Io credo che il momento complesso che la cultura dell’Europa, proiettata, nello scorcio finale del secolo che si è concluso, verso l’aldilà dell’Atlantico, deve ritrovare anche radici che la portano a riconsiderarsi come un intero che vede l’Est europeo ormai reintegrarsi in una casa comune, che deve essere nostro compito costruire. Con l’Università di Padova abbiamo sempre avuto una vocazione ad essere “porta” verso la cultura orientale. I nostri rapporti di collaborazione con le Università della Polonia, della Cecoslovacchia e dell’Unione Sovietica sono storicamente ben noti e li stiamo intensificando. Credo che anche in questa prospettiva l’iniziativa che ha preso le mosse da una riconsiderazione della figura di Solov’ev, per poi affrontare Florenskij e adesso Bulgakov ha una grossa valenza di cui credo debba essere sottolineata l’importanza. …

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