio si raccoglie nel Tempio l’assemblea degli Angeli e la stirpe degli uomini, non solo, ma anche ogni altra creatura vivente, terrestre o celeste. L’immagine è escatologica in quanto rappresenta il mondo futuro che realizza il principio della comunione universale, il tempio di Dio formato da pietre vive, cieli e terra nuovi in cui lo Spirito infonde bellezza e armonia all’insieme, il ruolo di ciascuna parte nel tutto, in particolare di quella che è considerata la più bella tra tutte le creature: la Madre di Dio.
Questa è un’icona liturgica: è liturgico l’inno da cui è ricavata, un inno che si canta nelle lodi della domenica e nella solenne liturgia di San Basilio, dopo la consacrazione. E’ infatti nella liturgia che si realizza compiutamente il senso della Chiesa, il Regno di Dio, in una comunione d’amore tra i membri riuniti attorno al Corpo e al Sangue di Cristo. La Chiesa svolge il ruolo di grande Madre che partorisce figli di Dio come Maria ha partorito l’Uomo-Dio, il quale nascendo da Lei ha posto la sua dimora tra di noi.
Questa immagine della Chiesa e dell’universo riconciliato è efficace grazie al simbolismo compositivo strutturale cromatico: nell’iconografia orientale gli elementi simbolici, una volta riconosciuti come validi, vengono adottati canonicamente in modo pressoché definitivo e diversamente interpretati dalla sensibilità nazionale o dalla maestria di una scuola iconografica.
Il mondo dell’icona ci affascina per la capacità di tradurre visivamente una ricca esperienza di fede e per la capacità di evocare una dimensione universale del sacro, ancora vive e operanti nella Chiesa cristiana d’Oriente, per noi invece sepolte in un passato dimenticato.
Annarosa Ambrosi
Scuola di Iconografia “San Luca”
Centro italo-russo V. Solov’ev.